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Ragionevoli e ingiustificati ottimismi

Anni fa, un giorno di marzo, ho scritto un post. Era un altro blog e erano altri tempi, sia chiaro. Facevo, con la scusa della rotondità anagrafica, un piccolo bilancio di quello che mi ritrovavo tra le mani risolvendo peraltro tutto in poche righe. Non sono mai stato uomo di molte parole e ho sempre odiato chi si prende troppo sul serio. Un bilancio a trent’anni, quello che feci allora, era un esercizio di stile e nient’altro.

Scrissi questo:

“Pensavo questa mattina, scendendo le scale di casa, che una volta, tanti anni fa, il compleanno era cosa davvero importante. Si facevano feste con regali e spesso ci si appartava con una compagna di classe (a 11 anni, dopo non è più successo) a darsi bacini sulle guance; erano giornate straordinarie che portavano, mai tradite,  grosse aspettative.

Ora le cose sono cambiate. Ti ritrovi a 30 anni che manco te ne sei accorto. Immagino che ci ritroveremo a 50 allo stesso modo. Ma va bene così.

C’è il sole.

Qualche anno fa mi sono laureato e ho finito di studiare.

Ho trovato lavoro subito. Un lavoro che mi piace.

Ho delle colleghe simpatiche.

Ho alcuni amici, né troppi né troppo pochi. Non li vedo molto. Ma così non mi stanco di loro.

Ho un futuro incerto davanti che guardo con ragionevole e forse ingiustificato ottimismo.

Ho L. e un cane immaginario.

Mi sembra, francamente, abbastanza.

Io sto bene.

Grazie a chi se n’è ricordato.”

Recuperando quel post scopro che sono passati più anni di quanto immaginassi e che anche per me le cose sono cambiate molto. Non molte. Solo  molto.

C’è la crisi e non c’era.

Ho cambiato lavoro e colleghi e sì, tornerei indietro subito.

Ho aggiunto amici e amiche che vedo e sento con discreta frequenza.

Ho un futuro incerto che mi ostino a vedere con ragionevole e ancor più ingiustificato ottimismo. Ho qualche problema con il presente ma sono consapevole che il presente non esiste. E’ già passato.

Ha ancora L.

Sto ancora bene.

Soundtrack – dEUS – suds & soda

31 Comments

  1. Sono contento di aver letto le tue parole, non so bene il perché, ma fra tutti gli invisibili segni più e segni meno del tuo riflessivo bilancio, il risultato è un bel respiro.

    • Fa Fa

      Ne sono felice, davvero. Ti ringrazio.

  2. L’importante è che il risultato sia sempre “sto ancora bene”.
    Per dire: al contrario di te ho qualche problema con il futuro ma per fortuna ho il presente, il futuro nascerà di conseguenza.

    • Fa Fa

      Io continuo ad illudermi che, per alcune cose, il futuro sarà un miglioramento. Credo di averne un disperato bisogno, d’illudermi.

  3. elinepal elinepal

    manco male!

    • Fa Fa

      🙂

  4. Peccato per il cane. 😆

    Io non so quanti anni ci passiamo io e te, ma credo sia un numero tra 15 e 20, a meno che questi non siano i tuoi anta, nel qual caso è di pochissimo inferiore.
    Io credo che la cosa piu’ importante sia quell’iniziale puntata. Ti auguro che sia sempre lì ogni volta che fai un bilancio.

    • Fa Fa

      Sono ancora negli enta. 🙂
      E sì, quella lettera puntata è tantissimo.
      Grazie dell’augurio che ovviamente condivido.

  5. Daniele Daniele

    Innanzitutto buon compleanno!
    La cosa che mi piace di più di quello che hai scritto è che il tuo futuro è ancora incerto. Sarà perché il mio lo è sempre stato, e solo per colpa (o merito) mio, ed anche io mi ostino a vederlo con ottimismo.
    Ti auguro un futuro incerto ancora per molto tempo, con alcuni punti fissi però: L., ad esempio, e magari un lavoro che ti soddisfi di più; ed altri a tua scelta.

    • Fa Fa

      Grazie Daniele,
      in realtà sono in anticipo di un paio di settimane, ma non sono superstizioso. 🙂
      Il futuro lo voglio vedere incerto perché ne ho bisogno e perché spero sempre in qualcosa di più e di meglio. Perché sono fatto così. I want more, come disse qualcuno.
      Il difficile,che poi è ciò per cui tendo a rallentare, è che poi quel “more” bisogna andarselo a prendere.:)

  6. Rob_svn Rob_svn

    credo che l’ottimismo non sia mai ingiustificato…anzi a volte è necessario per andare avanti, per stimolarti a fare cose che diversamente perderebbero ogni senso.. ognuno di noi vorrebbe realizzare i propri sogni ma a volte arrivi ad un punto in cui ti rendi conto che non è più possibile. A quel punto resta solo l’ottimismo e la consapevolezza che tutto ciò che desideri, forse, non era racchiuso in quel sogno ormai irrealizzabile ma è proprio davanti ai tuoi occhi..non so se sia riuscito ad esprimere a pieno il mio pensiero ma all’età di 25 anni, studente universitario, avendo già perso molti sogni e con i tempi che corrono ho imparato ad apprezzare le piccole cose e a viverle giorno per giorno.

