Skip to content

La presidente Rotaract

Un tipo mi aveva chiesto di compilare un sondaggio fuori al supermercato, poi mi aveva presentato un amico, poi l’amico di un amico mi aveva invitata ed era finita che intorno ai vent’anni m’ero ritrovata in un club Lions, anzi, Leo.
In questi ultimi mesi come mi volto qualcuno mi parla di Lions e i Rotary e non più tardi di un mese fa ero stata invitata ad ascoltare una conferenza durante una cena Lions: dalle mie parti a queste cene si prevede un parterre di incartapecorite signore mogli, di quelle che quando si siedono su un divanetto, tre a tre, le devi tirare su con la forza di una badante russa, degli stravaganti professionisti locali magari fumatori di sigari, pipe o con assurdi papillon, alcuni professori attempati single fanatici di arte e pure mio padre, che a sessant’anni passati ha deciso che l’associazionismo di classe gli piace. Saltuariamente io faccio la collaboratrice traduttrice esterna per la corrispondenza internazionale che ogni tanto tengono in occasione dei gemellaggi con altri club fuori confine.
La parte che trovo assurda è il canto da parte di tutti i convenuti dei tre inni prima di ogni riunione, cioè l’inno USA, UE e d’Italia. Normalmente si canta solo quello d’Italia e gli altri si ascoltano, in piedi e a petto in fuori. Il tutto fa veramente loggia massonica e, nonostante io mi ritenga legata alla mia patria, il contesto mi pare strano per una tale solennità. Qualcuno mi dirà tuttavia che anche la Juve canterà a Berlino. E siamo tutti felici.

Una settimana fa a Doha Alberto mi aveva proprio chiesto perché una persona dovrebbe associarsi ad un club del genere. Alcuni scopi del lionismo sono veramente nobili, altri un po’ generici, e ad ogni riunione comunque vengono ricordati e ritengo ciò lodevole, perché magari la gente potrebbe dimenticarli e, a prescindere da un club, ci sono principi etici che gli italiani dovrebbero tenere sempre a mente.

Nella pratica tuttavia questi club, per la mia esperienza, sono frequentati da una gran numero di persone che non vorrei mai avere troppo intorno perché, a dispetto delle dichiarazioni, non manifestano assolutamente un generoso interesse sociale, ma piuttosto, nei rari casi in cui poi effettivamente partecipano alle iniziative, sono concentrati nell’intessere relazioni per utilità personale, per avviare nuovi business, per aprire un finanziamento in banca a tassi vantaggiosi, per comprare una casa al mare, avere una presentazione con il russo miliardario o semplicemente dire che sono andati a Natale al cocktail del prefetto. Il club come amicizia e impegno sociale è un caso raro.

Dopo un paio di anni di feste e server io mollai tutto piuttosto schifata e ancora oggi ho il prurito se mi immagino vicino a certe persone. Non sono tuttavia i principi dei Lions o dei Rotary il problema, quanto la pratica realtà.

Quindi, mi dico, per proprietà transitiva e opposta, non può piacermi un uomo a cui piace una biondissima ragazzetta presidente Rotaract e se ne vanta sui social mentre sfila come modella. No no no.

19 Comments

  1. A me la tipa in foto sembra molto carina, può essere giovane marmotta, coccinella, presidente del Rotary o del club della braciola non cambia la mia opinione estetica

    • rO rO

      Puif!

  2. Sono anche io figlio di un membro (pluripresidente, by the way) del Lions Club, pero’ non ho mai partecipato ad eventi. Mi son sempre rifiutato di prendere la tessera di club che mi avrebbero accettato tra i soci, per dirla alla Groucho Marx. E continuo a pensare che tra un Lion e un volontario sulle ambulanze, quello che davvero fa qualcosa sacrificandosi e’ il secondo.
    E’ facile fare i generosi con i soldi, ci si libera la coscienza e si dorme tranquilli.

    Io non ce la farei, nemmeno fossi ricco.

    • rO rO

      Tu mi capisci! Però una cena non ti è mai capitata? Non riesco a crederci.

      • Guarda, mi fai venire un dubbio se UNA l’ho fatta. Ma ti assicuro che se e’ stata, e’ stata decenni fa, ed e’ stata l’unica.

        • rO rO

          E hai cantato? 😉

    • rO rO

      Mica è lei. È una foto presa dal mio parrucchiere delle dive. Comunque la tipa ha superato ogni test (Love2lie si è già espresso) di bellezza. Su quel fronte non c’è dubbio alcuno.

  3. Per mia fortuna non ho simile aderenze per riflessa persona – leggi genitori -, né nutro il bisogno irrefrenabile di entrare in simili associazioni, che ho sempre immaginato come le hai descritte.
    In conclusione cene e cenette mai fatte.
    Per la presidentessa prendo per buono quello che hai detto in mancanza di prove contrarie

  4. Probabilmente sono in buona misura prevenuto, ma ho sempre avuto l’impressione che questi ‘club’ siano dei luoghi di ‘scambio d’interesse’: io faccio un favore a te, tu ne fai uno a me, e magari, per esempio, ‘acceleriamo’ una determinata pratica, ti faccio fare un esame medico senza farti aspettare sei mesi, ti permetto di accedere ad un prestito in banca laddove ad altri è impedito, ti faccio togliere una multa…

    • rO rO

      Non è proprio così, non da me, per quello che ho visto. Certo è comunque c’è un ragionamento di fondo di chi pensa che serva a stare nel giro.

  5. Esiste veramente un inno UE che si canta?!

    • rO rO

      Ops. Probabilmente no.

  6. L. L.

    Non mi sembra tipa da lions, rO…
    🙂

    • rO rO

      Al momento no, Signor L.
      Per il futuro non saprei. Mai dire mai.

      • L. L.

        Ricordi lontani, il club lions di treviso…
        🙂

        • rO rO

          Che brutta cosa! Rimuova, signor L., rimuova, per carità!

          • L. L.

            Non miei, non tema, gli uomini con lo smalto non sono granché accetti da quelle parti. Una persona a cui ho voluto bene. 🙂

            • rO rO

              Meglio. Mi inquieto con poco.

Rispondi

Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: