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Il ripasso

Andrà a finire che magari ne farò un lavoro di questa cosa dello scrivere, sapere cosa è un loop, rasterizzare elementi. Quello di cui ancora non sono riuscita a impossessarmi è la strategia digitale. Nei miei appuntamenti a tema, che, va detto, sono stati e continuano ad essere in numero considerevole senza cavarne un ragno dal buco, saltuariamente mi imbatto nella domanda, talvolta sott’intesa: – “Ma lei cosa ha fatto come stratega digitale?“.

Ho letto pdf e blog e guardato video, ma ancora non riesco ad afferrare il concetto e il percorso applicabile alla strategia digitale per un prodotto. E per un’azienda? Un po’ di più.
Ho scritto testi di mission e vision delle aziende per cui ho lavorato, discutendo con proprietari e colleghi, ma alla fine, spesso, ho la sensazione che si tratti solo di fuffa, perché la vision raramente esiste.

Quando corro sul tapirulan frequentemente ascolto i podcast di Marco Montemagno. Non lo trovo completamente simpatico, ma è un’alternativa sopra la media ai podcast di cui ho scoperto l’esistenza. Di lui mi piace che abiti a Brighton, che abbia quattro figli e che abbia una costanza pazzesca (aggettivo che usa spesso) nel proporre contenuti. Tra i suoi chiodi fissi e domande ricorrenti agli intervistati, c’è questa: “Qual è il tuo business model?“.

Anche questa domanda la colgo con difficoltà. Ho compilato business model canvas, analizzato processi aziendali e definito la roadmap di sviluppo di prodotto, ma, forse perché sempre legati ad una produzione che detta le regole, non riesco a comprendere fino in fondo se esiste una concretezza nella possibilità di adottare o cambiare uno specifico modello di business. Alla fine mi pare come il banner dei cookies.

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