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Riconoscersi

Quando, quasi per errore, incrocio i suoi occhi, probabilmente mi fermo un po’ troppo a lungo a scrutarli.
Sono dello stesso colore del cielo limpido delle giornate di sole di fine marzo, in cui si vedono perfettamente le montagne. Mi ricordano il turchese intenso di qualche giornata in Africa e l’iride è uniforme, come una tela, con delle striature blu regolari.
Me ne stupisco.
Immaginerei che un tipo come lui possa avere delle macchioline, delle imprecisioni, dei segni cioè che mostrino qualche trauma, un carattere poco pulito, dei contrasti, delle alterne passioni.
Invece l’iride dei suoi occhi, a dispetto di ogni mia evidentemente sciocca idea, è un disegno simmetrico e ogni volta che li incrocio, mi incantano. Talvolta li ho visti grigi, è vero, eppure ieri erano blu. Vorrei poterli fissare più a lungo.

Qualche giorno fa seduti sullo sgabello del bar, ieri mentre parlavamo sul divano, è successo di nuovo: ci siamo guardati un attimo negli occhi. Lui guardava i miei e mi chiedo cosa abbia pensato. Forse proprio niente e pensava ai fatti suoi. Forse si sarà chiesto che cosa mai stessi cercando. Cercavo di comprendere quel blu, inspiegabilmente senza macchie.
Perché se gli occhi sono lo specchio dell’anima, allora la sua dovrebbe essere pulita.

Oggi ha un volo per Yangon.
Confermo: un uomo che non mi voglia con tutto se stesso non mi interessa, anche se è palese, qualcosa in comune ce l’abbiamo, in antitesi con quanto diceva lui un anno fa. Ho l’impressione che ci riconosciamo una nell’altro. Almeno io sento questo e il riconoscersi nell’altro corrisponde ad un senso di appartenenza, di casa, di benessere.
Guarda i libri in casa mia come farei io con i suoi.

Ieri mi sono stupita nel sentirmi contraddire.
– Ci conosciamo poco in fondo.
– Be’, non direi.
Per un attimo ho creduto che stessimo facendo dei passi avanti, ma è durato pochissimo.

Mi ha stupito anche un’altra cosa.
– …ma tu non mi hai chiesto niente!
– Potevo veramente chiederti qualcosa che volevo?
Forse sì, potevo. Sono abituata a uomini che non vogliono fastidi, che non vogliono donne o persone che gli chiedano cose. Proverò forse a chiedergli qualcosa, anche se non sono affatto convinta che poi non lo infastidirei con la mia richiesta. A me stessa piace ricevere delle richieste, sentirmi fare delle domande, ma solo da chi mi interessa: desidero infatti essere disturbata ed essere ricercata, preziosa, utile a chi amo. Poi c’è una categoria che servo, ma non con amore. Ed infine tutti gli altri, a cui non avrei proprio voglia di rispondere.
Mi piacerebbe andare con lui a Bagan o su di lì.
Da Yangon ci si arriva in aereo, ma è meglio evitarlo, oppure con otto ore di bus.
– Mi potresti portare un regalo. Cosa si porta dal Myanmar? 
– Rubini… o giada.
– La giada mi si intona meglio. Anelli non ne indosso. 
– Magari un braccialetto…
Ecco, sì, pensiamo ad un braccialetto, non alle mongolfiere sui templi e a dividere lo stesso letto.
E mi sembrava che la conversazione in quel momento avesse i sottotitoli.
Lui crudo. Io cinica.

Soundtracks:
Stephen Fretwell – Play
Pearl Jam – Nothing as it seems

34 Comments

    • Bachelorette Bachelorette

      Guarderò su internet i modelli dei braccialetti di giada che preferisco.

  1. una sciarpa di tessuto di loto, dal lago inle. preziosa e costosa, oltre che bella.

    • Bachelorette Bachelorette

      Mi piace molto. Già la adoro! Grazie.

        • Bachelorette Bachelorette

          Veramente molto interessante. Loro Piana a Maison & Object mi pare un po’ singolare; avrei semmai detto che si trattava di Première Vision. Chissà che cosa succederà nel prossimo fine settimana di elezioni? Sono molto curiosa. Ora che mi hai fatto scoprire la tessitura del fiore di loto vorrei andare anche sul lago Inle. Ti ringrazio molto.

          • prego. lascia perdere le griffes, quelle signore fanno cose bellissime, senza etichetta. e sorridono con le gote rigate di terra gialla.

            • Bachelorette Bachelorette

              Me lo immagino. Mi aveva solo stupito quella citazione in un post che iniziava con tutt’altro sentimento.

  2. Bello leggerti, mi piacerebbe leggerti senza entrare nel merito ma qui è difficile, qualcosa occorre dirlo. C’è da dire che se un uomo dice: “In fondo non ci conosciamo molto” in realtà sta dicendo: “Mi piacerebbe conoscerti di più”, lo stesso per la considerazione sulle richieste. Ci sarebbe da dire ma il tuo riferimento ad i sottotitoli mi richiama inevitabilmente il film “Io e Annie” di Woody Allen e quella scena famosa che tutti abbiamo recitato così come stai facendo tu. 🙂
    https://youtu.be/jqBRrlUA8wQ

    • Bachelorette Bachelorette

      Ero io a dire “In fondo non ci conosciamo molto”. Il video è veramente grazioso. Forse però ero solo io a pensare con i sottotitoli. C’erano però dei flute simili.
      Grazie.

