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Perseverare autem diabolicum

Prendo spunto dal punto 1 di 4 di cui parla rO nel suo ultimo post sul film The Ugly Truth. “l’uomo è incapace di crescere, cambiare o migliorare”.

Già in passato ho scritto che ritengo le persone incapaci di cambiare. Esistono casi accertati e miracolosi, non posso negarlo, ma in linea di massima siamo come siamo e così restiamo. Parlo ovviamente di tratti importanti del carattere, non di piccoli comportamenti quotidiani che, tutto sommato, sono facilmente modificabili. Vorrei specificare inoltre che, a mio parere, dimagrire o ingrassare non vuol dire esattamente cambiare. Non come lo intendo io qui. Qualcuno, a proposito di uomini e piccoli comportamenti quotidiani, ha parlato addirittura di addestrarci. Esagerazioni. E poi, magiare dalla ciotola inginocchiati sul pavimento è davvero scomodo.

Voglio allargare il ragionamento: non voglio tornare su noi uomini e su quelli che le donne considerano normalmente nostri difetti. Sostengo la tesi che siamo tutti, uomini e donne, incapaci di imparare dal passato, dai nostri stessi errori, da quello che si è rivelato impraticabile un solo minuto prima. A sostegno di questa tesi basterebbe qualche considerazione sul risultato delle ultime elezioni politiche, per dire, ma questo blog si è dato una missione che non è quella di deprimere chi legge.

Sono andato in palestra. L’ho fatto per alcuni mesi una decina di anni fa. Una decina di anni fa ho ampiamente appurato che odio andare in palestra. Apprezzo l’attività fisica e apprezzo come ti fa sentire ma l’ambiente mi risulta insopportabile. Capita la lezione, qualche anno dopo, sono tornato in palestra. Altri 3 mesi e qualche centinaio di euro per capire, di nuovo, che la prima volta non era chiaro, che odio la palestra. Ho smesso, Qualche anno dopo, cosa ve lo dico a fare che tanto avete capito, sono tornato in palestra. Stavolta a fare un corso di Krav Maga. Volevo far domanda per entrare nel Mossad, ma dopo 3 mesi e qualche centinaio di euro ho notato la palestra.

Appena rimetterò piede in una palestra, sono certo che succederà, mi renderò conto di quello che ho fatto e inizierò a sbattere violentemente la testa contro la parete di specchi che son lì per quello, mica per farvi godere, donne, della vista dei vostri glutei molto sodi.

Conosco persone che continuano a percorrere le stesse strade da anni senza ottenere nulla. Anche le cavie da laboratorio, senza il nostro cervello, per tentativi ed errori, riescono ad uscire dal labirinto. Serviranno alcuni tentativi, ma l’avranno vinta. Noi invece, che siamo esseri intelligenti, reiteriamo gli stessi errori e ci stupiamo che il risultato sia sempre lo stesso. Il classico comportamento alla Homer Simpson.

Come quando, un po’ più giovane di adesso, esageravo con l’alcol e mi ripromettevo, abbracciato al wc e vomitando l’universo, che sarei stato attento a non esagerare più. Certo.

A me pare, per quello che vedo e per quello che vivo, che siamo davvero poco capaci di imparare dal passato e dai nostri errori. La verità è che continueremo a fare quello che ci piace. E va benissimo così. Che star male pare una missione, per alcuni di noi.

Ma se mi chiedete, senza tanto faticare, vi regalo il cilicio.

Soundtrack: Alexi Murdoch – All my days

32 Comments

  1. Daniele Daniele

    Mah, da semi-sbronzo e in procinto di andare a letto, dico che non sono completamente d’accordo. In parte però sì.
    Diciamo che gli errori che ci hanno fatto molto male tendiamo ad evitarli, successivamente, con più impegno. Poi magari ci ricaschiamo lo stesso.
    Sulle sbronze invece no. Devo avere pregato dio, promettendo di convertirmi dal mio convinto ateismo, un numero imprecisato di volte, sempre abbracciando la tazza in preda a conati devastanti.

