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Il gioco delle differenze

Uno dei miei giochi preferiti da diversi anni è il “Gioco delle Differenze”.

Praticamente tu prendi una situazione qualsiasi e inizi a trovare le differenze con altre situazioni tipiche, che ovviamente a te non capitano mai, o differenze con altre persone. Esempio: io non sono una fotomodella di Brescia, ma so scrivere “qual è” in italiano. E via dicendo. Riesce benissimo a tutti coloro che hanno una tendenza innata alla catalogazione per sistemare quei quattro pensieri, normalmente ben confusi o di impossibile razionalità, che riempiono la propria testa, nota per essere una specie di hard disk con la memoria di un Nintendo dell’83.

Il gioco è muto, nel senso che nasce e funziona nella tua testa quando ti accorgi che tu sei diversa, che la situazione è diversa, che gli altri sono diversi da tutto quello che è logico, abituale, scritto nei libri e nella storia.

Il gioco per altro finisce anche presto perché la prima domanda, nonché primo step, è chiederti “Perchè questa situazione o io sono diversa da…?” e il secondo step è la risposta “Non ci sono risposte razionali, non cercarne, perché non ne esistono”.

Il gioco, ripetibile innumerevoli volte anche per la stessa situazione, sicuramente da considerarsi un passatempo facilitato e di difficoltà uno viste le differenze macro evidenti da cui parte, finisce con l’abituale conclusione per cui nella vita, nell’amore, nei rapporti umani non esistono regole e non c’è razionalità alcuna che possa spiegare perchè nelle favole e nella storia con i suoi cicli di lungo periodo certe cose vadano in un modo e perché nella tua vita sia mediamente una cosa diversa.
Stavo per scrivere “…sia il contrario”, ma non è neanche così, perché “il contrario” sarebbe già una certezza.

Soundtracks:
I heard it through the grapevine ( cover ) – Florence + The Machine
You’ve got the Love – Florence + The Machine

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