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Senza freni

Ieri ho frenato troppo. Il cappellino bianco stava volando via e io per prenderlo al volo ho frenato, in discesa, forse con la mano sbagliata. La bicicletta ha inchiodato e io solo saltata oltre, sbattendo rovinosamente il mento, le mani, le braccia sull’asfalto. Le gambe hanno sbattuto sulla bicicletta e tutto sembrava un groviglio agli occhi di Marco. I miei invece hanno visto la scena al rallentatore proprio prima di cadere. Ho avuto il tempo di scandire a me stessa: – “Ora mi faccio molto molto male… cosa mi conviene sbattete per prima cosa?”.

Così ora ho fasciature, punti, lividi, crema sui lividi, cerotti sulla crema. Le lastre le ha tenute l’ospedale. Lì mi era presa una pazza euforia: parlavo con tutti e tanto, di tutto. Credo che mi piaccia ricevere attenzioni, che qualcuno si prenda cura di me. Credo di essere stata contenta quasi del sangue che colava, piuttosto che ritrovarmi a provare dolore e che gli altri avessero minimizzato.

E tutto questo perché ho frenato.
Non sarebbe stato meglio non avere i freni, come in Danimarca?

Soundtrack: Supermassive Black Hole

12 Comments

  1. beh! forse sarebbe stato meglio avere attenzioni senza cadere rovinosamente. Essere senza freni? Non sai cosa vuol dire usare i piedi 😀
    L’importante è non avere niente di rotto.

  2. Ahia.
    Get well soon. Abbraccio.

    • rO rO

      Ho aperto un ticket per questa cosa che non si riesce a commentare con l’app sul mio blog. Ho dei tempi di risposta epici. Comunque a questo punto sono abbastanza a posto. I punti sul mento tutto sommato non si vedono molto, i lividi sono quasi tutti spariti e, a parte la mano destra, non si nota più quasi nulla.

  3. Sono caduto anch’io. E nessuno mi ha curato.
    Ma il punto non è questo. A uno stop la scarpa non si è sganciata dal pedale e sono crollato come l’erba piegata dal vento. Piegato dagli eventi.

    Piegato…

    Ecco, mi piace pensare di essere caduto onorando laicamente la mia cultura natale. Quella che guarda a Occidente e che non ama affatto piegarsi al destino per poi rialzarsi e ancora piegarsi in un eterno gioco tra gli opposti alla ricerca di un equilibrio cosmico. La mia cultura non è affatto zen. Se cado, io mi spezzo. Altro che erba. Nemmeno quella a placare il dolore.

    • rO rO

      E ora come stai?

      • MDSk1n MDSk1n

        Ancora in sella. Lieve escoriazione alle mani. Il polso ha retto. Ma sto pensando di prendere in bici a scatto fisso. Ci giro intorno da un po’ di tempo. Circa sei anni.

  4. Vabbé, ma ci sarà un modo meno ‘cruento’ per ricevere attenzioni… Guarisci presto. 🙂

    • rO rO

      Grazie! Sono abbastanza guarita adesso.

      • Bene!! Sono contento. 🙂

  5. Sempre detto che lo sport alla fine fa male.

  6. °S °S

    Non avevo mai fatto caso all’euforia che possono causare gli intrecci fra storie, destini, persone in un ospedale.
    Terapia di gruppo.

    • rO rO

      Gli intrecci me li immagino, ma sono per lo più da Grey’s Anatomy. L’euforia anche, perché a me aveva preso molto. Mi succede spesso: in situazioni di stress divento di un’allegria molesta.

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