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Giardinieri

Sono in tre, forse quattro. Arrivano con il loro camioncino verde scassato. Parcheggiano, tirano giù il mezzo pesante e iniziano il loro lavoro, sempre la mattina troppo presto o il pomeriggio troppo presto. Sono spavaldi, vestiti male, con la barba incolta e i capelli arruffati. Ho l’impressione che in una precedente vita lavorativa si fossero occupati di edilizia, non certo di giardinaggio.
Usano la motosega e il soffiatore per le foglie come se impugnassero una mitragliatrice, neanche una elegante spada laser.
Non c’è in loro alcuna grazia, nessuna attenzione per la natura. Quello che fuma, poi, ha veramente sempre una sigaretta attaccata al labbro e non ha certamente un portacenere con sé.
Li paghiamo tantissimo. Il giardino è enorme. Se fosse per me quella ditta sparirebbe dalla faccia della terra. L’azienda è la serra dietro l’angolo, che però ha pochissimi fiori e piante e moltissimi stretti legami con l’amministratrice condominiale più losca della zona.
Ci abbiamo provato anni fa a farla fuori. E’ stata più forte di noi: scambia favori con i proprietari investitori, quelli che qui non ci abitano, che tengono degli appartamenti per investimento e li affittano. Lei amministra sempre più palazzi, i proprietari sanno che di lei si possono fidare se desiderano avere o meno un particolare intervento o una certa gestione.
Questi giardinieri urlano: lasciano il trattore acceso che romba e urlano a distanza tra loro.
Un cane gli abbaia contro, ma è piccolo, e loro se ne infischiano.

Un commento

  1. Mi ricorda l’agenzia che gestiva il mio appartamento a Sydney. Per la pulizia finale, ci fecero neanche troppo velatamente capire che avremmo dovuto usare una ben precisa ditta. Perché, nel caso la pulizia non fosse stata soddisfacente, avremmo rischiato di perdere la caparra. Io seguii le istruzioni, e fortunatamente mi feci fare una ricevuta, perché questi cialtroni non pulirono un bel nulla. Certa gente fa parecchio schifo.