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Il rumeno

Ci vediamo alle 9.30.

Sì, solo che io chissà cosa pensavo e c’ero alle 9.30, ma da un’altra parte. Aspetto, parlo, mi faccio ridere dietro da una che mi riconosce e mi faccio ridere davanti da una che è mia omonima e forse coetanea, ma molto più sciatta e molto più antipatica. Poi, siccome il rumeno non si vede, lo chiamo e scopro che avevo sbagliato posto. Sono poco lucida, distratta e non si sa da cosa.
Insomma, avevo appuntamento con suo figlio, la concretizzazione di ogni stereotipo: più basso di me, indossava un bomber nero logoro e spiumato, un pantalone della tuta nero ed era biondiccio. Ovviamente curvo sia di spalle che di gambe.

Mi dice che Venezia affonderà e che tra cinquant’anni non ci sarà più niente. Gli piacciono le case, meglio se vecchie, e non gli appartamenti dove ci sono sempre vicini che si lamentano se fai rumore. E poi i contanti.
“Signorina, come si farà ora che vogliono vietarne l’uso? Perché in Germania mica è così. Uno vede una Ferrari e la compra in contanti. Qui no va bene, signorina.”

E io che pensavo che fosse così solo negli Emirati Arabi. Sì, quelli decantati oggi dal nostro acuto napoletano laureato Ministro degli Esteri che auspica un miglioramento dell’internazionalizzazione grazie ai maggiori fondi previsti per ICE e Simest e ad una nuova integrazione tra ICE e Farnesina. Seh. Vabbè. Altri tempi. Muoiano tutti. Farabutti.
Gli parlo del Mose e credo che nonostante i suoi trent’anni passati in Italia non capisca di cosa sto parlando.

“Diciamolo, signorina, se una vuole comprarsi un vestito di Versace, ti pare che lo paga con un bonifico o un assegno? Un vestito che costa duemila, duemilacinquecento, come lo paga?”

E io penso che uso le carte per tutto. Ma soprattutto nella mia testa canta la strofa “Versace on the floor..” e focalizzo la showroom della Ferrari a Doha. Faceva caldo. Io ero con delle persone fastidiose. E poi io un vestito di Versace non ce l’ho e non mi verrebbe neanche in mente di comprarmelo.

“Signorina, piove tanto. Non mi piace la pioggia. Quando è freddo sì, ma quando piove così no. Così lo odio.”

E io lo sto a guardare. Potrei essere sua madre. Ma soprattutto guardo lei e spero che lui non si accorga dei difetti.
Che piova! A me piace la pioggia. C’è bisogno di pioggia perché fa sempre troppo caldo e a me piace l’inverno.

“Bella zona questa, signorina. E quella casa lì? Mi piace quella. Perché io preferisco le case. Quanto costerà, signorina?”
“Circa 800.000 euro.”

E ho parcheggiato lontano da casa, gli ho indicato la strada e l’ho salutato.

Soundtrack: Bruno Mars – Versace on the Floor (remix di David Guetta)

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