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Sognatori, concerti e viaggi

E così Marcos ha cambiato nome.
Io lo capisco. Uno ad un certo punto della vita può avere delle motivazioni più che sensate per morire e rinascere.
Lui per altro ne ha anche parecchie e serie.
Muore il simbolo creato più di venti anni fa per dare voce alle popolazioni povere e represse del Messico, perché c’è oggi una nuova generazione di rappresentanti di quella gente che é in grado di farsi sentire direttamente. Nasce invece il Subcomandante Galeano, omonimo dell’uomo ucciso brutalmente a inizio maggio da chi ha interessi a sfruttare quei territori messicani senza alcun rispetto per chi ci vive da sempre, che tanto, povero, è poco utile al progresso. Espropriare la terra per portare ricchezza. Dighe per portare elettricità.
Gli Stati Uniti, L’Europa e il mondo avanzano.
Tu, imprenditore italiano, è vero che non vedi l’ora di esportare i tuoi prodotti in Messico?
La risposta è dentro di te, però é sbagliata.

E’ tempo di concerti, s’avvicina l’estate. Tra una ventina di giorni sarò tra migliaia di persone ad ascoltare i Pearl Jam, poi gli Arcade Fire e non so ancora se ci andrò da sola o in compagnia. Probabilmente sola. Forse a fine luglio un altro concerto, idea nata piuttosto per caso. 

Due giorni fa ho visto che Manu Chao terrà uno spettacolo a giugno, così ieri sera ho collegato le cuffiette al cellulare e mi sono messa ad ascoltare qualche canzone, a vedere qualche video. C’era anche questo:

Manu Chao nella mia testa è l’anno che ho passato in Erasmus. Mi ha riportato al pensiero di come me ne fottevo di un sacco di cose durante quell’anno e di come era poco importante l’apparenza: soldi non ne avevo io e non ne avevano le persone che frequentavo, quindi il risultato sul mio aspetto era veramente deprecabile ma rimanevo nella media, mi integravo. Mi sentivo piuttosto libera. Ho fatto anche molti pianti però, perché mi sentivo desolatamente sola e tutto rispetto a casa mia in Italia mi sembrava brutto e cadente: l’Italia è meravigliosa e la bellezza, sia d’arte, di natura, di libri o musica, é importante nella mia vita.
Ricordo che per i primi mesi me ne stavo la sera – e le sere iniziavano sorprendentemente presto – nella mia camera ascoltando la radio, ed era un periodo di Massive Attack e Tricky.
Poi avevo cambiato casa e musica: Manu Chao, di cui ho ben impresse le canzoni di almeno due album.

Chi lo direbbe che la signorina Ro dentro si senta così poco incline alla globalizzazione?
Ho dato un libro con alcune storie scritte da Marcos a un amico. Gli ho chiesto un paio di volte se gli piaceva. Mi ha risposto che è facile da leggere in fondo, perché sono storielle. Sì, forse non voleva dire questo e basta, ma chissà se la storiella è stata chiara e se ha  capito qualcosa di me.

Al concerto di Manu Chao non potrò andarci, per lo meno non a giugno e poi comunque forse non ci andrei perché facilmente dovrei andarci da sola: tra meno di un mese vado negli Stati Uniti, che sono un posto bello, come tutti i posti, e molto più brutto di altri.
Non ci vado per vacanza e l’ultima volta che sono stata a New York sono tornata solo con i ricordi che ho portato nella mia testa.
Raramente porto a casa qualcosa dai miei viaggi e di solito, eventualmente, sono cibo, cultura, immagini.

24 Comments

  1. Piace a molti ma nessuno comment.
    Poveri di idee oppure hanno paura di esporsi?
    Almeno io ci provo.
    Mi domando: se le terre sono così povere, perché suscitano gli apettiti di molti?

      • Qualcosa c’è e non di poco conto. Tanto povera non è in fondo.

        • Non confondiamo. Per gli indigeni è la loro terra nativa, per i petrolieri l’ennesima occasione di profitto.

          • Certo che concordo con te su quanto hai scritto ma rimango del parere che quella terra non è così povera.

          • rO rO

            Ho scritto qualcosa di molto diverso?

    • rO rO

      Sono terre di contadini dove piove molto e si coltiva mais. Ma sono anche in mezzo alle foreste (legname), ai corsi d’acqua (dighe e centrali idroelettriche) e alle miniere.
      Il governo dice di voler portare il progresso ma costruire centri commerciali è progresso?
      Più di tutto mi pare che ci sia da riflettere sulla mancanza di rispetto (e violenza) verso le migliaia di persone che da cinquecento anni portano avanti una loro cultura e vogliono preservarla.

      • Pienamente d’accordo. Il progresso o come qualcuno la chiama civiltà non può passare sulle teste di chi vive da secoli su un territorio.
        Il tuo ragionamento ha validità universale. Serve solo per arricchire pochi alle spalle di molti.

      • Per noi, i civilizzati siamo noi stessi, e tutto il resto, ciò che dà la misura della nostra universale ignoranza, s’identifica con la barbarie.

        Antonin Artaud

        Basta Ro?

        • rO rO

          Ci sarebbe su che riflettere, ma direi che è mattina presto e prima ho bisogno di un caffellatte. Buongiorno!

            • rO rO

              Buono! Io mi accingo ora a cucinare delle polpettine nel sugo 🙂

          • Per me uova in camicia e bacon. Però una polpetta me la mangerei volentieri

            • rO rO

              Buongustaio!

  2. La prima volta che cambiai nome quasi non me ne accorsi. Avevo quattordici anni e una cazzata da coprire. Dovessi farlo adesso, il numero di cazzate da nascondere necessiterebbe di un intero elenco telefonico. Ma quale che sia il motivo per cui si cambia nome, col Sub ho in comune una certezza: Il significante non è mai banale superficie, quando esplicita il significato. E al variare di quest’ultimo, il primo aggiusta il tiro, sempre, diventando sinonimo. Che è tutto tranne un riflesso..Forse un fratello. Di sicuro un compagno.

    • rO rO

      Che nome avevi scelto a quattordici anni?

  3. lens77 lens77

    Mi ha colpito molto questa frase: «l’Italia è meravigliosa e la bellezza, sia d’arte, di natura, di libri o musica, é importante nella mia vita». Perché riesco a pensarla solo al passato. L’Italia era meravigliosa. Ora stiamo perdendo colpi, soprattutto al Sud.

    • rO rO

      Personalmente continuo a considerarla così, bellissima ora. Con questo non voglio però dire che sia bisognosa di cure che non riceve da tempo.

      • lens77 lens77

        Hai ragione… Ma anche no. Uff, sono combattuto. Ora come ora l’Italia, o comunque il Sud, mi sembra potenzialmente bello. Lo scrissi tempo fa parlando della zona di Reggio Calabria: è come vedere il volto di una bella donna però sfregiato. La bellezza è più forte di quello sfregio, ma lo sfregio resta.

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