    • Fa Fa

      Mi piace molto l’idea di lettori come te, in piena notte e semi sbronzi.
      E sono lieto di sentire che non sono l’unico ad aver pregato dio abbracciando la tazza in preda a conati devastanti. 🙂

      • Daniele Daniele

        Per me è l”inconfutabile prova che non esiste. 😉

  2. Io credo che più che a imparare dagli errori, la vita ci insegni a smussare gli angoli più acuti. Mi spiego, nulla può impedirci di ributtarci in qualche situazione sbagliata, ma in itinere (mentre cioè sbattiamo la testa) diventiamo man mano più capaci di farci meno male. Impariamo a cascare, insomma… (e ancor meglio a rialzarci) 🙂

    • Fa Fa

      Mi piace questa interpretazione. Continuiamo a sbattere, ma impariamo a farci meno male. Sì, direi di sì. Siamo davvero divertenti, no? 🙂

      • Sì, beh, siamo divertenti, ma non come i mosconi che continuano a sbattere contro il vetro della finestra. Più che altro, le cose lineari non ci interessano quasi mai (magari è anche giusto che sia così), perciò scegliamo di perseverare in cose meno stabili ma più emozionanti. Morale della favola: ci becchiamo lividi, ci lecchiamo le ferite e piano piano induriamo la scorza. Tutto, alla fine, anche senza perdere d’importanza, diventa meno impervio da superare 🙂 Assume la sua giusta forma e dimensione.
        Certo, a patto che affrontiamo la vita con un po’ di sale in zucca e non prendiamo le cose come fossimo ancora quindicenni in calore 😀

        • Fa Fa

          Hai centrato il punto: il sale, la zucca. Non tutti, non sempre, ma a volte tendiamo a dimenticare la razionalità. E’ vero che seguiamo la via che ci dà emozione. Pur consapevoli che potrebbe essere dolorosa.

        • rO rO

          Mi piace proprio questa riflessione.

  3. Nessuno di voi, per caso, s’è mai inginocchiato, sbronzo, in un campo arato, nel cuore della notte gridando e implorando dio di farlo diventare un po’ più furbo di così? Ehm ehm…

    Avrei tante cose da dire riguardo al cambiamento, ma qui non ci riesco purtroppo. Sento solo di poter ammettere senza pentimento come per cambiare completamente esistenza, approfondire se stessi nella consapevolezza e tralasciare molte delle nostre miserie definitivamente, in alcuni frangenti della vita possa bastare uno schiocco di dita. Solo dopo si è realmente nati, circondati dai cadaveri delle nostre nevrosi, liberi di celebrare questo dono stupendo che chiamiamo vita. Di lì in poi sarà come la caldaia di un treno a carbone, ci sarà continuamente da spalare se stessi per restarlo, è fatica. Ma almeno non c’è più da spalare tutta quella m**da.

    Adesso indosso una tunica, mi dipingo un terzo occhio in fronte, levito a due spanne da terra e mi dirigo in piazza a bere un caffè.

    Che il buon sabato sia con voi, cari.

    • Fa Fa

      Certo che l’immagine di te nel campo arato è spettacolare.
      Credo che ognuno di noi abbia paccate di racconti, in questo senso, grazie all’alcol.

      Buon sabato anche a te.
      E grazie del commento. 🙂

    • rO rO

      Campo arato dice? Mmm, no, mai. Forse Fa magari. Io no. Ho fatto la scuola dai preti.

  4. Simpatico il tuo post. Questo mi spinge a porti una domanda: come faccio a migliorare me stesso imparando dai miei errori, quando grosse cavolate non ne ho mai commesse in vita mia? Ho smesso di fumare 40 anni fa; dopo la prima e unica sbornia giovanile non ho più toccato alcolici, ho cominciato a frequentare due volte la settimana una palestra a 70 anni insieme a un gruppo di signore più vecchie di me giusto per tenere tonica la mia stanca muscolatura. Pur con tutto ciò a mio favore, continuo a compiere azioni stupide.
    Che mi manchino i giusti anticorpi per difendermi da me stesso? Che sia, invece, la sfiga a perseguitarmi e a farmi salire, senza prendere precauzioni, su un’infame sedia, per poi cadere e fratturarmi una spalla?
    Vallo a sapere!!! Ahahahah
    Nicola

    • Fa Fa

      Ciao Nicola!
      La sfiga esiste, non c’è che dire. Diciamo che per la spalla non credo tu abbia responsabilità. Dici che anche io a 70 anni potrò tornare in palestra e farmela piacere? Vedremo. 🙂

      • rO rO

        Speriamo anche prima! 🙂 e poi c’è lo squash!

