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Padri guerrieri

Uno degli argomenti che mi appassiona in questi giorni di marzo è la voglia degli uomini, intendendo con questo termine il genere umano di sesso maschile, di procreare ed essere padre.

Non mi interessa affatto la questione di genere, nota ormai a tutti grazie alla stampa, ai telegiornali, ad internet e ai seminari serali nelle scuole cattoliche che poi chiedono un obolo per la sala e invitano all’acquisto del libro del relatore.

Mi interessa invece il rapporto dei padri con i loro pargoli tra i tre mesi e i due anni.

Ricerca su Google:

  •  434.000 risultati per la ricerca “Mio marito non mi aiuta con la bambina”
  •  329.000 risultati per “Mio marito non mi aiuta con il bambino”
  • 121.000 risultati per “Mio marito non mi aiuta con il neonato”.
  • 544.000 risultati per “Mia moglie non mi aiuta con il bambino” ! ! !

Ho riscontrato molti casi di uomini che improvvisamente, a pochi mesi dal parto, convengono che sia solo nella natura della donna il dedicarsi a passare il tempo con la propria creatura, in quanto ancora incapace di parlare, camminare e giocare alla playstation. Con sbalorditivo cambio d’abito, il premuroso compagno attento ad ogni bisogno della puerpera, diventa il sostenitore più accanito dei diversi ruoli nella coppia e, elevandosi a sapiente, con affermazioni erudite ricorda l’etimologia di “donna” in “domina”, cioè signora, padrona, creatrice e quindi tuttofare.

Riscontro alcune situazioni, per niente rare, in cui il padre ritiene che il fine settimana, dopo lunghe giornate di lavoro concluse con l’obbligatorio aperitivo serale con colleghi e capo, piuttosto che con commissioni non meglio identificate che non permettono il rientro alla maison prima dello scoccare delle ore 20.00, gli sia dovuto il riposo del guerriero (*risale ad un libro del 1958!), come cioè se ci si potesse scollegare da ogni parentela e responsabilità in virtù del principio della sacrosanta libertà personale.

Accade di vedere il neo padre sulla poltrona in postazione gioco, con auricolari inseriti, fisso sullo schermo, fronte muro e un bimbo che gattona sotto di lui, tirandogli il piede in cerca di attenzioni, e che tutto inneschi il nervosismo, prima contenuto e poi esplosivo, di una mamma attenta che non desidera che il proprio figlio si ricordi di essere stato trascurato e sicura di non aver scelto anni prima la strada della madre single.

E’ veramente difficile trovare il modo di interagire per diverse ore con un bambino piccolo senza cancellare il proprio tempo di riposo?

Credo che tutto funzioni quando c’è moderazione e soprattutto se le passioni del padre possono iniziare a coincidere con quelle del figlio o viceversa.
Per fare questo il figlio potrebbe essere la passione del padre, per esempio, e in alternativa ci sono le passeggiate in carrozzina all’aperto, il nuoto e tanta fantasia, compresi quegli antichi passatempi, come il leggere un libro ad alta voce, il tutto per godersi il proprio figlio senza rimpianti.

E se una discussione tra genitori non chiarisce come procedere, non resta che provare ad adottare il metodo di Sandra Dee in “Come addestrare il tuo cucciolo”!

 

11 Comments

  1. syd syd

    “ C’è una strana malafede nel conciliare il disprezzo per le donne con il rispetto di cui si circondano le madri. È un paradosso criminale negare alla donna ogni attività pubblica, precluderle la carriera maschile, proclamare la sua incapacità in tutti i campi, e affidarle l’impresa più delicata e più grave: la formazione di un essere umano. Ci sono molte donne a cui i costumi, la tradizione negano ancora educazione, cultura, responsabilità, attività, che sono privilegio degli uomini e nelle cui braccia, ciò nonostante, si mettono senza scrupoli i figli, come prima le si consolava con delle bambole della loro inferiorità nei confronti dei maschi; si impedisce loro di vivere; in compenso, si permette loro di giocare con bambole di carne e d’ossa. Bisognerebbe che la donna fosse perfettamente felice o che fosse una santa per resistere alla tentazione di abusare dei suoi diritti ”

    Simone de Beauvoir, “Il Secondo Sesso”

    • annw annw

      Interessante citazione. Il mio post non voleva in realtà pendere a favore di uno o dell’altro sesso, da qui la nota sulle ricerche di Google. Quanto ai bambini come bambole, Simone de Beauvoir faceva dell’ironia molto spinta.

