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Tema: descrivi come hai trascorso il tuo ultimo lunedì

Il lunedì è un bel giorno da passare alle terme e le terme sono un bel luogo dove passare il tempo se le tue mani al mattino tremano perché da qualche giorno sei nervosa e hai bisogno di rilassarti.

C’è un posto che mi piace molto a Montegrotto Terme, in Veneto.
La piscina esterna di questo hotel è circondata da un giardino e si ha la sensazione immediata di essere in un posto lontano e da favola. Nel giardino c’è una casetta, completamente ricoperta da piante verdi rampicanti e, se si guarda da quel lato, dove tramonta il sole, c’è una collina, una di quelle tipiche dell’area dei Colli Euganei. Quando la guardo mi vengono in mente tutti insieme, come una sensazione unica più che singolarmente, Ugo Foscolo, Francesco Petrarca e Jacob e Wilhelm Grimm.
Non c’era molta gente ieri.
Nell’ansa circolare della piscina di fronte alla casetta ci sono quattro lettini di marmo con delle bocchette per l’idromassaggio e sono stata lì per un po’, aggrappata saldamente con le mani, per non essere spinta via dalle bolle.
L’acqua sapeva di sale, ma non come il mare: mi ha ricordato quando da bambina mi capitava che il sangue mi colasse dal naso e dovevo fare degli impacchi di acqua e sale. In particolare mi era successo per un’intera estate, mentre ero in custodia a casa degli zii di mio padre, a Montesacro, dove, pare, respirare l’aria del traffico non mi faceva bene.

Ma lunedì ero alle terme, non a Roma.
Sono passata da un idromassaggio all’altro e anche sotto il getto a cascata, quello che ora adoro e che anni fa mi infastidiva perché l’acqua schizzava sempre nei miei occhi che io, imbarazzata, non volevo chiudere. Pensavo a quali sciocchi imbarazzi avevo anni fa.
Ho dormito sotto il sole, nella sala interna, piacevolmente calda: la fortuna ha voluto che dal lucernario arrivasse il sole su un unico lettino e mezzo e che fosse libero e isolato per me. Mi sono addormentata dopo aver letto poche pagine di un libro e solo dopo un’ora ha iniziato a svegliarmi un canzone di Lucio Battisti suonata a volume molto basso, nel silenzio generale.
Mi sono stiracchiata, guardata in giro come un topo della prateria che esce dalla buca, e sono entrata in acqua di nuovo.

Nella vasca grande c’era un giovane uomo con la cuffia gialla e nera. Suppongo che lui e alcuni nuotatori prima mi avessero fissata perché anche io, a differenza delle altre donne presenti, avevo una cuffia di gomma e degli occhialini.
Aveva delle spalle grandi e muscolose e nuotava proprio bene. Mi sono messa lì affianco, a bordo vasca, aspettando che le due signore in fondo, quelle con il galleggiante a tubo di gomma, decidessero di spostarsi. E poi ho iniziato a nuotare anche io. Quattro vasche sue e tre mie, non tanto per la mia velocità, quanto piuttosto per riprendere fiato. Non sono affatto allenata: l’ultima volta che ho nuotato in una piscina era otto mesi fa.
Nuotare mi piace.

Poi sono tornata dentro, ché fuori sopra l’acqua faceva freddo, ho letto ancora un po’ di Gesù e Maria di Magdala, del mare e dei pesci e di un fratello che piange e l’altro si arrabbia, e sono andata a fare una sauna.
Quella mezz’ora in sauna è stata divertente. Ad un certo momento ci siamo ritrovate in quattro donne, tutte con un bikini nero, ma di diversi modelli, tutte con i capelli raccolti allo stesso modo, tutte di diverse età e diverso atteggiamento: due amiche diciottenni che continuavano a ridere, una ventenne alta, tatuata su una caviglia, seduta sul suo asciugamano di microfibra, che continuava a passare le mani lungo il corpo dall’alto in basso, scrollando via il sudore, giocava con il suo piercing sull’ombelico, quindi io, piuttosto composta come mio solito, e un uomo, che poteva essere mio fratello, con un costumino rosso, il quale, a gomiti ben piantati sulle ginocchia, sudava tantissimo, al punto da sembrare una candela che colava. Poi, quando è entrato un uomo anziano grassissimo, senza asciugamano, come richiesto, ho ritenuto di uscire, perché l’ambiente era troppo piccolo perché non lo respirassi.

