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Un sogno sbagliato

Un sogno sbagliato, come un Negroni sbagliato, in cui non c’è nulla di storto, se non una variante, lo Spumante Brut invece del Gin, e mi sono svegliata con un alone intorno di pensieri, come lo zucchero filato che, morbido, si avvolge intorno al bastoncino nel cestello roteante.
Nel mio abitué sogno sbagliato la variante è che i morti sono vivi ed è la realtà, mentre la realtà è l’incubo. Immagino le parole, i dettagli della pelle con le rughette del collo e le lentiggini, vivo lì dentro così comoda e sicura che qualsiasi psicologo freudiano non esiterebbe nell’affermare con un certo piglio, categoricamente e inconfutabilmente, che il mio inconscio rivela che ho subito dei traumi. Bazzeccole. Sciocchezzuole. La gente muore, così come si ammala. Sono cose che vanno messe in conto come i tradimenti. 
Al risveglio questa mattina l’effetto Briatore – sei già dentro il sogno – è svanito presto, ricoperto dai soliti noiosi pensieri.
Tra questi però ne ho sempre un paio, che sbucano, per poi immergersi nuovamente.
Guardo la carta igienica sottile che uso per tamponarmi il viso dall’eccessivo fondotinta e mi dico che sono fortunata. E poi mi viene in mente Gipi, un controller amico di una amica, che almeno vent’anni fa, attendendo l’inizio di un concerto di Natale, prese dalla tasca interna della sua giacca verde un foglio piegato a quattro e me lo porse, dicendo che era un regalo: si trattava di Lentamente Muore (A Morte Devagar – una morte lenta) di Martha Medeiros. Non che io la ricordi a memoria, ma nella mia testa è un “lentamente muore chi non cambia mai strada” e mi viene in mente veramente molto molto spesso, specialmente la mattina quanto mi sveglio.
Così qualche volta cambio strada per andare a lavorare, cambio bar, cambio menu, cambio carattere, cambio.

Soundtrack: Ben Howard – Promise

 

Lentamente muore

Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

zucchero filato

Ingredienti per il Negroni Sbagliato

  • ghiaccio
  • 1/3 di spumante brut
  • 1/3 di Vermouth Rosso (Carpano originariamente)
  • 1/3 di Campari
  • mezza fetta di arancia
  • qualche goccia di angostura (opzionale)

Procedimento

Mettere 4-5 cubetti di ghiaccio nel bicchiere (ideale il tumbler medio) e aggiungere gli altri ingredienti. Mescolare bene con cucchiaio da bar e decorare con la mezza fetta d’arancia. Esiste anche la variante Redhuvber, diffusa soprattutto nel torinese.

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