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Un sequel (2) con raccordo

Fa caldo.
Fa caldo come in quella canzone di Daniele Silvestri di molti anni fa in cui lui cantava in dialetto pugliese “me fece male a chepa“. Oggi pomeriggio alle due, in un’auto nera e sporca fuori, guidando in direzione sud, stavo sudando come ad agosto perché c’erano 22 gradi fuori e il condizionatore non funzionava, con un tasto incantato che non si azionava.
Stavo andando, e come me almeno altre cento persone, a partecipare alla lezione di un corso che vorrei potesse contribuire al mio curriculum al punto da farmi valutare positiva per un cambio di lavoro.
Credici.

Mentre ero lì nell’aula, su una fila in alto, cercando un modo di stare comoda in una poltroncina posizionata in file strettissime, scherzando, sorridendo, con l’amico D., che sedeva alla mia destra, pure lui attorcigliato negli arti per trovare una posizione consona ma piacevole, mi è passato davanti quello lì.
Quello lì aveva i capelli biondi lunghetti, i Rayban in testa, un’andatura ondeggiante da vero frequentatore della curva Ultrà della Juve e sorrideva.
Pareva imbarazzato: era rosso in viso.
Mi ha saluto da lontano. Anche io.
– “Ciao”.
– “Ciao”.
Perché sì, questo post è in parte il sequel (2) noioso di una piccola saga messa in scena nel 2015 su questo blog.
Poco prima di vedere lui sfilarmi davanti vestito con camicia, golfino grigio, giubbetto trapuntato, – e faceva molto caldo e io in minigonna a pieghe – avevo incrociato, guardato, scansionato e analizzato in ogni parte a me visibile, la sua fidanzata al check-in.
Ecco.
La signorina mi parlava gentilmente alla mia destra, mentre firmavo la presenza, e io non potevo non pensare alla frase che quel lui mi aveva detto mentre, adagiati una sull’altro, ci ricomponevamo alle quattro di notte nella sua auto in zona dove era veramente inopportuno sostare. Non ho certezza circa il fatto che non ci fossero telecamere.

La conversazione – confessione era stata questa:
– ” … ma tu lo sai chi è la mia ragazza?”
– ” No.”
– ” E’ …”.
– “Molto bene”.
– “…vedi, lo capisci anche tu, io non posso lasciarla… l‘hai vista quanto è bella, è intelligente, è intelligente più di me, sai che in ufficio lei fa….e …l’hai vista, no?“.

Ecco, mentre mi registravo per il seminario e lei mi parlava, io la fissavo negli occhi, chiedendomi cosa aveva di così speciale, a parte la straordinaria resistenza ai tradimenti e l’evidente ingenuità o sensibilità nella vita di coppia. E’ carina, piccolina, graziosa, ha un po’ i fianchi larghi, ma non è grassa, eppure per lui era … E’.

E io quella frase, mentre ci ricomponevamo, proprio non l’ho digerita.
Il mio pensiero è stato: “Cazzo, ma mi hai vista? Sai che lavoro faccio? Io con chi ho parlato fino ad ora?” E soprattutto mi sono chiesta con che razza di idiota avevo a che fare per sentirmi dire un commento così inappropriato.

Erano sei o più mesi che non lo vedevo e credo di non aver avuto il desiderio di cercarlo perché la scelta di vederlo in quelle circostante era stata veramente scriteriata e senza amore per me stessa, e pure per quell’uscita a ciliegina sul bignè.

Nel frattempo la mia vita è cambiata e bevo meno alcol. Scrivo anche molti meno post.

L’evento tuttavia mi pareva degno di nota e condivisione e, nella mia testa, legato a anche ad un’altra recente questione: l’amico Fa ieri a pranzo, mentre anche con rO e Vale presenti, finivamo gli ultimi bocconi di un sublime piatto di linguine con gamberi e bottarga, mi ha detto nuovamente che ci sono cose che non posso comprendere perché non ho dei figli.
Associo il commento dell’amico Fa a quello dell’idiota sopra citato, perché in entrambi i casi mi sono trovata davanti due persone che indubbiamente inconsciamente sono state inopportune.

L’affermazione di Fa inoltre non è per me condivisibile.
Non ho figli ma non significa che non sia stata una figlia o che non abbia esempi di famiglie intorno a me. Generalmente non comprendo chi, come Fa in questo caso, ha la pretesa di essere l’unico conoscitore di una verità, la propria, perché l’ha testata personalmente e gli altri non possono comprenderne il funzionamento, i limiti, le modalità di azione etc.

Fa non è l’unico genitore che in questi giorni mi ha tagliata fuori da alcuni discorsi per il fatto che non sono una madre. C’è chi con me preferisce non affrontare neanche l’argomento bambini, e sì che non ne ho mai mangiato uno!, e anzi, pare che io riesca anche simpatica alle piccole creature che si fidano di chi dimostra loro sicurezza e apertura.

9 Comments

  1. C’è una correzione da fare: “adagiati uno sull’altro” va corretto. Perché è “uno sull’altra” oppure “una sull’altro”, La letteratura è fatta di particolari, l’operazione “stare su” non gode di proprietà commutativa e poi il lettore è sempre molto curioso … 😉

  2. Ci sono uomini che non riescono a tennere a freno la lingua. Conclusione dicono cose che puzzano di stantio. Come Fa, come quello che dopo aver fatto all’amore si lascia sfuggire delle frasi veramente comiche.
    Io, al tuo posto, gli avrei mollato un sonoro ceffone, perché ha mancato di rispetto.
    La frese, abusata, per la quale chi non ha figli non ha voce in capitolo è un modo subdolo per dire. ‘Io ci riesco ma tu no’. Non credo che meriti sprecare parole.
    Serena notte!

    • Ho come l’impressione che tu abbia confuso Fa con quell’altro. Ma forse leggo male e sono confusa io. La frase abusata di cui parli mi pare spesso sottintesa e taciuta e altrettanto spesso pensata. Non dico che io non lo faccia mai, tuttavia cerco di limitarmi e mi bacchetto le mani quando ho questi pensieri, checché qualcuno possa dire il contrario.

      • Potrebbe essere che io abbia confuso Fa con l’altro.

  3. Non conosco Fa, dunque non me ne voglia, ma di solito chi brandeggia come verità assolute le proprie esperienze personali mi fa scattare l’ira funesta.
    Quanto al bel tipo dagli occhi verdi, per ciò che mi riguarda si era già qualificato dopo poche righe: da un ondeggiante frequentatore della curva ultrà della Juve non ci si può aspettare granché, suvvia 😉
    (E con questo mi sono inimicato mezza blogosfera… ah, i campanilismi sportivi!)

    • Fa non è uno arrogante. E’ normale. Però negli ultimi due anni ha certe uscite di cui secondo me non si rende molto conto. E’ indubbio che la paternità l’ha cambiato, mettendolo alla prova su questioni che non aveva evidentemente immaginato prima.
      Per il resto, per la Juve, chissene. Io il calcio non lo seguo proprio.

      • Buon per te. Io, se mi capita lo spunto per parlar male un di ultrà juventino, non so resistere, ma riconosco che è un mio limite 🙂
        Per quanto riguarda Fa, direi che la tua è un’ottima osservazione. Purtroppo, la mia lista di persone che (sia pure in buona fede) non si rendono conto è già zeppa, e non ho più capacità di sopportazione nei loro confronti. Buona serata!

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