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Una corsa lungo la Neva

La Neva nasce da un lago in Carelia, il Ladoga, il più grande d’Europa, tra la Russia e la Finlandia. Il fiume, ampio e profondo, scende e risale per chilometri e poi accarezza San Pietroburgo, lungo la prospettiva Nevskji (viale della Neva) e sfocia nel Mar di Finlandia.

Quando sono stata ad Helsinki un paio di anni fa non ho avuto molto tempo per godermi la città. Sono stata fortunata però, perché lungo la strada che percorrevo a piedi tra l’albergo, il Glo Art Hotel, e la discesa in città, potevo annusare un po’ di aria nordica, sbirciare dentro qualche pasticceria attraverso le vetrine che esponevano coloratissimi muffin, incantarmi davanti ad una chiesetta circondata di verde.

La piazza del mercato (Kauppatori) di Helsinki, che sembra tutto fuorché la capitale di uno stato, è veramente piccola, un angoletto sul porto che guarda il Mar Baltico. Lì, tra bancarelle di sardine alla piastra con rotonde patatine, frutti rossi enormi, licheni e funghi grandissimi di diversi tipi, mentre camminavo con in mano un sacchetto di pane ripieno (Karjalanpiirakka), s’era posato in me il primo seme di quella voglia, che ho maturato poi, di passeggiare lungo la banchina di San Pietroburgo, dall’altra parte del mare.
Penso di andare a visitare l’Ermitage, il cui palazzo si trova lungo la Neva, e riempirmi gli occhi di cose belle per un paio di giorni.
Mi piacciono i russi. Mi piace che amino la musica a cena, cantare, ballare, ubriacarsi, fare festa, declamare poesie con temperamento e passione. Mi piacciono le donne russe che si fanno belle oltremodo, che sono forti, che pare che non le abbatta nulla. Mi piacciono come molte popolazioni balcaniche, che ti abbracciano forte o ti prendono a pugni con la stessa facilità, che hanno il sangue caldo, non come certi latini ormai annacquati.

Durante il viaggio verso San Pietroburgo penserei a Pavel Fedotov, pittore, ufficiale delle guardie imperiali, morto pazzo. Penserei alle betulle sulle tele di Isaac Levitan, al colore rosa che trovo così singolare in alcuni quadri di Kandinsky, e poi avrei in testa il teatro e i racconti intricati e surreali di Gogol e Bulgakov. E dovrebbe fare molto caldo, perché mi immagino l’afa, con la sua pazzia, de Il Maestro e Margherita.
No, di vedere le madonne di Lorenzo Lotto da Bergamo non ho interesse. Mi annoia. Certo, la moltitudine di opere provenienti dall’Italia è incredibile.
Mi concentrerei sulle sale della cultura russa del XVIII secolo o del centro Asia o della Siberia. Vorrei ammirare alcuni ventagli, una delle mie ultime passioni.
Con lungimiranza il Museo offre un Plan Your Trip per godersi il meglio una volta lì.

Poi una sera infilerei le scarpe da ginnastica e farei una lunga corsa lungo la Neva, dove con qualche possibilità potrebbero esserci dei sottomarini ancorati.

Un bel documentario su come la Russia è cambiata a inizio XX secolo: Roads to Revolution

 

20 Comments

  1. Molto bello leggerti. Sono stato lungo la prospettiva Nevskji quando ancora la città si chiamava Leningrado e me ne innamorai come è capitato a te e per le stesse considerazioni penso. Belli i Russi sanguigni e fragorosi, incantevole la citta e la sua architettura, l’incrociatore Aurora che non ha mai navigato etc etc.. Caso vuole che in questo periodo stia leggendo Dostoevskij e quindi spesso mi soffermo a guardare i raggi obligui del sole che tramonta sulla Neva. 🙂

    • rO rO

      Sono indietro con le letture quest’anno. Mi sono persa in pensieri e audiolibri e finché non finisco i due libri che ho sul comodino non ne inizierò un altro. Ho voglia però anche io di qualche scrittore russo. Cosa stai leggendo di Dostoevskij?