      • dovresti avere il coraggio di chiedere rubini, non far finta che ti piace la giada.

        • Bachelorette Bachelorette

          Comprendo che i rubini siano più preziosi, ma al violetto preferisco il verde. Non stiamo parlando di anelli trasparenti e sbrilluccicosi, quindi tanto vale pensare al divertimento. Tu avresti chiesto una collana di rubini, vero?

            • Bachelorette Bachelorette

              E poi? Perché c’è un poi, vero?

              • Poi ad una donna che mi analizza con tanto interesse l’iride (se non è un’oculista) regalerei una mongolfiera. 🙂

                • Bachelorette Bachelorette

                  Che bello! :o)

  3. SYD SYD

    C’è quel sillogismo che mi spiazza. Dunque un paio di belle iridi chiare basta, a rivelare un’anima pulita? E i miliardi di esseri umani dotati di occhi scuri? E chi arriva ad averceli neri, quasi che per individuare la pupilla bisognerebbe avvicinarsi tanto da diventare sconvenienti? Sono esseri pericolosi? E tutte le persone orribili della storia con gli occhi color acquamarina, viceversa? Penso che questa tesi degli occhi che sono lo specchio dell’anima, peraltro mai dimostrata, a forza di ripetercela sia finita per sfuggirci un po’ di mano. O forse no, ma nel caso: lo sguardo. Lo sguardo è lo specchio. Lo sguardo, che non è la semplice somma dei due occhi o delle parti che lo caratterizzano, ma un’equazione molto più complessa.

    • Bachelorette Bachelorette

      Non è il colore il tema. E’ la nitidezza, l’uniformità. Hai mai conosciuto persone con iridi che parevano un test per il daltonismo, tutte a pallini? Non riesco a non pensare che un’iride pulita sia segno di salute, bellezza interiore, pace.
      Lo sguardo poi è un’altra cosa ancora, ma mi stupisce di meno: quello posso comprenderlo.

  4. Carina Yangon, consiglia pure il Monsoon restaurant dopo aver fatto la giratina al mercato che credo sia uno dei più grandi in Asia.
    Mi sarebbe piaciuto andare anche a Bagan ma nella foga delle prenotazioni avevo fatto un a/r di soli 3 giorni e non avevo tempo! Ci si arriva anche in un’orettina col volo locale 😛

    • Bachelorette Bachelorette

      Oh, il Monsoon Restaurant! Che nome invitante! Però mi dicono che i voli locali sia meglio evitarlo perché potrebbero essere poco affidabili. Chissà. Magari tra due mesi avanzo una richiesta di accoglienza.

      • Penso abbia uno dei menu più lunghi che abbia mai visto in un ristorante…e io come è noto sono una persona molto decisa quindi una mezz’oretta buona prima di scegliere me la sono presa XD

        • Bachelorette Bachelorette

          Che tipo buffo che sei!

  5. Ti ho taggata qui ☺https://cucinaperstudenti.wordpress.com/2015/11/05/la-valigia-sul-letto/

  6. Mi piace la tua scrittura, il tuo stile. Mi piace provare a completare le tue storie con quello che deliberatamente non racconti..

    • Bachelorette Bachelorette

      Ti ringrazio. Anche io lo faccio talvolta con le storie degli altri.

  7. Sono d’accordo con te. Se non ti vuole pienamente ma ti sopporta – si fa per dire – è meglio restare amici o conoscenti. Si rischia il naufragio. Da questi scampli di dialogo non mi sembra che il feeling ci sia.

    • Bachelorette Bachelorette

      Perché ogni volta che ti leggo mi pare di sentire esattamente la voce di mio padre? Questa situazione è imbarazzante, sai?

      • Forse è la voce della coscienza 😀
        Forse tuo padre ha la mia età, venendo da un mondo di mezzo, quello intermedio del dopoguerra e quello nato sulle ceneri del ’68

        • Bachelorette Bachelorette

          Mio padre credo che sia più vecchio di te. Il tuo modo di inquadrare il contesto e scrivere il commento è tuttavia molto simile al tono che utilizza mio padre. Io sono una figlia molto coscienziosa, credimi!

          • Nessun dubbio che tu sia una figlia coscoienziosa. Ma non credo che ci sia molta differenza.

  8. Gran bella storia, sia per i contenuti che per come l’hai raccontata. Prendo spunto dal commento di Andredelarge, tua risposta compresa, per dire che sarei davvero curioso di scoprire cosa potresti raccontare, di non deliberatamente detto, a completamento delle storie che scrivo io.
    Considerato che in tempi ormai lontani (ma la colpa del ritardo è solo mia che non ho prodotto quanto previsto) avevo scritturato Davide per la prefazione del mio primo romanzo, quest’ulteriore idea mi stuzzica assai. Quasi quasi in un futuro prossimo proporrò un giochino anch’io, su questo tema.
    Mi state facendo appassionare ai lavori a più mani (o a più voci, che dir si voglia) 🙂

    • Bachelorette Bachelorette

      E’ bello che tu abbia stimoli nuovi. Ci sono periodi infatti in cui passa ogni voglia, tranne che per la birra! Davide, chissà il Giovane Davide che fine ha fatto. Sarebbe bello se ci regalasse qualche breve lettura prossimamente.

      • Fino ad allora, coltiveremo il piacere dell’attesa (sottofondo musicale: il ritorno dello Jedi 😀 ).

  9. Individualismi Individualismi

    Il cinismo, con o senza sottotitoli, salva le vite.

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