Salta al contenuto

Life is peachy

Mi rubavano il portafogli dalla borsa mentre ero seduta ad un bar con degli amici. Un ragazzo seduto nel tavolo affianco pagava il mio conto. Chiedevo a mio fratello di bloccarmi la carta di credito ad uno sportello e, avvicinandosi ad una vetrinetta ricca come una gioielleria del bazar di Istanbul, faceva l’operazione all’apertura di una porticina.
Ero invitata ad uno spettacolo teatrale dall’uomo che mi aveva pagato il conto e che se n’era andato via velocemente perché impegnato con il gruppo che lo accompagnava.
Mi diceva: “Se sei interessata, vieni”.
E io mi presentavo alla biglietteria, posta in alto, all’inizio di un semicerchio, come l’entrata di qualche parco zoo che devo aver visto non so dove. Era sera, ma non era ancora buio. Sembrava un quadro di Hopper.
Nel teatro assistevo allo spettacolo, il cui tema era vivace, di protesta. Quell’uomo vestiva gli stessi abiti che gli avevo visto addosso precedentemente, forse una maglia di cotone e un pantalone marrone, comodo, molto usato.

Cambio scena.

Quell’uomo si presentava con una meravigliosa torta di compleanno per me, classica, alta, a cilindro, con delle candele sopra. La torta sembrava uscita da un grafico: non era perfetta perché le candele erano dei grossi bastoncini marroni, ma era estremamente bella.
E io ero felicissima di tutte quelle attenzioni.

Soundtrack: KoЯn-Did My Time

 

Sii il primo a commentare

Rispondi