      • Dostoevskij è per me un amore recente. Avevo letto solo “Il giocatore” anni fa ora invece l’ho scoperto davvero ed ho letto: “Notti bianche”, “Memorie del sottosuolo”, “Delitto e castigo” ed ora sto leggento “I fratelli Karamazov”. Se ti va di una veloce rinfrescata nel Neva ti consiglio “Le notti bianche” che è un breve racconto, se invece vuoi farti travolgere (a rischio di annegare) dal fiume allora sia “Delitto e castigo”. 🙂

        • rO rO

          Ti ringrazio per i suggerimenti. “Delitto e Castigo” l’avevo letto anni fa (e ne ricordo a stento la trama). “Le Notti Bianche” potrebbe essere una buona scelta per me.

  2. Mi hai insegnato cose che non sapevo 🙂

    • rO rO

      Mai stata abbracciata da un russo a fine corso di inglese a Londra? Mai cenato in quel ristorante sotto la volta vicino all’entrata della Piazza Rossa dove cantano a squarciagola come se non ci fosse un domani? Mai fatto una manicure rosso fuoco con una signora russa grassoccia ma tenuta bene nella “beauty farm” di un hotel a Minsk?
      …. io avevo in testa un po’ di queste cose. Poi come sempre, esce quel che esce, che sono più sogni che altro.

      • Diciamo che a Mosca ho avuto un’esperienza mistica con alcuni piatti della cucina russa. Con alcuni colleghi avevamo soprannomminato un piatto “i ravioli al carro armato” 😛

        • rO rO

          Quelli con la panna? Io di quelli riesco a mangiarne tipo cinque.

          • E’ possibile, ho rimosso tutto compreso il sapore!

  3. io vorrei andare lì anche solo per capire cosa di magico passò in testa a battiato quando scrisse prospettiva nevskij.

    • rO rO

      Ecco, io lo sapevo che ci cadevate. Dai, no. Battiato no. M’hai tolto l’atmosfera. Adesso dovrò concentrarmi di nuovo su The Jackal che ho iniziato a guardare in pausa pranzo e che finirò di vedere non so quando.

      • 😀
        tutto battiato, no, vero, ma “gli orinali messi sotto i letti per la notte e un film di eisenstein sulla rivoluzione” ammetto che gli è uscita davvero bene.
        per farti tornare la poesia: hai mai visto la sua parodia di quel genio di david riondino?

        • rO rO

          Capiamoci, citami Balasso, ma pure Riondino no. E’ un comico tristezza, suvvia? Io il video non lo apro! Rischio che vada in contrasto con il benessere provocato dai 130 grammi di pasta mangiati un’ora fa. :))
          E poi soprattutto: ma come fai a ricordarti pure le parole della canzone? :))

          • ahah! perché me n’ero fatto una sciroppata che non finiva più ai tempi della maturità, quando tutti ascoltavano venditti e masini e gli 883, e io invece mi davo alla concorrenza. diciamo che, dato da allora che son passati già diversi lustri, son contento di ricordarle 🙂

            • rO rO

              In effetti vista da questo punto di vista c’è di che rallegrarsi !

  4. Uno dei miei personaggi preferiti, in pratica uno di quei poveracci che butto dentro incubi orribili, è russo.
    Ufficiale Spetsnaz.
    Subisco anch’io il fascino di quel popolo, da sempre.

    • rO rO

      E’ il tuo secondo lavoro segreto che ti frega. Io già me l’immagino.

  5. Ingaggiata da San Pietroburgo per uno spot? Scherzia a parte ha creato una bell’atmosfera nell’articolo. In Russia e dintorni non ci sono mai stato ma il tuo post ha acceso la curiosità.

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