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Special K

E poi succede che quasi ogni benedetto giorno feriale, fuori da lavoro, sono lì, pensieroso se attraversare o no il Rubicone. Di certo c’è solo che bisogna attraversarlo, perchè di procedere lungo la riva ed andarsene dritti a casa non se ne parla.
Troppo bisogno di far defluire tensioni, noie e incazzature. Chi meglio di un barista può fungere da alchimista per fermare questo trambusto che c’ho in testa?
Di buono, nella collocazione del mio ufficio, non c’è solo che è a ridosso della stazione ferroviaria principale della città, cosa che al mattino mi strappa un sorriso (uno solo, sia chiaro, poi sono imprecazioni e blasfemie interiori, a iosa) perchè a me i treni piacciono. Piace l’idea di prendere per partire senza essere l’autista, quasi in balia degli eventi. Ovviamente fino a che i miei compagni di carrozza non hanno un machete, suppongo.
Insomma, l’unica altra cosa degna di nota della collocazione geografica dell’ufficio è che ci sono due bar nelle immediate prossimità. Uno al di qua e uno di là della strada.
Ci sono anche due bariste gnocche, a dirla tutta. Avere una barista di fiducia può essere un problema, averne due e pure gnocche rasenta il rischio di default finanziario-cerebrale che in confronto l’attuale Ellade di Tzipras sembra sia debitrice della Banca del Monopoli di Zio Paperone e non del FMI.
La cosa fantastica è che per un barman/barwoman di comprovata fiducia tu non sei Marco, Federica, il Ragioniere o l’Avvocato. No. Tu sei “caro” per le donne e “capo” per gli uomini. E tu sorridi gongolante, perchè lo sai benissimo che anche se nella vita non vali un emerito cazzo, che per il tuo capo la tua opinione nella scala gerarchica equivale a quella della stampante a colori (nemmeno di quella laser, per dire) e che per tua moglie vieni subito dopo nella lista di priorità ad una buona ricezione del canale Real Time, lì dentro ti fai appellare volentieri così.
Ci sono anche tattiche e posture da imparare e seguire con attenzione. Se sei da solo e vai di fretta, mica ti siedi, da solo con la faccia appesa e il calice in mano. Resti in piedi al bancone e diventi cintura nera di conversazioni generiche e generaliste con gli astanti. Il tempo, le tasse, il lavoro, le donne. Che sciccheria.
In fondo anche quel tipo lì a due sedie da te, trentacinquenne con la barba incolta, che a vederlo fuori da quel luogo magico gli daresti volentieri uno schiaffo a gratis, provi empatia per lui.
Le due bariste gnocche si chiamano Katiuscia, ucraina bionda e alta quasi quanto me, che credetemi non è facilissimo, e Erika, italiana, sempre con la K.
Le mie due Special k.
Mi chiedevo se dovessi ampliare gli orizzonti e provare un altro bar. Lo propongo agli altri e mi rispondono che effettivamente c’è un altro locale. Poi uno ride, quasi strozzandosi con l’aperitivo. Mi spiega tossendo che ci lavora quella ragazza là, quella con cui uscivo un paio di primavere fa. Palesemente si sarà fatta ancora più bella da due anni a questa parte, come succede sempre, ma non lo chiedo e annuisco incassando il colpo con la consapevolezza dei grandi.
Bene, come non detto. Manteniamo il Rubicone ed evitiamo di creare un pericoloso Triangolo delle Bermuda.

Sountrack: Placebo- Special K

16 Comments

  1. Il fattore K è determinante. Sarà che anche io inizio con la K 😉

  2. Bachelorette Bachelorette

    Ma tu lo sapevi che il mio bartender (mi pare che si facciano chiamare così) preferito si chiama Kristian con la K? :)))

    • Non ci avevo pensato. Lui non mi piace !

      • rO rO

        Stamattina riflettevo sul fatto che questo è un blog con autori amanti dell’alcol. Chissà che impressione diamo?
        Io vorrei saperne un po’ di più di queste tue conversazioni da bar con le bariste fighe. Ma sono fidanzate?

          • rO rO

            Sfiga. Perché a te piace quella alta e bionda, vero?

  3. Pensavo che il Rubicone l’avesse attraversato solo Cesare. Evidentemente mi sono sbagliato. Le tue special K che dicono?

    • Era inteso in senso lato;) chi vuoi che mi si pigli a me?

      • Davide è un nome pieno di sorprese…

  4. Io ho pensato ai Kyuss.
    Al rock stoner in generale.
    Primo per la kappa, secondo perchè è musica da sbronza in corso.
    Terzo perchè le bariste gnocche vale sempre la pena.
    Sempre.

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