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La manutenzione piacerebbe ad Alberto Angela?

Sono di nuovo su un letto non mio.

Sole, sedici gradi, scalo a Monaco, una birretta alle dieci del mattino non ha mai fatto male a nessuno, e poi incontro sulle politiche energetiche in Danimarca.

Ieri sera ho comprato il latte, almeno il latte, perché il caffè senza il latte non mi piace più. Ho fatto appena in tempo a sciogliermi i capelli alla vista dell’A4 parcheggiata, che dentro al minimercato ho trovato lui, C., il mio vicino di casa, quello bello. Così ho attaccato bottone. Oh, be’, stava come sempre, bello, ma i miei sogni sono sempre più grandi della realtà, così lui, davanti allo scaffale del tonno in scatola, mi è sembrato meno affascinante di sempre, aveva anche un po’ di pancetta sotto al maglioncino marrone e pure gli occhi che non erano quei begli occhi che ogni tanto ho immaginato. Sembrava un po’ come me che mando in giro alcune mie foto sfocate perché così non si vedano i difetti.
Abbiamo parlato di viaggi, lì e pure alla cassa, dove mi ha fatto passare per prima. Noi eravamo in nord America e poi in Kazakhstan, ma anche in tutti i posti in cui sono stata quest’anno.
Tutto bene. Valigia. Cosa fai stasera? Quali sono i tuoi hobbies? Ah, faccio la valigia. Veramente avrei disfatto quella grande e riempito quella piccola. Che poi, diciamolo, tanto tra dieci giorni la rifaccio di nuovo.
Ma non ti piace viaggiare? Sì, certo. Oggi poi sono stata in compagnia: diciotto persone.

Pensavo che mi sento un po’ una donna di nicchia, non proprio normale. Ma chi è normale? Ok, avete vinto voi. I blogger poi, trovamene uno normale! Forse Fa, forse Vale, sì, dai.
Pensavo che io sono un tipo che i contratti di rete non li farebbe fallire, che un rapporto di coppia non lo farebbe fallire per abbandono del campo o per eccessiva apertura a soggetti non invitati. Ho un piano io per le cose e in quel piano anche Alberto Angela potrebbe ritrovarcisi. Credo alla manutenzione, come i giapponesi. A me non piace il riciclo, ma odio lo spreco. Odio anche chi non affronta le cose, chi per quieto vivere non parla, non dice. Io parlo, di solito parlo e mi piaccio perché parlo e dico quello che penso. Cerco, mi sforzo, di essere gentile: non sempre il mio concetto di gentilezza è uguale a quello degli altri, perché ho un carattere probabilmente intriso di troppe esperienze nordiche, ma provo a trattare gli altri come tratterei me stessa.

La conclusione di questo post è questa: ricordatevi che in Danimarca si paga ancora in corone danesi e che le biciclette non hanno i freni.

Soundtrack: Cranberries – Linger

27 Comments

  1. “normale” non è un aggettivo adatto alle persone.
    Io sono convinta di essere stata svedese in una vita passata, come ti capisco…

    • ro ro

      Ok, mi proverai la tua attitudine svedese! Scegli dove! 🙂

      • ho in mente un posticino al caldo 😉

  2. Per definire normale una persona o una situazione si deve stabilire il metro con il quale si misura. Ma esiste questo metro univoco oppure ce ne fabbrichiamo uno per ogni persona o situazione?
    Quindi anche tu sei normale, anche se apparentemnete qualcuno potrebbe pensare il contrario.
    Viaggiare affascina e deve piacere.

    • ro ro

      Hai ragione. É il solito errore classista (il mio) di definire persone e cose normali intendendo banali e il non originale, la massa non mi piace molto. Mi piacciono però le persone e quello che possono fare insieme. Sottigliezze…
      Tipo ad un concerto: gente che fa dei cori pazzeschi quando canta insieme.

      • In effetti ognuno di noi ha il proprio metro per missurare cose e persone. É un po’ il concetto di adeguato che dice tutto e niente.
        Ti dici «persone che fanno cose banali e il non originale». Beh, non è detto che la stravaganza nei comportamenti trasformi gli altri in normali.
        Comunque ho compreso il tuo punto di vista.

