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Harvey, Frank e Nivens

Le presentazioni e l’assenza di consecutio temporum.
Quando io e Love2Lie, ossia il giovane Davide, ci siamo conosciuti c’era Pasqua nell’aria e il nostro primo appuntamento, quello dopo la buca colossale che mi diede, cadde il 25 aprile: tutto ben si accordava con dei saltelli tra l’erbetta della campagna.

Il giorno dell’incontro il sole splendeva alto nel cielo e, dopo un po’ di imbarazzo e ritardo (suo), ci siamo seduti ad un tavolino nella piazza quadrata. Il tavolino ballava sui ciottoli e le sedie erano di plastica verde. Con sfacciataggine gli avevo chiesto se amava dire bugie: ma ti pare??
Così lui, piano piano, ridendo e sorseggiando, mi aveva fatta ubriacare. Sì, sì.
M’aveva incantata e mi specchiavo nei suoi occhi: era una cosa incantevole e pazzesca.
Non lo so se era la vista dal castello, il barchino da quindici metri o l’alcol.

“C’era un bel teak su quella barca. Tu avevi dei calzoncini corti ed eri scalzo, ovviamente. Non eri a babordo, per essere precisi, ma eri in piedi sulla fiancata di dritta, guardando me (che ero ancora a terra), verso poppa. C’è molta storia in quel nome e una barca deve ricordare sentimenti profondi.”

Ma ricordo che poi ad un certo punto s’è preso a parlare di conigli.

Il giovane Da poteva essere Harvey, che poi sarebbe un pooka celtico, un coniglio invisibile alto sei piedi e tre pollici e mezzo (e lui li passa un metro e ottanta centimetri!), tipo Harvey quello di Mary Chase, che c’aveva vinto un Pulizer.
Il giovane Dade poteva essere il mio amico Harvey?
Io l’ho presentato a rO, Fa e Vale ed effettivamente ho notato dei comportamenti imbarazzati in tutti quelli a cui l’ho fatto conoscere.

Ma Dade citava spesso anche Frank, quello di Donnie Darko.

“Dubito che Frank sarebbe felice. Sai, è un patto sottile tra me e lui quello che intercorre. In più lui conosce quando il mondo finirà ed è un motivo sufficiente per tenerlo buono.”

I racconti di Da parevano gli incubi di Donnie, tipo quando si svegliava su un prato verde la mattina e non sapeva come c’era finito. Io me lo vedevo proprio in una scena così. E comunque l’incidente ormai è una cosa stravecchia che pare che sia passato un mondo in mezzo. E a stargli accanto pareva persino di sentire suonare Mad World cantata da Gary Jules. Solo che un giorno Frank era sparito e io invece mi sto impegnando perchè Da rimanga, nonostante l’assenza di un telefono smart.

“Sai che con me sfondi una porta aperta, vero? Sono io quello che cerca sempre di non dire troppe cose. Non ho mai tradito. Finora nemmeno il contrario. Arriverà evidentemente”

Poi c’è sempre stato Nivens McTwisp, ovvero the White Rabbit di Alice.
Dade è uno che va con calma, anche se ha fretta non cammina mai troppo velocemente. E’ carino anche quando mangia, come un coniglietto, mastica con calma. Chi ha sempre fretta invece sono io di solito. Sempre con l’ansia di vita, ma questa è un’altra storia.
Che ore sono? E’ tardi! E’ tardi!
Ecco, io credo che sia più o meno l’ora in cui Da sta discutendo con un professore e stanno registrando un bel voto.

“Che va tutto molto bene, come diresti tu.

 rabbit

9 Comments

  1. Alla seconda o terza frase stavo già ritirando il like preventivo (sì mi riferisco proprio alla frase consecutio temporum). Nessuno vuole ricordare l’incubo della consecutio (sia essa riferita alla lingua latina o italiana). Ma ti sei salvata perché l’occhio mi è caduto su Donnie. Anche io e il Coniglio abbiamo un sottile filo che ci lega. Alcuni la chiamano camicia di forza ma è tutta questione di punti di svista. Amen. De profundiis te absolvo atque like this post. Hola e aufhiterZZen.

    • Bachelorette Bachelorette

      è che mentre scrivevo mi sono accorta che non stavo azzeccando un verbo, non uno. amen. Tschuusss!

  2. Bachelorette Bachelorette

    avvocatolo, non è che voglio invitarti ad abbandonare la lettura di questo blog, ma temo proprio che succederà ancora.
    è stato bello.

  3. Chissà se i conigli vanno d’accordo con la consecutio temporum…

  4. Non avrei potuto scrivere di me una miglior presentazione credo. Quindi ti dico grazie. Anche se mi rifiuto di credere che la prima volta che ci siamo incontrati ti ubriacai. Con due spriz. Che poi sembro un predatore seriale. Semmai eri estasiata dai miei discorsi o dal fatto che non sapevi io avessi gli occhi verdi

    • Bachelorette Bachelorette

      Seh. Io ero ubriaca. Di te, del romanticismo, degli occhi verdi, del panorama, del pacco che mi avevi tirato, della primavera, di tutti gli email che ci siamo scambiati e quindi dei due spriz a stomaco vuoto.

      • Pare esserci molto potere racchiuso in me.

  5. L’ha ribloggato su Nessun filtro !e ha commentato:

    Un bel post di presentazione scritto su di me, a mia insaputa, da un’amica con del talento per la scrittura.

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