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Un viaggio in autobus

Non viaggio in autobus frequentemente, ma ci sono casi in cui è effettivamente più comodo dell’auto, che devi parcheggiare, e decisamente più economico.

Sono salita sul mezzo alla fermata della piazza del paesello alle 11.24 diretta verso nord. Quando sono entrata mi sono diretta verso il fondo, dove c’erano alcuni posti liberi, nonostante l’autobus fosse piuttosto affollato, soprattutto di donne, va detto.
Mi sono seduta, tenendo raccolta tra le braccia la mia enorme borsetta, tra una donna molto profumata di qualcosa di dolcissimo,  salita come me, e una bassa ragazzina cinese intenta a leggere un testo nella sua lingua madre dal cellulare. Qualche minuto dopo è salita una signora anziana che, ondeggiando, è venuta nella nostra direzione. Poiché pareva instabile sulle gambe io e la ragazzina cinese volevamo lasciarle il posto e, vista la priorità d’età, sono stata io a rimanere seduta mentre la giovane ha trovato un’altra soluzione.
La vecchia tuttavia non si è voluta sedere e ha iniziato a chiacchierare con una sua coetanea.

Era magra, sul metro e settanta, con i capelli corti, arruffati, di colore castano molto sbiadito e con una gran ricrescita bianca. Vestiva con un pullover di lana pettinata di color verde e dei pantaloni beige, anch’essi di lana. Nella mano sinistra reggeva un leggero sacchetto di plastica completamente bianca e non trasparente che poteva contenere qualcosa di veramente piccolo.
La signora ha preso quindi a parlare. tra una parola e l’altra ha ricordato di avere settant’anni. Sembrava un po’ di più.

In considerazione dei suoi vestiti non avevo inteso subito l’argomento.

Si riferiva ad eventi cittadini, citando una mostra o un’inaugurazione, e facendo riferimento a diverse attività, cosa per cui l’avevo inquadrata come un’attenta appassionata di cultura e arte. C’era qualcosa tuttavia che non comprendevo perché, sapendone un po’ di ciò che accede nel paesello, mi stavo stupendo di come la signora si stesse interessando a questioni molto marginali: continuava a parlare dei buffet.
Dopo qualche minuto e mia maggiore attenzione ho compreso che era interessata al catering. Stava riferendo all’amica di tutte le occasioni in cui aveva potuto mangiare ad un’inaugurazione, di una mostra, di un negozio, di una festa in piazza.
Si lamentava anche che in alcune giornate non ci fosse nulla in programma e soprattutto che talvolta ci fossero solo prosecco e patatine.

assalto al buffet
Assalto al buffet

Ecco, non me lo sarei mai aspettata: ci sono donne e uomini anziani, organizzati, per prendere parte ad eventi e arrotondare la cena, con assalto al buffet. La signora, per quanto struccata, priva di ornamenti e con i capelli arruffati, era vestita tuttavia con abiti di qualità, forse vecchi e non alla moda, ma chiaramente buoni. Non abito neanche in una grande città che associo più facilmente a delle necessità simili. Invece, direi proprio che la signora avesse fame e per arrotondare i pasti, si imbucava ai buffet.

Nei film s’è visto un sacco di volte degli imbucati ai matrimoni e talvolta anche ai funerali, ma di frequentatori dei buffet cittadini, non avevo mai avuto notizia fino al viaggio in autobus di oggi. Mi ha lasciata basita che la signora avesse in mente il programma giorno per giorno, che riferisse di aver parlato con un tale o l’altro che l’avevano avvisata di un altro evento e che già sapesse che da oggi al 4 giugno non sarebbe saltato fuori molto.

Si direbbe che forse vivo tra le nuvole o non vedo bene cosa ho intorno.
Oggi , rattristandomi, ho scoperto qualcosa di nuovo che non immaginavo.

Ma come riusciva a pagarsi l’abbondamento dell’autobus? E perché la sua amica diceva che lei non scendeva ma faceva il giro, fino al capolinea? Chissà.

 

8 Comments

  1. Altra buona ragione per prendere il bus

    • Il gossip? Eh, sì. Ah, rO mi dice di dirti che prossimamente viene dalle tue parti: già pregusta la cucina partenopea!

      • Non per il gossip, ma perchè i mezzi pubblici consentono una full-immertion nella società tutta.
        Ringrazia rO, dille che mi fa sempre piacere avere sue notizie. 🙂

  2. Lo scroccobuffet è sempre appagante.

    • Ci vuole tecnica anche lì. c’è gente veramente brava e con quattro stomaci come le mucche!

      • A me ormai ne sono rimasti solo 3, maledetto metabolismo…

  3. si impara sempre qualcosa di nuovo. Sull’autobus, sul treno, a piedi.
    Come fa a pagarsi l’abbonamento? In molti paeselli ci sono tariffe particolari per over 65 o 70, le cosidette tessere argento per le pantere grige, talvolta sono gratuite.
    Non è il primo caso di persone che si imbucano ai buffet ma non solo. Spesso mi capita di vedere persone anziane che passano da tutti gli assaggi promozionali con meticolosa cura.

  4. Ho un genitore appassionato di buffet a scrocco per golosità, ma non avrei pensato a qualcuno che lo fosse per necessità. Un post che fa riflettere, sulla reale condizione della cosiddetta povera gente, come sulla nostra percezione del contesto in cui viviamo.

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