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Te sento e nun te sento

Oceano mare, olio su tela, cm 15 x 21,6
Collezione Bartleboom.
Descrizione.
Completamente bianco.

Te lo insegnano mamma e papà, la vita, l’amichetto al parco e pure il libro di micreconomia del primo anno di università a pagina 39.
I perfetti complementi sono beni che vengono sempre consumati congiuntamente in proporzioni fisse: in un certo senso si “completano” a vicenda. Come le scarpe: desideri le scarpe, le usi sempre insieme e non avrebbe senso averne solo una. A meno che tu non sia zoppo o un alieno.

Oceano mare, acquarello, cm 118 x 80,6
Coll. Bartleboom.
Tre piccole macchie di colore azzurro in alto a sinistra ( vele? ). Il resto, bianco. Sul retro, annotazione autografa: Pigiama e calze.

Poi ci sono i perfetti sostituti, cioè quelle cose che puoi sostituire una con l’altra con una certa indifferenza. Come le matite, ammesso che le desideri indipendentemente dal colore. E ci sono i beni neutrali: averli, consumarli o no, fa poca differenze. Nel mio caso: pigiama e calze.

Oceano mare, Olio su tela, cm 127 x 108,6
Coll. Bartleboom.
Descrizione.
Un pesante sfregio, rosso cupo taglia la tela da sinistra a destra. Il resto, bianco.

Ci sono beni discreti, disponibili solo per unità intere, quelle che qualche volta ti fanno raggiungere il senso di sazietà al punto da preferire quel paniere a tutti gli altri, facendoti sentire decisamente soddisfatto di tale vicinanza ad uno stato di grazia.

Oceano mare, matita su carta, cm 12 x 12.
Coll. Bartleboom.
Descrizione.
Serie di quattro schizzi all’apparenza assolutamente identici. Una semplice linea orizzontale li attraversa da sinistra a destra ( ma anche da destra a sinistra, volendo ) più o meno a mezza altezza. Plasson affermava trattarsi, in realtà, di quattro immagini profondamente differenti. Disse testualmente: “sono quattro immagini profondamente differenti”. La mia personalissima impressione è che rappresentino lo stesso scorcio in quattro differenti momenti successivi della giornata. Quando manifestai questa mia opinione all’autore, egli ebbe modo di rispondermi, testualmente: “Dite?”.

E c’è la scelta.
Quella ottima, in economia, corrisponde all’insieme dei panieri, acquistabili, preferibili, tra quelli appartenenti al’insieme di bilancio. Sali, sali, e ti fermi – perché ti fermi – quando trovi la curva di indifferenza più alta che tocca appena la retta di bilancio.
Ed è in quel momento che ti dici: “Salta!” perché o salti in quel momento o non salti più.

* i testi sono presi da Oceano Mare di Alessandro Baricco.
Metto a posto la libreria.

25 Comments

  1. *iniziocommentoinutile*
    Ma quanto amore per il Muccino con la zeppola?
    *finecommentoinutile*

    • rO rO

      Davvero?

      • E’ l’istinto da crocerossina, o i gusti del cazzus, non lo so.
        Don’t judge me!

        • rO rO

          Scherzi? Sei una tenerona! 🙂 E’ che io più che lui guardavo il mare.

          • Tu sei una persona profonda, rO.
            E infatti si vede la differenza tra il mio ed il tuo blog! 😀
            Io, di post così belli, Muccini zeppolosi a parte, non ne ho mai scritti! :*

            • rO rO

              Dai, piantala! Che sciocchezza. E poi non l’hai visto il titolo? Io pensavo al Deo Aniene di Guzzanti mentre scrivevo. Che credevi?

              • Gh.
                Che sei una figa.
                Ecco che credevo!
                (ps: so che è brutto da dire, ma essendo romana sai che non avevo fatto caso al titolo? Cioè, lo lessi, giuro, ma come se fosse normale leggerlo in romanaccio. Aiuto)

                • rO rO

                  Effettivamente non posso smentire, ma mica sono l’unica. Qui oggi ne siamo parecchi!

  2. delicatepoppy delicatepoppy

    “Oceano mare” è il libro della mia adolescenza. Che bello.

    • rO rO

      Brava. Io ho iniziato a leggere per piacere più tardi.

  3. […] i semi.  Ma non ti devi dimenticare di seminare nel tempo giusto altrimenti non nasce nulla. Devi scegliere il momento […]

  4. aleguidi aleguidi

    Per far crescere piante forti devi scegliere il tempo della semina..se non scegli il momento giusto non nasce nulla.
    Puoi saltare all’anno successivo ma se sbagli troppe volte puoi rischiare di non vedere crescere piante forti!
    Ispirato dal tuo post 😉
    http://bit.ly/11KxSBF

    • rO rO

      Concordo. E vale anche solo per far crescere le piante, non solo quelle forti. Io di recente ho comprato della menta a foglie arrotondate, delle fragoline di bosco, una piccola gardenia e delle sweetunie black satin ( surfinie nere ), che trovo molto rock. Spero che mi facciano compagnia almeno fino dall’autunno!

      • aleguidi aleguidi

        Non sono capace a far vivere la piante..provo ad allenarmi scrivendo..
        😉

      • Silver Silvan Silver Silvan

        Sono tutte piante perenni, dovrebbero farle compagnia per anni, in teoria, non solo fino all’autunno.

  5. una bella lezione di economia emozionale 🙂

    • rO rO

      Mi fa piacere che tu abbia gradito il post, ma non era una lezione, solo il riordino della libreria, mentre ero in piedi sulla sedia per arrivare agli scaffali più alti.

      • 🙂 allora solo curioso di leggere quando farai il cambio dell’armadio

        • rO rO

          Cerco casa, effettivamente.

  6. rO rO

    Postilla.
    Forse non si coglie l’ironia dell’accostamento con un film di Muccino. C’era dell’ironia.

    • aleguidi aleguidi

      Si coglieva..ma hai fatto bene a fare la precisazione..non si sa mai!
      😉

  7. L. L.

    Se lei non apparisse così terrena, il signor L. la immaginerebbe nell’aria, dopo il salto, appesa all’ombrello come Mary Poppins 🙂

    • rO rO

      Il Signor L. non sa che tra le mie attrici preferite c’è proprio quella lì, alla quale mi sento d’assomigliare un po’.

  8. L. L.

    Ma lei è più rock di Mary Poppins 🙂

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