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Digital matters: lavoro over 40

Come direbbero gli Smith “I was looking for a job, then I found a job“, ma la mia vita non è assolutamente “so misery now”, ed anzi, citando i Muse, “I’m feeling good“.
Nella ricerca di un nuovo impiego mi sono imbattuta in molti personaggi diversi e l’esperienza è stata indubbiamente significativa. Dopo aver sentito parlare molte persone del loro periodo da disoccupati – e i più, della mia generazione, lo sono stati a causa di chiusure aziendali – mi ero chiesta se sarei finita anche io depressa sul divano, vestita tutto il giorno in pigiama, con della sporcizia intorno e la televisione accesa. Ero terrorizzata da questa ipotesi. L’idea del declino, abbandonata a me stessa, senza soldi, lasciata dal fidanzato, guardata con pietà dagli amici, senza speranza di ritornare nel mondo di chi lavora.
Fortunatamente non è accaduto.
Non so se il tempo avrebbe poi portato a questa concretizzazione di inesorabile depressa sciatteria, ma nella pratica le mie giornate sono state di intenso lavoro di ricerca di posizioni aperte, aziende ideali, invii di curriculum e colloqui. Mi sono sentita come se stessi facendo shopping.

Come da manuale, nel rush finale della decisione, il venerdì 17 mi proponeva un trio di proposte da riorganizzare con ordine di priorità entro sera.
Non ho scelto lo stipendio più alto. Lo schema costi – benefici pendeva dal lato di un ambiente lussuoso, location facilmente raggiungibile e prospettiva di libertà di azione. Nella mia testa mancava solo il secchiello con lo champagne fresco e un flute in un’anta dell’armadio archivio. Chissà.

Nel periodo di ricerca ho scoperto il fantastico mondo dei corsi di formazione e inserimento in azienda mediante stage, per disoccupati over 30. E fin qui la sorpresa è anche minima. “Lo Stato, la Regione, gli Enti pubblici ci sono” – ho pensato.
Tuttavia, una questione che mi ha lasciata basita è stata l’apprendere, conversando con chi si occupa della realizzazione dei corsi, tra l’altro completamente gratuiti il più delle volte per i corsisti, è che la selezione degli iscritti avviene con dei criteri che favoriscono le persone di età più bassa. Sopra i quarant’anni i candidati vengono scartati pressoché d’ufficio.
Mi è stato spiegato che coinvolgere persone con più di quarant’anni significa includere spesso molte mamme che sono state assenti dal mondo del lavoro e non sono più particolarmente dinamiche, oppure, più in generale, persone che non sono in grado di utilizzare i mezzi informatici con dimestichezza.
Insomma, il digitale conta. Digital matters.

Cosa obiettare a chi non vuole degli over 40?

Io, che sono over 40, non ho affatto difficoltà di informatizzazione, ma proprio per questo sono consapevole delle incapacità di alcuni miei coetanei. Va detto che, nonostante le capsule grigie di ginseng mattutino, sono altresì conscia di non essere veloce quanto chi ha la metà dei miei anni. Tanto per citare un esempio, devo rileggere un testo dieci volte dopo averlo scritto perché la mia capacità di attenzione fa cilecca e i refusi si moltiplicano.
E così mi sono chiesta se è giusto quel criterio di selezione.
Come Marzullo mi sono data una risposta a punti, sulla quale tuttavia sento di dover ragionare ancora.
Credo che:
– i corsi dovrebbero essere meno fuffa;
– bisognerebbe spiegare agli over 40 che saper scrivere su Word, essere brillanti ed avere il patentino da giornalista non significa poter realizzare con successo un progetto imprenditoriale con un portale online di promozione aziendale e territoriale;
– le Regioni, quando autorizzano i corsi da loro coperti nelle spese, dovrebbero verificarne la concretezza.

E per ora rimango dell’idea che chi sa fa, chi non sa, insegna a pagamento.
E chi ha i soldi talvolta assume chi è capace, anche se è over 40.

Soundtrack: Muse – Feeling Good.

10 Comments

  1. Ma aggiungiamo anche che c’è Regione e Regione, che a leggere di corsi regionali sembra di vivere già in uno stato federale con gli yankee ed i sudisti (se non addirittura gli Apache).

    • rO rO

      AUG! Mi sa che hai ragione. Io mi riferisco ad una Regione che sembrerebbe evoluta e già molte molte cose non vanno. Immagino che da altre parti ci sia il disastro.

  2. quello che scrivi non mi sorprende. I corsi, spesso finanziati dalla Ue sono fuffa, come hai scritto, e spesso è un’ottima mangiatoia clientelare. Comunque non è detto che gli over 30 e under 40 siano più evoluti degli over 40 o quanto meno più duttili. Il fatto di saper usare il PC, nel senso dell’uso di word o excel non significa nulla. Anzi sopesso le loro conoscenze sono di così basso livello che basta poco a mandarli in tilt.

  3. syd syd

    “It’s gonna get harder, and harder, and harder / as you get older”, per dirla coi Pink Floyd.

  4. Che poi, per organizzare corsi seri, basterebbe suddividerli per livelli, cosi da poter avere classi di persone con presunta maggiore dimestichezza con l’informatica, e classi per chi ha conoscenze di base.
    Peraltro, non avrebbe più senso andare incontro a chi sicuramente avrà più difficoltà a reinserirsi?
    (Ma comunque, congratulazioni!)

  5. chimart chimart

    Simpatico. Potremmo condividere le esperienze. Scriverò un articolo anche io sulla mia esperienza da ricollocata a 40 anni. Io mi sto reinventando nel wellness. Cercando il mio benessere, forse ho trovato il lavoro per me e per gli altri.
    Buon lavoro!

  6. Corsi ovunque, pubblici e privati; è diventato l’uovo di Colombo degli anni ’10; sai, anche minimamente, fare qualcosa, hai una competenza minima di un qualche argomento? Perfetto, organizza un corso nel quale, più o meno ‘insegni’ certe cose a ‘chi non ha tempo’; a ben vedere una buona fetta di corsi in circolazione offre ‘capacità / conoscenze’ che potrebbero essere tranquillamente apprese con l’esperienza o con un minimo di tempo, ma la gente di tempo non ne ha, o non pensa di averne… Il risultato è che c’è chi paga per ottenere infarinature in quattro ore filate, quando le stesse ‘infarinature’ uno se le potrebbe imparare nello stesso tempo, ma magari spalmato in due settimane, un po’ per volta… solo che il ‘quattro ore di seguito’, il ‘fine settimana’, fa più impressione, “chissà quante cose imparo…”.
    Devo inventarmi un corso. 😀

    • rO rO

      Ti sei inventato un corso? 🙂 sono curiosa…

      • A me piacerebbe infilarmi in qualcuna di queste scuole di ‘teatro, musica, etc…” e fare tipo delle conferenze sulla storia del Rock o del fumetto… 😀

        • rO rO

          Ti ci vedrei bene 🙂

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