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La cosa della casa in quarantena

Il dramma della casa che ancora non ho cambiato è calato pesantemente su di me in questi giorni di reclusione forzata.

Ho passato tutte le fasi del “dramma casa” con maggiore o minore intensità, a seconda degli anni:

  1. tentativo di vendita in autonomia
  2. tentativo di vendita con una o più agenzie
  3. ricerca di nuovo appartamento, casa, terreno
  4. corrispondenza con app, form, venditori vari
  5. telefonate ed appuntamenti con venditori vari
  6. rinuncia per motivi lavorativi del cazzo
  7. rinuncia per motivi amorosi del cazzo
  8. replay dei vari tentativi da 2 a 6.

A ciò si aggiunga che nel tempo sono cambiati praticamente tutti i miei vicini. Tutti sono riusciti a schiodarsi da qui e molti sono arrivati. Il che si è tradotto in un abbassamento medio della qualità del vicinato, definito da:
– meno proprietari e più affittuari;
– più animali domestici;
– più collanine ed ammenicoli economici appesi alle loro porte (cuori, alci, targhe, corone, mancano solo i crocifissi);
– meno erba verde nei giardini del pian terreno (uno ha anche messo della meravigliosa erba sintetica);
– più spese condominiali per recupero coatto di somme non versate.

La pièce dell’ultimo anno è divisibile in due atti.

L’uccello e la sua padrona

Il mio vicino di destra tempo fa se n’è andato vendendo il suo appartamento alla tizia mingherlina dal nome strano, pronunciato ancor più stranamente, che ha disegnato per se stessa il ruolo di nonnina. E’ più giovane di me, lavora nella comunicazione, e ha degli animali: uno o due gatti e un uccello.
A livello teorico non ci sarebbe alcun problema. A livello pratico, la infelice, si adopera in due attività sconsiderate e moleste:
– apre la porta di casa e lascia pascolare i gatti nelle scale perché ritiene che vada bene così. Io amo i gatti, intendiamoci, ma se volevo vivere in una comune prendevo altre scelte;
– invita l’uccello (mai visto ma penso sia un corvo) a fischiare, fischiando essa stessa “FA# SI LA# FA” di continuo a cantilena, preferibilmente quando sto dormendo e lasciando la porta di casa aperta affinché nella tromba delle scale si generi un eco amplificato e deciso. Se volete provare a capire di cosa sto parlando, allineate il vostro fischio qui: https://virtualpiano.net
Il triste risultato è che la tizia fischia forte e l’uccello se ne infischia. Così lei continua con la sua cantilena e il mio chiodo in testa è ben piantato.

La casa a due piani davanti

C’era una volta il panorama bucolico davanti al mio balcone. Adesso mi affaccio su due piani e un tetto di cemento non intonacato. Ci sono anche diverse finestre. E’ una villetta senza giardino che viene venduta a 510K e che mi chiedo chi potrà mai comprare a quella cifra.

L’ultimo atto? Dovrebbe portare ad un mio trasloco.
C’è gente che fa figli, si sposa, si separa, costruisce casa e si separa e io sono ancora qui.
Sono inghiottita dal vortice nel loop. L’unica cosa concreta che riesco a fare è mettermi le cuffie ed alzare il volume per coprire il fischio orribile, stonato e debole, della vicina appagata dalla due voce da bambina.

Soundtrack: 10 Hours brown noise.

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