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Più di un fiore fiorisce…

….non veduto
e nel deserto disperde la fragranza.
( Gray, citato da Jane Austen in Northanger Abbey ).

Sto pensando di andare a Bath. In ferie a Bath? Qualcuno direbbe che già il nome è una pessima soluzione. A voler citare sempre lei, Jane, “... Bath è il luogo ideale per i giovani …. è un luogo tanto gradevole che è molto meglio essere qui che a casa in questo periodo dell’anno“.
Così sono un po’ di giorni che ci penso. C’è persino un museo dedicato a Jane Austen, onore a tutto il tempo che ha trascorso lì e dovuto probabilmente alle continue citazioni di Bath nei suoi libri. Promozione tanto efficiente da produrre un’eco positivo ben solido nei secoli. Io ci sto cadendo appieno, neanche facessi parte anche io del suo circolo di devoti lettori.
Solamente che Bath nella mia testa di ignorante lettrice negli anni si era materializzata con l’immagine di Brighton, con la sua passerella sul mare e la ballroom alla fine, non la cittadina termale dove pure i romani andavano a ritemprarsi.  Mi chiedo se c’è speranza di respirare ancora una certa aria ottocentesca a Bath. Mi piacerebbe andare a teatro! E poi ad un ballo… Oh, come mi piacerebbe un vestito di mussolina! Robe da femmina, lo so. Ci penso. Ho trovato su internet un campus universitario dove potrei alloggiare e magari fingermi un po’ ad Oxford. La nota pittoresca e ai miei occhi assai moderna di questo campus è che sul modulo di prenotazione online si afferma esplicitamente che sono ammesse feste e non fanno discriminazioni sui gusti sessuali degli ospiti.

Soundtrack:
Feist – So Sorry
Feist – Getting Some Fun Out of Life ( questa il remake di Billie Holiday )
anche se entrambe nella mia testa ricordano più Bordeaux che la campagna inglese.

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