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Partiti e tessere

Oggi stavo riflettendo se farmi la tessera a un partito. Ho sempre votato, ma non sono mai stato iscritto in nessun partito, movimento o circolo, nemmeno alla bocciofila.

Non sono politicizzato, sono disilluso dalla pochezza e dalla connivenza della nostra classe dirigente, ma sono un cittadino consapevole e rifuggo l’astensionismo. Mi informo, penso, valuto e mi esprimo nelle forme costituzionalmente previste (la Marcia su Roma non è nel mio stile, troppo traffico sul raccordo anulare).
Ergo, mi sono messo a tavolino a riflettere se potrei collocarmi in una qualche parte dell’emiciclo parlamentare.

A descrivermi, oggi, direi di essere: europeista, democratico, laico, riformista.

elezioni

Posso rientrare in qualche formazione?

Movimento 5 Stelle. Mah. Una volta stavo per votarli. Non si sono mai dotati di un vero statuto democratico, a mio avviso. Spergiurano la restituzione delle indennità di funzione dei loro parlamentari (in questo caso il mio è un plauso, ovviamente), però in realtà non pubblicano nemmeno un vero bilancio di partito, per quello che vale un bilancio di partito, ok. Hanno quell’alone di mistica sottomissione al capo-deus ex machina che mi ispira proprio poco e mi puzza di totalitarismo. Nutro simpatia e interesse per il loro impegno di rottura su certe lotte, in alcuni casi avendo il mio pieno appoggio, ma nella vita non si può solo rompere.

Centro-destra (non so neanche il nome, l’egida, con cui definirla). Se non mi ispira la devozione del grillismo, figuriamoci il berlusconismo spinto all’eccesso. Di per sè, parlando di contenuti (lo so, nella politica italiana si deve tifare, non parlare di contenuti) io sono anche favorevole al liberismo, seppur castrato. La Mano Invisibile di Smith è solo la mano morta delle lobby e delle banche.

Centro-destrissima. Manca l’europeismo. Non ho la patente per le ruspe.

Destrissimissima. Sono nipote di partigiani e mi piace chi mette anche vestiti colorati, non solo il magico duopolio bianco/nero.

Centro. Mio padre è stato rosso-scudato. Ho letto troppi libri sulla Prima Repubblica per non pensare che il clientelismo della Seconda e della Terza non si sia formato sotto il suo cattolico regno. A prescindere da questo, oggi il Centro è solo la pletora di nessun valore e nessun ideale da convincere nelle coalizioni di Governo per poter formare l’esecutivo di turno. E a me la neutralità e l’ignavia danno prurito.

Centro-sinistra. Io ho votato PD alle ultime elezioni (c’era già l’euro ai tempi o ancora la lira? I nostri padri costituenti si staranno rigirando nelle tombe), però come extrema ratio. Sbuffando. Sperando fosse il male minore. Renzi temo sia un Berlusconi 2.0 e ogni volta che sento una sua uscita spericolata in Tv sento rimbombare nelle orecchie quel “fu fu fu” che è il motivetto musicale che accompagna gli sketch della “Inc. Cool 8” di Maurizio Crozza.

Centro- sinistrissima. Stucchevoli. Sanno di essere anacronistici e se ne compiacciono. Vivere fuori dal mondo non ha sempre i suoi svantaggi: il rosso non passa mai di moda come colore delle magliette. Hanno insita quella Guzzanteria tipica di chi professa concetti di sinistra socialista con il portafogli ben ancorato a destra.

Sinistrissimissima. Belli loro. Utopici. Disorientati. Ormai usano la falce per piegare il ferro e il martello per mietere il grano. Ma non è nemmeno colpa loro. Marx aveva delle idee affascinanti, positive tutto sommato, poi però ti svegli nel 2000 con Putin che è un plutarca che ha in Berlusconi il suo migliore amico. Non è facile essere esodati dalla propria realtà territoriale.

Alla fine cosa mi resta? Le liste civiche alle amministrative, che sono come le t-shirt nere e stanno bene su tutto? Un blando palliativo.

Sconsolato, rincasando mi sono finalmente deciso e ho rinnovato la tessera. Della libreria.

26 Comments

  1. ottima decisione rinnovare la tessera della libreria. Hai due vantaggi. Il primo ti scegli i libri che vuoi. Mica te li possono imporre. Sei libero di prenderti le tue cantonate. Al massimo il libro finisce nel fuoco e poi non fa danni. Il secondo è che entri in libreria di tua spontanea volontà, senza nessuno che ti minacci.
    Per il resto che dire? Non ho mai disertato le urne, trivelle comprese, mai avuto tessere e mi sa che sarà un bel dilemma le prossime votazioni, referendum escluso lì le idee sono chiare: NO.

    • Il “no” sarà solo per Renzi?

      • No, perché è una buffonata la riforma del senato. Non è vero che sia a costo zero, visto che prendono comunque dei soldi per non svolgere il mandato che li hanno eletti in comune o in regione. Ma poi sarebbe troppo lunga citare anche gli altri guasti.

        • Io non ho ancora deciso. Alcune cose le farei. L’aver fatto del voto sulla riforma del testo legislativo base di un paese democratico un voto politico è assurdo (nonchè, secondo me, quasi incostituzionale), ma soprattutto estendere le immunità assolute parlamentari alla casta politica più arraffona e inquisita della Seconda repubblica (i consiglieri regionali) è una follia. Indi per cui, sono indeciso.

