Skip to content

Hot chocolate with five marshmallows

Viaggiare in treno mi piace perché posso far altro mentre la responsabilità del trasporto è del conducente.
Riflessioni viaggiando in treno.
I finestrini sporchi non aiutano la mia fantasia bisognosa di bellezza, ma il paesaggio è spesso verde e in questa stagione i bordi delle strade sono pieni di graziosi papaveri rossi. Affianco a me sulla sinistra, al posto 20c c’è un ragazzo con i lineamenti orientali: è alto e molto magro. Si potrebbe dire un bel tipo per una ragazzina sedicenne, assomiglia ad uno di quei cantanti pop rock tanto famosi. Non credo sia giapponese, ma non ho neanche certezza che sia cinese. Al polso destro ha un bracciale di pietre tonde, delle grosse perle di occhio di tigre, e sta chino con la testa piegata sul cellulare. Ha un’enorme valigia finta LOUIS VUITTON® , con degli uccelletti rosa stampati su qua e là.
Il controllore gli parla in inglese e lui non risponde. Gli dice che ha un biglietto di prima classe e la prima classe è in testa.
Dopo cinque minuti il ragazzo inizia a guardarsi intorno, cercando dei numeri che non si vedono, e io gli dico, in italiano, che se vuole può spostarsi in prima classe. Lui capisce. Si sposta, lasciando il posto ad una donna africana che mi rende partecipe del suo amore per la musica e della conversazione telefonica in viva voce con un uomo dall’inglese incomprensibile.

riflessioni viaggiando in treno

Davanti a me c’è una coppia di americani: lei, braccio bianco bianco punti nato di rosso, scarabocchia qualcosa su un foglio stropicciato, copiando da una guida di Firenze e cerca aiuto nello spelling da lui, che se ne infischia e dorme.

E io sto qui, al 20A, cercando di farmi passare un anomalo mal di testa, leggendo per finta un libro che voglio finire al più presto per iniziarne un altro, nuovo e più divertente.
Mi ricordo quando da bambina quando mio padre mi portava nella grande traversata in cuccetta da una parte all’altra della penisola: era un’avventura sempre piena di scoperte.

Oggi le scoperte sono le persone.

Al 19D si è seduta una bellissima ragazza con lunghi capelli biondi. Grazie a lei ho capito dove è la presa elettrica: al centro ai piedi tra le due poltrone.

Mentre viaggio anche Love2lie è su un treno, in altra tratta, da un’altra parte d’Italia.
Mi fa pensare alle vite che talvolta si incrociano, altre volte scorrono parallele.
Mi hanno parlato di parallelismo personalista e non so cosa significhi.
Neanche internet mi dà una mano con il virgolettato. Come nel caso di problemi complessi, ho provato a smantellare in questioni più piccole l’analisi.

“parallelismo” definizione: figura retorica sintattica con la quale si sviluppa un’idea attraverso la successione simmetrica, in genere in coppia, con schema A B, A B (dove A rappresenta il verbo e B rappresenta il complemento oggetto), di brevi concetti o elementi grammaticali.

“personalista” definizione: chi tende a far prevalere sempre e soltanto il proprio punto di vista o interesse personale.

(“Personalismo” è una corrente di pensiero incentrata sull’esistenza di persone libere e creatrici. La centralità della persona come valore assoluto è alla base del personalismo.)

Non era un gran complimento. Certo suonava forbito, colto.
Penso che mi concentrerò sul segnalibro e sul suo messaggio: una cioccolata calda e cinque toffolette, anche se è maggio, perchè sinceramente di complicare il pane, come direbbe il bolognese Samuele Bersani, ne ho sempre meno voglia.

Soundtrack: Samuele Bersani – Giudizi Universali

 

16 Comments

  1. i viaggi in treno stimolano fantasia e riflessioni.
    Oggi sono di turno le riflessioni.Tutta bella gente quella che ti circonda.

    • rO rO

      Fai dell’ironia? Forse no. E’ una giornata un po’ strana, come il tempo, che alterna nuvole e pioggia ad un bel cielo azzurro.

      • Non mi sembra di fare fatto ironia. Ma mi limitavo a riflettere sulle tue parole, che hanno illustrato i comportamenti dei viaggiatori accanto a te. Oggi giornata all’insegna del variabile dopo la bufera di ieri pomeriggio.

        • rO rO

          Sì, scusami. Oggi variabile, hai ragione.

          • ma ci mancherebbe. Poteva essere una facile ironia la mia.

    • rO rO

      Grazie.

        • rO rO

          🙂

          • Ancora alle prese con Swann, vedo

            • rO rO

              Già. Ormai mi sento quasi in gara con chi l’ha letto. Devo finirlo, anche se le descrizioni lunghissime e la mancanza di concretezza mi stanno veramente annoiando.

              • Anche a me capita spesso la stessa cosa. Abbandonare un libro che ho scelto di leggere mi sembra una sconfitta, perfino presuntuosa, così mi capita di dover portare a termine la lettura per dovere.

              • Siamo nella stessa barca allora. Sto leggendo “Il piacere” di D’Annunzio che non sono mai riuscito a terminare, in dei punti è piacevole ma in altri di una lungaggine esasperante …

                • rO rO

                  Ecco, almeno D’Annunzio non mi sarebbe mai venuto in mente come possibile piacevole lettura.

                • Il piacere già sta nel titolo 🙂

  2. Mi piace viaggiare in treno proprio per la varia umanità che vi si incontra e (talvolta nostro malgrado, talvolta con simpatia) si ascolta. Trovo che il chiacchiericcio circostante favorisca la lettura, forse perché impone di aumentare la concentrazione.

Rispondi

Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: