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Sanguefreddo

Marzo è irriverente talvolta: un cielo blu Uniposca, neve sulle montagne, NonTiScordarDiMe sotto le vigne, amori che ami e che ti chiedono come stai.
Così il dott. R. mi fa: “Non vorrei che prendessi freddo“.

E io apprezzo certe gentilezze, certi pensieri tra parentesi. E’ educato come un lord, il dott. R., lui e la sua erre dialettale, lui e tutti i suoi sogni, i progetti, Milano, New York, la dieta, il sorriso grande, solare, perfetto con l’archetto interno, i pettorali e la camicia che si strappa dopo un abbraccio.

Così probabilmente ho provato una delle cose più divertenti di questo 2013.
Che già devo al dott. R. uno spettacolare momento alcolico a Vodka-Redbull dall’altra parte del mondo nel 2012. E anche l’altra sera non è stata da meno quanto ad alcol.

Sì, sì, che ho bisogno di distRarmi veramente, chè è un periodo che il mio sangue bolle la notte e fine maggio è ancora lontano. Ci vado.
Tira vento, un sacco di vento come se fossimo su un’isola in mezzo all’oceano.  Il  maneggio é pressoché irraggiungibile: si accede da una strada privata che costeggia un argine ed è tutto pulito come in una boutique. Nessuna insegna. Lui lo trovo che galoppa, elegante, sulla sua giovane cavallina grigia. Sorride di un sorriso enorme. Corre, gira, c’è Michele e poi una signorina tedesca, che a pelle mi piace; è bionda, alta, robusta e con un cappello di lana rossa. Arriva anche un altro giovane uomo, che parla con una vocina un po’ acuta: pare che ne sappia e che sia l’aiutante di Michele.

Sono tutti gentili, mi salutano, mi baciano e mi spiegano che in questa scuderia fanno solo salti, gare.
E quindi mi presentano Manragon, un cavallone di diciott’anni, dal manto nocciola e con un ciuffo ben curato sulla testa. Man Dragon.

Come si sale? “Tu pieghi la gamba, io ti do una spinta e, dolcemente, senza movimenti bruschi, ti siedi”.
E io ridevo felice.
Praticamente una bimba di cinque anni con un unicorno.
Salgo.

“I piedi qui, tallone in giù, non rigida, morbida… op op op…”
E io con un sorriso stampato pensavo: beeeeello …. ondeggia…. ma mica come un cammello ( che io poi su un cammello non sono neanche mai salita )…. ma forte sta cosa ….
E da rigida come sono sempre ho iniziato a desiderare di mettere una mano su quel placido cavallone, accarezzarlo un po’. E poi l’ho fatto. E mi sono spupazzata pure Vichi, la cagnetta di Michele. Chè a me, sono sincera, degli animali normalmente mica mi importa tanto. Ah, c’era anche un altro cagnetto, con delle orecchie moorbide e pelosissime, la copia di Hachiko.

“Adesso prova ad alzarti, su e giù”. Poi freni tirando le briglia. E acceleri stringendo le gambe. E mica l’avrei detto che il cavallo è così sensibile, perché bastava che le gambe le stringessi poco poco, lievemente. No, niente scherzi da accelero e freno insieme…

“E adesso proviamo il galoppo”.
Il galoppo?
Fooooorte il galoppo…. beeeello…

E ridevo felice.
Dopo mezz’ora Michele mi ha spiegato che si scende con le mani posizionate lì, tra sella e dorso del cavallo. E giù!

Soundtrack ( per gli amanti dei dettagli ): Erin McCarley – Pony ( It’s ok ) 

Abbiamo sistemato i cavalli, io ho portato Madragon nel suo box, e siamo andati al piano di sopra. Il dott. R. ha preso dal frigo una bottiglia della sua Tenuta: con delle bollicine piccole, tonde, che perduravano.
C’era il caminetto acceso, il pavimento con le assi di legno larghe e lunghe, chiare.
Siamo io, lui e Michele e i due cagnetti. E il dott. R. inizia il racconto sui tappi, che hanno delle sigle, e gli faccio delle domande. Ci racconta le differenze tra un vitigno e un altro, di come sta procedendo questo suo sogno, avviato da due anni, con soddisfazioni. Ha appena vinto due medaglie. Ci chiediamo come sia la vita di chi lavora per la sua vera passione, perché Michele lo fa. E io e il dott. R.? Lui ne ha più di me di passioni e la mia, di passione, credo che sia un’altra.

E quindi inizia il Circo.
Io lo so che il dott. R. mi ha chiamata anche per quello: perchè facessi parte della serata per rallegrare Michele. E io sono brava in questo. Poi bevendo mi esce anche meglio, ma sono stata garbata e rispettosa. Sanguefreddo, no?
A risate su risate.
Racconti di posti lontani. Allusioni a pezzetti di vita trascorsi insieme e domande su cose che non sappiamo e che è interessante conoscere: cavalli, vino, guide turistiche in giro, conti e amministrazione e ancora amore, donne, uomini e animali.
Michele, a fine serata, dopo un’altra bottiglia e quindi la cena in un bel locale ( e ulteriore Malvasia tra le mie labbra ) mi ha riaccompagnato lui alla mia auto, non il dott.R., e mi dice: “Che bella serata!”.
Ché ne aveva bisogno.