          • No, io ho deciso. Il testo omnibus o si prende tutto o niente mi induce al NO. Concordo trasformare il voto referendario in un voto sull’operato del governo è folle e credo non pagherà.
            Ma è soprattutto la riforma, ma non solo, del senato a non convincermi. Non è chiaro come vengono eletti, non è chiaro come vengono sostituiti visto che elezioni regionali e nazionali non si svolgono insieme. Insomma un bel pasticcio che non depone a favore della riforma. Inoltre non rende un paese migliore, perché, se si voleva, era sufficiente togliere al senato il voto di fiducia al governo, ridurre il numero di senatori e deputati per rendere più snello il tutto. Infine quello che non mi piace è il modo strisciante di cambiare l’ordinamento costituzionale. Come? Il presidente della repubblica diventa un semplice notaio, ancora di più dell’attuale. Il primo ministero fa quello che fa Obama e merkel messi insieme. E questo senza un’informazione corretta.

  2. Almeno una di queste scelte si stava levando dal cazzo senza nemmeno chiedere troppo.
    Io la tessera degli amici di superpippo me la tengo stetta.

    • rO rO

      Ti ci vedo a leggere Super Pippo! Ah ah ah

    • In Italia qualcuno si stava levando dalla poltrona da solo? Di chi parliamo?

      • Sì, per passare a miglior vita.

        • Quanta acrimonia verso Silvio nazionale. Dimentichi che nel 94 è sceso in campo anche per te?

          • Dimenticavo, in effetti. Avesse mai passato una zoccola, dico una.

  3. rO rO

    Mi sa che abbiamo idee simili. Io sto bene con le magliette nere: sfilano.

    • Non indurmi in becere repliche sulle magliette nere dal dubbio gusto.

      • rO rO

        Se porti i capelli raccolti stanno sempre bene. Sviliscono solo se porti i capelli sciolti e non sei bionda come la Barbie

        • E se sei calvo e con la maglietta nera?

  4. Ma l’anarchia l’abbiamo esclusa? Non prendiamo in considerazione neanche un po’ l’autonomia e la libertà dei singoli?

    • Anarchica borghese che non sei altro.

  5. Una bella disamina, mi trovo anch’io di tanto in tanto in mezzo a cotali ambasce, ovvero ogni volta che ci sono delle elezioni.
    Io tendenzialmente sono di destra, conservatore con un forte senso dello stato. Poi però guardo quel che c’è a destra da vent’anni in qua e mi viene da piangere. Sull’altra sponda non è che si rida, o meglio lo si fa per non piangere anche lì.
    La virtù si dice stia nel mezzo, ma come hai giustamente osservato, il centro si è ridotto a una pletora di partitini che cercano di contare qualcosa offrendosi a guisa di pesetti di complemento sulle bilance.

    Bachelorette mi ha rubato le parole di bocca (pardon, di tastiera), perché in effetti anch’io notavo come non avessi accennato all’anarchia socialista, che di per sé è un bel concetto. Peccato che si basi sull’autonomia consapevole e la capacità dei singoli di autogovernarsi, e guardandomi intorno, mi rendo conto che forse è un’utopia ancora più grande della democrazia diretta.

    Non parrebbero rimaste alternative fuorché una dittatura militare (anche no, grazie, sono figlio di un’orfana di guerra) o un’oligarchia illuminata, se non fosse che questa ce l’abbiamo già, si chiama chiesa cattolica. Oligarchica lo è di certo, sul fatto che sia anche illuminata ho le mie grosse riserve. E quindi? Opto a mia volta per la tessera della libreria, che almeno mi garantisce uno sconto fisso, quanto basta per farmi contento. Alla fine è sempre il portafoglio ad avere l’ultima parola.

    • A me l’oligarchia ha sempre affascinato. Certo, come hai giustamente detto tu, si dovrebbe basare su un ceto di illuminati gestori della cosa pubblica. Quindi scendiamo coi piedi per terra.

      Non ho citato l’anarchia perchè la mia disanima era limitata a quelle ideologie che sono attualmente rappresentate in parlamento. Magari mi sbaglio, ma non credo ci siano partiti espressione di anarchia in giro. Che poi, un anarchico voterebbe qualcuno per farsi rappresentare in Parlamento, il luogo per eccellenza della secolarizzazione del potere? Io gli anarchici me li immagino sempre come V per Vendetta.

      • Non ti sbagli, lo sviluppo del tuo post si riferiva alle attuali forze parlamentari, come avevi enunciato. Sono io che ho… debordato 🙂

  6. Non ti resta che una tessera, quella sindacale.

    • rO rO

      Oddio…

      • Non temere. Il sindacato non morde. Ma sarei insincero se affermassi che, anzi, abbaia soltanto. Fa entrambe le cose, ma in maniera diversa rispetto al passato. Mordicchia e guaisce. talvolta latra, e azzanna, se provocato. Peccato manchino le tessere. Quindici euro al mese uno se li spende in sigarette. Cascasse il mondo, al condannato piace fumare sempre l’ultima. E poco importa derogare la fine del suddetto al giorno che viene. Una tessera tra le labbra non vale una paglia che brucia.

        • rO rO

          Io non fumo. Non bevo neanche whisky in verità.

            • rO rO

              Lo so, lo so. Che poi mi chiedo dove le trovi tu le spume.

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