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Come reagire al presente

La sindrome di Stoccolma è un particolare stato di dipendenza psicologica e/o affettiva che si manifesta in alcuni casi in vittime di episodi di violenza fisica, verbale o psicologica. Il soggetto affetto dalla sindrome, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del proprio aggressore che può spingersi fino all’amore e alla totale sottomissione volontaria, instaurando in questo modo una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice.

Un paio di giorni fa ho letto un articolo su una rivista online in cui un consulente menzionava la Sindrome di Stoccolma, riferita al caso in cui il prigioniero si innamora del proprio sequestratore. Parlava del Covid-19 e di come i piccoli retailer dovrebbero reagire. Bla, bla, solite cose, noia.

Faccio parte delle persone che è stata parecchio bene in casa. Mi piace lavorare da casa perché:

  • non spreco un’ora delle mie ventiquattro a fare su e giù per stradine tortuose
  • risparmio il costo della benzina e l’usura della mia meravigliosa nuova auto
  • posso scegliere se farmi una doccia a metà mattina invece della pausa caffè in sala relax
  • posso preparare il pranzo tranquillamente
  • faccio in tempo a fare una corsa la mattina prima di iniziare a lavorare
  • intrattengo delle telefonate lavorative liberamente
  • c’è luce in casa e sono circondata da cose belle
  • posso ascoltare della musica, se mi va
  • ho molta più voglia di uscire a cena fuori proprio perché sono stata in casa tutto il giorno

In definitiva, lavorando da casa, ho la sensazione di eliminare una grande parte di piccoli fastidi con cui vengono in contatto durante le giornate in azienda.

Tornando alla Sindrome di Stoccolma: non avevo più voglia di tornare alla vita pre-Covid. Reclusa stavo bene.
Eppure ho gente intorno che afferma “E il mondo pre Covid di fatto era un po’ un sequestratore del nostro tempo e delle abitudini migliori. “, ma quando? Ma dove? Ma chi lo dice?

Le mie abitudini migliori sono emerse in periodo Covid. Ho avuto cura della mia dieta come non mai. Ho fatto attività fisicamente regolarmente. Ho chiamato parenti e amici, senza dimenticarmene. Ho preso una schifosissima sbronza a Pasqua. Ho ricevuto richieste di preventivi in numero ben superiore alla media dei mesi precedenti. Ho lavorato tantissimo e ho preso decisioni logistiche determinanti forse per il mio prossimo futuro, scelte che rimandavo da anni.

C’è un mondo vecchio e stantio, amante di Microsoft e delle magliette Polo, che ho intorno e con cui vorrei non avere a che fare. Lo stesso degli amanti delle lampade di sale, delle diete all’aglio e di chi teme i riflessi della luce sullo schermo del computer.
Come reagire?
Ho una sola risposta al momento: stare con te.

Soundtrack: Ex-Otago – Quando Sono Con Te

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