    • Fa Fa

      Uso il termine “ingiustificato” perché c’è pur sempre una realtà con la quale fare i conti. E riconoscere che è tutto lì, che non c’è nient’altro, ecco, è doloroso. E allora ci abbandoniamo alla speranza e all’ottimismo. Funziona, secondo me. Siamo poi d’accordo sull’apprezzare le piccole cose. Che, se vogliamo essere banali, sono poi le più importanti. Come casa mia. Come un buon risotto, che potrei preparare questa sera. Con un buon bicchiere di Pinot. Grigio. 🙂

      • M2 M2

        Si dice che per l’ottimista il bicchiere di Pinot grigio sia sempre mezzo pieno, cosa puoi dirci in proposito? 🙂

      • Fa Fa

        Per un attimo, ma solo per un attimo, ieri sera è stato mezzo pieno. :)))

  7. Like anche e solo per la colonna sonora.

    • Fa Fa

      Bello sapere che qualcuno apprezza.
      Canzoni che segnano esistenze. 🙂

  8. rO rO

    Tutta sta storia per dire che per il tuo compleanno vuoi un cane!! Un arruffato bastardino ti potrebbe piacere? O preferisci un dalmata? Non è che poi facciamo diventare questo blog un covo per gattare e cinofili? :))

    • Fa Fa

      Decisamente l’arruffato bastardino!
      Sai che io sto sempre dalla parte degli ultimi! 🙂

  9. io invece sono vivo. e mi basta. A te sembra che ti manchi qualcosa, il più sentito sembra lo sguardo sul futuro…
    Sicuro di volerlo veramente?
    Un saluto

    • Fa Fa

      Non ho capito. A te basta l’essere vivo, a me no. Io sto bene perché ho alcune cose che mi fanno stare bene. Certo che manca qualcosa, credo sia chiaro da quello che ho scritto. Ma lo sguardo sul futuro è guardare l’orizzonte senza vedere niente. Per definizione. Non siamo tutti aruspici.
      Sicuro di volerlo veramente cosa, il futuro?
      Che domanda è?

      • Vivere non è solo respirare ma è anche emozionarsi, amare, soffrire, disperarsi, faticare, sudare, ridere, scherzare, piangere. Prendere la vita stessa in pieno petto.

        Io non penso poi che vedere nel futuro sia guardare l’orizzonte senza vedere niente, anzi! Si vede pure troppo! Milioni di possibilità, miliardi di opportunità. Vite che potresti vivere e vite che non vivrai mai (forse).

        E la mia domanda è rivolta all’essere sicuro di volere ciò che più si desidera o ciò che più manca (o pare di mancare) nella propria vita. Tante volte mi impunto su cose che reputo necessarie, ma sono in realtà irrilevanti o superflue alla vita. E le domande più ingenue sono forse le più importanti, per quanto banali.

        Ma forse ho letto solo distrattamente il tuo post e volevo solo ragionare (con te) a voce alta sul tema del vivere e dell’ esistere.

        A presto,
        J.

        • rO rO

          E sì, mi sa che il post di Fa l’hai letto distrattamente. Perchè Fa non ha problemi di vita, anzi. Forse gli capita al lavoro di coprire spesso gli stessi percorsi, ma ha passione, sorrisi, sguardi, sentimenti. Non è propenso al rischio, ma questa cosa talvolta è saggezza, non poca vita. Suona, legge, scrive su un blog. Certo, capita che abbia giornate in cui si lamenta, ma è curioso e forse presto farà giardinaggio e andrà in una nuova palestra. E Fa ha pazienza, per vivere.
          Il succo è qui: “Ho un futuro incerto che mi ostino a vedere con ragionevole e ancor più ingiustificato ottimismo

          • Rileggo meglio la prossima volta 🙂

            Però il futuro non è poi così incerto se guardiamo a quello che siamo, sappiamo fare e possiamo fare. No? Secondo me l’ottimismo è più che giustificato 😀

            • rO rO

              Razors pain you. Rivers are damp.
              acids stain you. And drugs cause cramp.
              Guns aren’t lawful. Nooses give.
              Gas smells awful. You might as well live.
              :))

      • Fa Fa

        Ro, che citazioni coltissime!
        Meno male che ci sei tu ad elevare questo spazio… 🙂

        • rO rO

          In realtà io sto approfittando di un tuo post per parlare di cose mie! Tra un po’ inizierò a dirigere la conversazione sull’abbigliamento della perfetta cavallerizza!

  10. E’ una fortuna fare bilanci lunghi anni e ritrovare le cose fondamentali. Anche covando un desiderio profondo di tornare indietro per un fugace rivivere il benessere.
    Dici bene, quando affermi che il presente è già passato. Molti non se ne accorgono, eppure lo sbandierano, evidenziandone aspetti che col tempo perderanno colore ed emozioni che si raffredderanno – raffreddando anche chi le prova.

    L’ottimismo ingiustificato è forse lo spirito adatto per andare avanti; ma sono altri discorsi. Io sono solo una delle voci fuori dal coro, che rifiuta di tornare a dare il ‘la’.

    A rileggersi.

    • Fa Fa

      Le voci fuori dal coro sono quelle che preferisco.
      Io, per citare a caso, continuo a “sorridere a queste nuvole”.
      Grazie del commento. 🙂

  11. In un mondo dove l’adagio lamentoso è il tempo che va più di moda le tue parole suonano neanche come un allegro, proprio come un bel presto. Apprezzato

    • Fa Fa

      Io mi lamento molto. Anche troppo. Di una sola cosa e solo con le persone che mi vogliono bene e hanno la forza di sopportarmi. Questo lo dico per onestà.
      Bisogna d’altra parte riconoscere che per certi versi la mia vita è meravigliosa.
      Grazie dello splendido commento.

  12. In fondo i bilanci esistono per essere rivisti e confrontati con il tempo che passa, no?

Comments are closed.

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