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Tokyo: colazione con vista

Stamattina ho deciso di fare colazione nel ristorante con vista panoramica. Capelli lisciati, camicia bianca, gonnellina marrone a pieghe, scarpe marroni della stessa sfumatura. Dopo aver preso un paio di dolcetti dal buffet, mi sono seduta al tavolo e bevendo il caffè ho iniziato a guardare chi avevo intorno.
Sì, il panorama era incantevole, con lo skyline di Tokyo e il palazzo reale sotto ad esso, nel centro del grande incantevole giardino. Eppure alcune signore nella sala hanno continuato ad attirare la mia attenzione. tokyo2
Un gruppo di molesti americani alla mia sinistra parlava a voce molto alta, una coppia di giapponesi a destra sventolava a mezz’aria le bacchette discutendo davanti ad un piatto di uova con verdure e bacon e poi alzando gli occhi c’erano quei quattro o cinque tavoli.
Lì in fondo a sinistra una ragazza giapponese portava la tazza del caffè alla bocca, accompagnandola con una mano sotto e una a reggerla, ed era così delicata che ho provato ad imitarla: era come un “prego?” invece di un “cosa?”. Ricordava la cerimonia del tè o una tenue rosa peonia.
E poi c’erano quelle tre donne, due castane e una bionda, con i rispettivi compagni, con i capelli lunghi, sciolti, arruffati e soprattutto bagnati.
Sono rimasta lì a guardare la scena, riflettendo su quanta poca classe e cura emergeva da quella immagine. Ho pensato che forse avevano trascorso una notte d’amore, che si erano quindi fatte una doccia di mattina e poi erano venute a fare colazione. Essendo in tre forse erano prova che nei loro paesi d’origine c’è questo costume. Mi sono chiesta se i loro uomini notavano tale sciatteria o se ero solo io a farci caso. Mi sono anche detta che dovrei provare ad essere più rilassata e limitare tali osservazioni.
Quindi ho finito il caffè, mi sono persa guardando il panorama e infine mi sono alzata e sono andata in camera ad indossare un tubino nero, più adatto agli incontri di lavoro di oggi.

Soundtrack: Editors – Sugar

 

 

35 Comments

  1. Io sono quello che colazione la fa in pigiama e ciabatte, 5 minuti in più di sonno sono vitali.

    • rO rO

      Ma anche in hotel ci vai in pigiama e ciabatte? E soprattutto, dove te ne vai la notte? ;))

      • Soprattutto in Hotel! (anche perché qua ho la scroccocolazione in ufficio e quindi latte e biscotti li prendo in camicia). Diciamo che mi avvalgo del fatto che difficilmente i camerieri mi direbbero “Niccolò, torna in camera e rivestiti”.

        Io sono alle prime armi con le trasferte e ogni volta che capita lavoro ma faccio anche il turista e quindi ho sempre bisogno di riposare quando possibile 🙂

        • rO rO

          Sei una bella birba te!

          • Appena l’ha saputo mi ha fatto la ramanzina anche la mamma (che tutto sommato è una persona per bene), però credo che rimarrò un barbaro. 🙂

        • Mi piace il “Niccolò torna in camera a vestirti” anche xe nn giri nudo:il pigiama è un vestito!! 😛

  2. C’è stato un periodo della mia vita in cui ero molto spesso in trasferta, ma spesso neanche scendevo, a far colazione. Un caffè chiesto in camera e via. In vacanza invece no. In vacanza la colazione la faccio volentieri, ma scendo pronto per uscire. Non arrivo a prendere la tazza con due mani, ma insomma, sciatto no. E mi dà fastidio veder la sciatteria in giro. Ancor più della sciatteria la rumorosità. In quella sala credo che la cosa che mi avrebbe maggiormente infastidito sarebbero stati gli americani. 🙂

    • rO rO

      E tra l’altro, Max, erano proprio sguaiati 😉

  3. Io sto facendo colazione nella mia tuta da super eroe, da solo senza nemmeno la tv e faccio un po’come mi pare

    • rO rO

      Quasi quasi ti invidio!

      • La solitudine è brutta, mi manca la tv (è un bel posticino, senza calcare, apparentemente pulito ma rustico e rinnovato da poco

        • rO rO

          Senza calcare. Hai detto niente!!

          • Qui, se è come a Su, il calcare non esiste

            • rO rO

              A casa mia invece è un flagello…

              • Pure a Roma eh, ma oggi sto in quel famoso posto freddo e triste

  4. Scribacchina Scribacchina

    Di solito quando vado in trasferta (ma sono situazioni rare, diciamo una-due volte l’anno massimo) ci attacco qualche giorno di ferie per fare la turista. Ma mi rendo conto che non si può fare sempre 🙂

    • rO rO

      Ultimamente non posso purtroppo.