  5. A me piace pensare che certi angoli possano essere smussati, che certe stanze un po’ in penombra possono essere invase dal sole e che quelle troppo esposte a sud, possano essere riparate da una tenda, certo, nulla è senza fatica e perseveranza…bella la song

    • Fa Fa

      La questione sta tutto in quel “nulla è senza fatica e perseveranza”.
      A volte è davvero tutto troppo faticoso. Desistere è un attimo.
      Serve disciplina e forza di volontà. Che io spesso non ho. 🙂

  6. Giuliano Gaiba Giuliano Gaiba

    Ciao molto carino il post e mi fa pensare. E’ vero ci ricadiamo spesso ci riproviamo e poi cadiamo di nuovo. Io portò la mia esperienza io credo che si possa cambiare, superare se stessi solo in un rapporto, non da soli ma incontrando un lui o una lei che per fascino o amore ti travolgano. Tendi ad essere un po’ più come loro desideri essere diverso e fidandoti ti fai prendere per mano. Questo in un amore o in un’amicizia grande e’ stata la mia esperienza. Grazie del post ciao

    • Fa Fa

      Credo sinceramente che l’unica cosa in grado di far cambiare le persone siano i rapporti umani. Amore, amicizia. Diciamo che è più facile migliorare per qualcun altro, che farlo per se stessi. Grazie del commento.

      • M2 M2

        Forse non l’unica, ma quel che dici è molto molto vero, per fortuna. Altrimenti i rapporti umani sarebbero sterili e sconfortanti, senza alcuna occasione di miglioramento per le persone.

  7. siamo tutti dei serial pirla!! 😀

    • Fa Fa

      :))))

  8. M2 M2

    Ho un libriccino simpatico, che s’intitola “Meditazioni per uomini che non fanno nulla e farebbero anche meno” (o qualcosa del genere) in cui c’è un passo che dice: “io sono un essere umano e posso cambiare, forse posso cambiare anche questo fatto” (o qualcosa del genere) 🙂 Il che per me è un modo scherzoso per sottolineare una realtà, cioè che il cambiamento è parte di noi e della nostra vita, anche se certi aspetti del carattere e bisogni fondamentali restano costanti a meno di esperienze molto forti o di un lungo lavoro su se stessi. Adesso mi ci vuole del Talisker…

  9. rO rO

    Fa, Crack che?? Attaccare l’avversario prima di essere attaccati? Tu perché sai queste cose? Cosa fai dopo le tue riunioni notturne?

    • Fa Fa

      Ci sono cosa della mia vita che non ti ho mai raccontato.
      Tipo che lavoro per la CIA. Il Mossad m’ha scartato per scarsità toracica. 🙂

  10. Silver Silvan Silver Silvan

    Prostituirsi, è diabolico. Cambiare significa prostituire la propria natura per avere un qualsiasi vantaggio. Chi cambia non si piace e non si accetta. Quando ti piaci davvero non cambieresti una virgola di te. E puoi fare a meno di prostituirti.

    • rO rO

      Ci sono persone che hanno la fortuna di essere se stesse e diverse da sé nel tempo. Esse non si prostituiscono, sono poliedriche, come un caleidoscopio, come la natura.

      • Silver Silvan Silver Silvan

        La pioggia è pioggia, il sole è sole, la terra è terra, ecc. In natura la poliedricità non esiste. Quella è frutto di artificio calcolato. Ha l’apparenza di qualcosa. Ma NON è quel qualcosa. Come un gaio cesto d’amore che amor non è mai, insomma. E non la vedo come una fortuna, quella, la vedo come una bella sfiga. Io non vorrei mai essere così.

        • Silver Silvan Silver Silvan

          Nel momento in cui è estate non è più primavera. Se il seme diventa frutto non è più seme. L’acqua del mare non è più acqua di fiume. Non si può essere più cose contemporaneamente. Se non si è qualcosa, si è niente.

        • rO rO

          Primavera, estate, autunno, inverno; il cielo è blu, giallo, grigio e talvolta rosa o verde; l’acqua del fiume è dolce e sfociando diventa salata. I semi diventano frutti, i salmoni cambiano sesso. Vediamo le cose diversamente.

  11. Silver Silvan Silver Silvan

    Non bastasse, questa colossale pippa del cambiamento imperversa ovunque da mesi. Se ne sono appropriati a tutti i livelli, a cominciare dalla pubblicità. Detesto le mode e la massificazione dei concetti. Se tutti cambiano credo proprio che rimarrò uguale. A me stessa. Diventare una mutante non mi interessa manco un po’.

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