Basta poco.
Il dott. R. lo sa, chè siamo simili in certe cose e che pensiamo che le cose girano.

26 Comments

  1. Complimenti, fa respirare una splendida atmosfera.
    Ben scritto. Grazie

    • rO rO

      Lo era veramente! 🙂

  2. Beh Ro, io mi reputo un purista della lingua. Ma quando un racconto è coinvolgente, quando la prosa fila via leggera, della consecutio non ci si accorge. Lo giuro. Croce sul cuore. Se non avessi messo quella nota alla fine non ci avrei mai proprio mai pensato, alla consecutio. E il pignolo ingegnere che è in me mi tormenta dicendomi di rileggere, mentre il romantico appassionato di meccanica quantistica e di filosofia orientale resiste. E vincerà il secondo, perché mi voglio portare via questo racconto di fanciullesca sorpresa e di giornata spensierata. Raccontata così come è stata vissuta, in modo leggero.

    • rO rO

      Il mio professore di italiano diceva anche che non si iniziano le frasi con la “E”, perché è una congiunzione. Diceva un sacco di altre cose e io inevitabilmente me le ricordo tutte quando scrivo. Poi qualche volta me ne infischio. Fisica quantistica pure tu?

      • E non è mica vero che le proposizioni non debbano cominciare con le E congiunzione. Congiunge, lo dice la parolina. Con-giunge. Fa che tutto sia mischiato per benino, unito, …
        A me piacciono le E grandi: la E è come un abbraccio teso verso il resto della frase. Tststs’, ognuno ha le capital letters che si merita. Oh.

        • rO rO

          CAPITAL letter. R… :))

      • Sì, pure io fisica quantistica. Riflettevo in questi giorni sul fatto che probabilmente il motivo per cui non è insegnata al liceo (e si potrebbe, eccome) è che si rischia di far aprire troppo gli occhi sulla spiritualità della fisica (o se preferisci dell’Universo), allontanando così i discenti da Santa Romana Chiesa.
        Se ti va, leggi questo post, e magari dimmi che ne pensi 🙂

        • rO rO

          Letto! Che essere in un posto x al tempo t, come opposti di una stessa medesima unica cosa, mi appartiene molto 🙂

          • Ecco. Appunto. Che benedetto sia Heisenberg. 🙂

  3. Avevi detto, infatti “ho bisogno di distarmi veramente”, l’hai fatto. Ti sei dista(nzia)ta nello spazio e nel tempo (da qui la consecutio ballerina, credo). Non avevi scordato una erre, vero? Piacevole, brava.
    🙂

    • rO rO

      Decisamente un lapsus freudiano. L’ho aggiunta. Mi mancava 🙂 anche se forse la cosa più vera è che vorrei che qualche r decidesse di perdurare, come quelle bollicine, nella mia vita.

  4. ah, per il resto, m’è piaciuto 🙂
    ho un ricordo strafico del mio galoppare e trottare e dire “ooohhhh” pianpianino, per far fermare il mio Giorgio (detto Gioggio) dal suo proprietario!

    • rO rO

      Forte! 🙂

  5. M2 M2

    Sì Marzo è irriverente: ieri mi sono buscato un acquazzone, non piovevano pennarelli per fortuna, ma come tu m’insegni le cose girano e serate come questa aiutano, no? 🙂

    • rO rO

      No, no, io ‘ste cose non le “insegno”. E’ che proprio va così. Gira così la vita. Etciù!

      • M2 M2

        Penso che tutti abbiano qualcosa da insegnarmi o da aiutarmi a ricordare, anche se io non sempre sono in ascolto 🙂 Salute!

  6. mi piace come “senti” le cose che vivi, e anche come le fai sentire a chi le racconti.
    grazie del racconto. 🙂

    • rO rO

      Ed ecco che il sorriso da bimba con l’unicorno ricompare!! Grazie a te. Chè sapere che qualcuno riesce a vedere un po’ le cose come le vedi tu è spettacolare, non trovi?
      Condividere, comprendere, sentire le cose allo stesso modo 🙂

      • spettacolare e “nutriente”, sì. 🙂

  7. Stavo per scrivere: ben scritto, grazie. Pavolo mi ha preceduto, grazie anche a lui. Noi siamo un poco più severi nel mettere insieme groppe e sederi. Ci piace credere i centauri siano ancora tra noi. Parte dalla testa e finisce agli zoccoli. Chi ha l’una trova gli altri. E’ diventare altri e rimanere sé a essere appena più incauto, eppur reame (proprio con la emme), nuovo e tenace e duro a dimenticare. Pare tu ci sia. Ne siamo felici.

    • rO rO

      “eppur reame” è sublime!! :)))

  8. italianamentescoretta italianamentescoretta

    Davvero la camicia gli si strappa dopo ogni abbraccio?
    Non lo trovi terrorizzante tu?

    • rO rO

      Non credo che gli succeda proprio sempre, ma con me era successo. Le porta attillate. Ma non mi terrorizza la cosa.

    • Bachelorette Bachelorette

      E’ che rO si riferiva a degli abbracci molto calorosi!

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