Dopo un altro po’ di riposo, necessario dopo la sauna, ho pensato che era arrivata l’ora di una doccia e di fare le valigie. Nel prendere il mio accappatoio color glicine ho incrociato lo sguardo di un giovane che mi fissava con insistenza. Sul momento non avevo compreso. Era il nuotatore con cui avevo diviso la vasca, il quale, suppongo, fosse sorpreso di vedermi senza cuffia e occhialini. Mi fissava.
Quando ho capito, gli ho sorriso.
Mi ha sorriso.
Sono andata via, lui pure.
Lui si è voltato e pure io.

Soundtrack: Telepopmusik – World can be yours

27 Comments

    • ro ro

      Sì, grazie. Ne avevo bisogno. Sono stata molto bene.

      • Tutti quanti hanno bisogno di stare in un posto per stare in pace e rilassarsi

        • ro ro

          Sono d’accordo.

    • ro ro

      Ieri niente caffè! Era una giornata di rilassamento per me.

      • Evvabbè, uno spritz, un caffè d’orzo, un bicchiere d’acqua… la parola chiave della frase non era caffè… 😉
        (PS: come mai hai attivato la moderazione?)

        • ro ro

          ( Nessuna attivazione. Deve esserci stato nel tuo commento / email / IP qualcosa che non è piaciuto. Abbiamo una lista di parole chiave per escludere gli sciroccati e i fastidiosi )

  1. Sto passando un lungo periodo di ferie, di quelle ferie che ti fanno venire la gastrite. Non per come mangio, ma per il nervosismo che accumulo e che non posso sfogare. Nessuno mi fa girare le scatole, sono tutti stranamente pazienti, tranne Iuno, che è diventata insopportabile, ma ha acquisito la strana capacità di farmi sentire inadeguato per ogni cosa. Quando finiranno le ferie, che peggioreranno sempre di più il mio stato tensio-nervoso, lo faranno con il botto, che potrà essere un botto di felicità o uno depressivo. Poi, mercoledì, come niente fosse, tornerò a lavoro, tra arretrati immensi, il capo finora comprensivo chiederà di finire un progetto di 2 mesi al massimo che è durato un anno e mezzo (perché a metà ho dovuto ricominciare, poi è stato ampliato, poi modificato…), altri colleghi che chiederanno il mio scalpo per la prolungata assenza “ingiustificata”… non ci sono terme per i supereroi.

    • ro ro

      Forza e coraggio!

    • ro ro

      Ogni tanto. Q.b.

  2. eh adoro le terme e le spa 🙂

  3. Scribacchina Scribacchina

    Lui ti ha chiesto come ti chiami e tu gli hai fatto la stessa domanda 🙂 Ho già costruito in testa tutto il seguito, tutto tutto! 😛 Però ho il sentore che la realtà sia stata un po’ più col braccino corto…

    • ro ro

      La realtà è stata come ho scritto. Lui mi ha fissata, probabilmente stupito del mio aspetto, io ho sorriso e siamo andati in direzioni diverse.

  4. Ecco le cose che possono fare stare bene a volte hanno bisogno di un inizio e di una fine: terme-valige, sguardo- sguardo. Senza bisogno di un “e poi”.
    Un bacio!

  5. Cui prodest scelus, is fecit | FarOVale Cui prodest scelus, is fecit | FarOVale

    […] della Camera, non riesco a non pensare ad alcune questioni strettamente personali. Nonostante il mio ammollo in piscina di ieri, che ricordo ancora per lo stato febbrile in cui mi trovo oggi, il mio rilassamento è stato minato […]

  6. Che bel lunedì, il mio di riposo ma a svuotare le valigie.
    E pensare che ti avevo lasciata sul divano a guardare Bones.
    Cin cin, ché non avevamo ancora brindato.

    • ro ro

      … Non ti avevo detto che non era il mio divano! 🙂

      • …lo avevo interpretato nella tua improvvisa manovra di depistaggio mentre mi lasciavi vagare per Roma Termini 🙂

        • ro ro

          :))

  7. Comunque sappi che adesso ti immagino, buffa, con la cuffietta da nuotatrice svenuta a bordo vasca. Dovrò riproporre il costume da doccia. 😛

    • ro ro

      Ti manderò una foto!

      • farà la fine del tuo messaggio da usare come sveglia, suppongo! 😀

  8. Direi un lunedì rilassante sia per il luogo sia per come l’hai trascorso.
    Il mio lunedì non è sttao tanto meritevole da essere raccontato come il tuo.

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