  5. Noto che il cialtronismo è ormai globalizzato… recentemente qui a Roma sono andato a vedere la mostra di Frida Kahlo; ora, è mia abitudine entrare in posti come musei e affini vestito in modo non proprio trasandato, ma era il 15 agosto e ho optato per un abbigliamento ‘estivo’, ma non proprio da spiaggia… solo per accorgermi che tra gli altri visitatori c’era chi non si era fatto lo stesso tipo di problema…

  6. wow che bellezza. peccato per il cielo un pò grigio 😉

    • rO rO

      In fondo poteva essere peggio.

  7. Ai giapponesi piace molto l’uniforme da pornoscolaretta, gonnellina e camicetta bianca, magari avevi più successo se non ti cambiavi

    • rO rO

      Chi ti dice che non abbia avuto successo? Forse dovevo specificare che di mestiere non faccio l’accompagnatrice.

      • Certo che no. E’ solo per prendere un po’ in giro gli stereotipi

  8. a me invece la moquette a colazione mette una tristezza… (ma forse perché mi mette tristezza negli hotel in generale, non si concilia con la mia affinità al legno).

    • rO rO

      Questa però è morbida e pulita maniacalmente. In zona buffet invece c’era del parquet.

  9. Io adoro la colazione in camera ….. Anche se più povera il più delle volte ma moooolto rilassante buona giornata!

    • rO rO

      Piace molto anche a me. Di solito la faccio in posti in cui proprio non me la sento di far parole prima del caffè.

  10. Le mie colazioni di solito rasentano il coma profondo… a volte ne faccio due perché della prima perdo cognizione onirica 😉 Però con uno skyline così ammetto che la colazione probabilmente impegnerebbe la maggior parte del tempo tra il perdermi nella contemplazione ed il raffreddarsi del caffè.
    Poi l’abbigliamento a colazione è un optional (son di quelli che si tuffano nell’armadio e ci si rotolano per vestirsi per la colazione) 😉

  11. La colazione per me è un rito. Va fatta slow con l’immancabile tazza di caffè. Espresso se è possibile e se è bevibile. Poi qualche biscotto o pane e marmellata.
    Anch’io mi soffermo a osservare gli altri cercando di intuire cosa fanno o chi sono.
    Senza dubbio il panorma è incantevole.

  12. La colazione per me è il momento più bella della giornata!
    Il panorama è bellissimo e sai che anche io vorrei tantissimo andare a Tokyo un giorno, fosse anche solo per lavoro.
    Quando sono in trasferta comunque in genere vado a fare colazione con maglietta e pantaloni senza troppo impegno, poi vado in camera mi lavo e cambio ed esco; se sono in ritardo scendo già vestita per uscire invece. Anche a me fanno fastidio le persone troppo rumorose e quelle che si presentano in pigiama o estremamente sciatti, non dico che si debba essere eleganti e truccati di prima mattina (dato che anche per me è difficilissimo) ma ci vuole un minimo di decenza! Almeno una sciacquata di faccia va!XD

  13. rO rO

    Grazie. Buona giornata anche a te.

  14. La colazione con vista sull’umanità non mi appartiene. Solitamente preferisco darvi le spalle, scegliendo un posto in prima fila davanti a quelle ampie vetrate. Probabilmente è tutta colpa del mio difetto alla vista: sono un ipermetrope e fatico colla messa a fuoco. Ma spostando lo sguardo oltre la linea del nitidume, posso immaginare cose e persone senza avere bisogno di inforcare il solito paio di occhiali.

  15. Saranno state come minimo nord-europee le donne con i capelli bagnati. Qui mi trovano donna di gran raffinatezza per sottigliezze come i capelli asciugati e una camicia un po’ più a modo. Eppure io non sono una da tubino a lavoro, per esempio. E’ incredibile quanto tutto questo abbia a che fare con le culture locali e non con le leggi generali del buon costume.

    L’osservazione a prima mattina è una gran bella attività, comunque.

    • rO rO

      Il tubino dici? Ne ho almeno quattro dello stesso modello in diversi colori. Il fatto è che è estremamente comodo perché quando lo infili non ti serve molto altro e se non hai le gambe troppo corte fai anche la tua dignitosa figura in certi uffici.
      Comunque sì, la sciatteria è un fatto spesso culturale e di abitudine territoriale. Fortunatamente la maggior parte degli italiani la riserva a poche occasioni.

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