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Intercalare Fisso #2

Una cosa a cui faccio spesso caso sono gli intercalari fissi delle persone con cui ho a che fare. Recentemente ho notato alcune novità che mi hanno fatto riflettere sulle persone che avevo davanti.

Il mio capo e un giovane aggressivo consulente sono accomunati dal “Vai!“. Ogni volta che lo sento mi chiedo dove dovrei mai andare e cosa si aspettano che faccia. Mi chiedo cioè se è un invito a parlare più concisamente ed arrivare al cuore del discorso che si aspettano da me oppure se io debba fare qualcosa.
Lo stesso giovane e aggressivo consulente, per singolare circostanza, mi raccontava con fastidio di una nostra conoscenza comune che chiede sempre “Quindi?” e ho pensato che fosse veramente buffo che fosse lui a farmi notare questa circostanza.

Ho in mente inoltre anche un altro intercalare fisso: “devi scusarmi ma….“, che tuttavia non è affatto volto a chiedere scusa, quanto semmai fa da cornice ad un atteggiamento solo apparentemente sottomesso, un po’ clericale, un po’ paraculo.
Ad ogni inizio di nuovo argomento, prima di un racconto o dell’informazione su qualcosa, premette un “devi scusarmi ma…” e non si comprende per altro di cosa lo si debba scusare, poiché quanto segue spesso non è a tono per delle scuse, cioè non sta affatto per seguire una domanda o un affondo.

La Signorina “scusa” invece si è accorta di essere cambiata: è diventata la Signorina “grazie” e come si compiaceva due anni fa del suo stato, anche oggi sorride di essersi riconosciuta, grata agli altri, al mondo e a molte persone.

Il signor “Ti Ripeto” invece non è affatto cambiato, ma non è grave.

Rif. Post “Intercalare fisso” del 4 Agosto 2012.

 

Soundtrack: British India – Vanilla 

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