      • syd syd

        Certo, no. Infatti hai confezionato un post lodevolmente equilibrato. Ma ci sono atteggiamenti a dir poco egoistici (nonché infantili) di tanti miei consimili maschi che mi hanno sinceramente stancato – e in tema di paternità, è un fastidio elevato a potenza. Per questo ho deliberatamente voluto far pendere la bilancia citando una donna fra le più acute, toste e trasversali del secolo scorso (ironia tagliente e metafore spintissime comprese).

    • syd syd

      Messa la citazione, per quanto inerente in modo indiretto. Dal canto mio, mi sento di aggiungere questo: un padre la cui passione principale e più forte non sia il figlioletto (o figlioletta) è solo un genitore biologico, ma non è un vero padre. I “padri guerrieri” sono quelli che combattono per stare con i loro figli (e al diavolo gli aperitivi e tutto il resto), non quelli assenti a cui non si deve chiedere nulla. I guerrieri sono parte della battaglia: sono fanti, sono spadaccini o fucilieri, sono soldati di trincea, non certo muti generali in comando.

      • annw annw

        Devi essere un padre spettacolare! Conosco diversi padri che riescono a tenere un ottimo equilibrio tra le proprie personali passioni, la propria compagna, i figli. Talvolta non so veramente come facciano ma li ritengo esemplari.

  2. bellissima riflessione e sociologicamente interessantissima la tua ricerca su google. anche la mia sensazione è che siano diversi gli assunti: passami il concetto, “più oggettivi” nei primi tre casi, di percezione, e quindi “più soggettiva” l’ultima ricerca.
    a monte di ciò, c’è un qualcosa di “ontologico” nella frase per cui mi chiedo dove, in che punto dell’evoluzione, qualcosa sia andato storto: il concetto dell’aiutare. l’uso di “aiutare” contrapposto al “fare insieme”. un po’ come quei padri che dicono: “stasera mia moglie è fuori, faccio il baby-sitter”. ecco, sono quelli i casi in cui mi dico che no, non è obbligatorio avere figli. alla fin fine, è la biologia che ci frega, a noi.

    • annw annw

      Ti ringrazio. Hai dato perfettamente seguito ai miei pensieri. Parlare di figli poi non è come discutere del parrucchiere: quel “faccio il baby-sitter” (bruttissimo) è ben altro che dire “vorrei tagliare i capelli” (e poi te li taglia il parrucchiere).
      Mi piace molto quello che scrivi sul fare insieme: lo ritengo importantissimo in generale nella vita di coppia, così come talvolta il NON fare insieme, e tanto più relativamente alla crescita ed educazione dei figli.

  3. metalupo metalupo

    Un bambino piccolo annulla la tua personalità e il tuo esistere come essere senziente?
    Assolutamente sì.
    I papà del ventunesimo secolo ancora non aiutano le mamme nella gestione?
    Palla sovrumana.
    Le mamme del ventunesimo sopracitato che si lamentano si meriterebbero i NOSTRI padri, quelli che fino all’età da stadio il figlio era un essere misterioso piuttosto rompicoglioni.

    • annw annw

      Mi pare un commento leggermente arrabbiato. Io credo che nessuno si meriterebbe i padri che fino all’età da stadio non riconoscono i loro figli.

  4. nuova firma o vecchia con nuovo nome.
    Post interessante perché apre un vaso di pandora. Io mi tiro fuori, perché a suo tempo non ho mai mancato di attenzioni la cucciola che era nata. Come? Svegliandomi nel cuore della notte per aiutare mia moglie nel compito di darle da mangiare – scaldando il latte e pesando la pupa – anche se ero arrivato alle dieci di sera e sarei ripartito alle sette del mattino.
    Però leggo molte lamentele di quelle che hai scritto. Forse sono un padre anomalo. 😀

  5. Esistono specie animali in cui lo svezzamento e la cura della prole è condivisa, altre nelle quali è demandata esclusivamente alle madri.
    In una coppia collaborare è tutto, ne convengo, ma temo che troppe aspettative disattese scontino un’eccessiva fiducia nel posizionamento di parecchi nostri simili sulla scala evolutiva 🙂

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