  3. La prima frase si presterebbe a varie interpretazioni, ma sarò buono 😀
    Quando viaggiavo molto per lavoro (almeno un volo A/R a settimana intendo) avevo con il viaggiare un rapporto di amore-odio. Da una parte è molto bello, dall’altra è faticoso, e certe cose sono noiose alla lunga, come le sale vip aeroportuali, o le hall degli alberghi, o le sale colazione. Ma alla fine se vedi molti posti il bilancio è comunque positivo. E sei perdonata per questa tua attitudine nordica. Ci sono occasioni nelle quali un po’ di silenzio, uno sguardo, valgono più di mille parole. 😉

    • ro ro

      Ho ripensato stanotte al tuo commento. Ho pensato che Fa potrebbe capire, visto le sue esperienze professionali, quanto per l’ennesima volta mi sia vergognata per le persone che erano con me ieri: sembrava la gita scolastica della quinta elentare più discola. Venti persone e solo due parlavano inglese. Ho avuto i fumi pure per il lavoro della pseudo interprete che pareva una casalinga di Reggio Calabria espatriata trent’anni fa, la quale invece di tradurre interpretava. Ovviamente ad un certo punto l’ho sostituita. E mi chiedo con che coraggio gli imprenditori si lamentano della crisi quando non sono al passo con il mondo né fanno molto per esserlo.
      Ok. Caffè e colazione.

  4. Scribacchina Scribacchina

    Ogni volta che ti leggo mi sorprendo a pensare che somigli tantissimo, caratterialmente parlando, ad una mia vecchia amica 🙂

    • ro ro

      Potrei essere la tua vecchia amica in incognito!

      • Scribacchina Scribacchina

        Ah, lo escludo: voci di corridoio dicono che abbia avuto una crisi mistica un paio d’anni fa e sia diventata una sorta di ambasciatrice della religione cattolica 😛

        • ro ro

          Tu non hai notato che dalla finestra della mia camera si vede una sede di Scientology, vero?

    • ro ro

      M’è venuto in mente perché ho conosciuto un sergente dell’Aeronautica che gli assomiglia e così mi é rimasto in testa quel tipo di uomo: camicia con le maniche arrotolate, sorriso tra due rughe, sguardo concentrato, mani che spiegano e cielo blu alle spalle.

      • ora che hai specificato, il post acquista molto più significato (e lo dico senza ironia). Comunque dalla mia esperienza personale, posso dire che all’Aeronautica sono maestri in manutenzione, potresti pure imparare qualcosa

        • ro ro

          Per ora potrei aver assistito alla lezione “Come prendere il volo”.

          • è semplice, basta andare contro vento e saltare 😛

            • ro ro

              Sì, sì, sono d’accordo! 🙂

  5. duepassietorno duepassietorno

    me non piace il riciclo, ma odio lo spreco.
    questa frase dice tutto, non so perché.
    A

    • ro ro

      Forse ci capiamo.

  6. Eppure un pò di normalità a me non dispiacerebbe. Proprio no.

  7. A volte la manutenzione non basta, ma è doveroso aver cura di quello che si ha, finché c’è. Un sorriso…

    • ro ro

      🙂 un sorriso anche a te!

  8. Le foto sfocate sono delle biciclette senza freni ai piedi del pendio. Offrono un brivido in tutta sicurezza.

    Vediamoci allo scollinamento, vuoi?

    🙂

    • ro ro

      È forse una proposta di appuntamento?

      • Non lo so, Ro, non lo so.

        Se fosse un appuntamento dovrei preparare la valigia.
        E preparare la valigia per un caffellatte è un’opzione che non avevo ancora considerato

        D’altronde io ho finito il caffè solubile e tu sei una virtuosa del lean thinking. Allora sì, potrei anche accettare la mia proposta.

        • ro ro

          Meno male. C’è troppa nebbia oggi per prendere il volo!

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