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La giovane Raggi

Ieri sera guardando in televisione la candidata sindaco di Roma 2016, Vittoria Raggi, ho iniziato ad arrabbiarmi.
Non mi appassiono eccessivamente alla politica, ma ho delle idee e in alcuni casi sono piuttosto chiare.
Esempio: vorrei un lavoro part time ma capisco che il reddito di cittadinanza è economicamente insostenibile.

Quello che mi ha scaldato dell’intervista su RAI3 alla giovane avv. Virginia Raggi è che, con un’impostazione a favore di telecamera come neanche la scharita Barbara D’urso è capace, testa inclinata a sinistra modello Principessa del Galles, e tecnica oratoria di stampo teatrale dalle pause ben posizionate, tra un “mi permetta di spiegare” e un “mi deve lasciare finire“, ha elencato una serie infinita di ovvietà e tanti tanti sogni palesemente e incontestabilmente campati in aria.

Sono una sognatrice e sicuramente un’ottimista, ma nel momento in cui la giovane Raggi ha affermato che troverà i soldi per Roma istruendo i dipendenti capitolini sulla progettazione europea mi sono fatta delle grasse risate e mi sono detta che Fantaghirò-Raggi non sa di cosa parla.
Istruire dipendenti nella progettazione europea richiede tempo.
Certamente però utilizzare i consulenti, quelli che normalmente vengono pagati il triplo del dipendente e per cui c’è sempre una giusticazione d’incarico, in barba alle leggi di stabilità e ai regolamenti interni, è possibile. Si dirà poi che richiedevano compenso solo a vincita del progetto ma noi non ci crederemo perchè sappiamo come vanno le cose nella realtà.

Per chi non ne sa, invece, va detto che vincere progetti europei (quelli che si chiamano fondi diretti, cioè per cui l’application form va mandata direttamente a Bruxelles e non i fondi indiretti, gestiti dalle regioni) è sempre più difficile, perché bisogna avere idee concrete che contemplino gli obiettivi della UE, valore aggiunto, sostenibilità, trasparenza, visibilità, replicabilità, partner esteri e tra le altre piccole cose anche capacità di sostenere il progetto finanziariamente: pare infatti, per chi non lo sapesse, che la Commissione Europea non sostenga il 100% delle spese e che conceda i finanziamenti solo con un piccolo anticipo, per poi erogare i fondi a fasi di rendicontazione. Nella pratica il lead partner dovrà anche dimostrare di poter sostenere un’esposizione finanziaria per i due o tre anni del progetto.
Potrebbe Roma nelle grandi idee della sventola Raggi? Chissà.
Nel sito del Comune di Roma pare che un ufficio dedicato alla progettazione europea ci sia pure già. Sottostrutturato? Chissà. E allora la Raggi di che parlava? Meglio se ci concentriamo anche con lei sulle buche, che, come ha detto, sicuramente potranno essere tappate con appalti regolari. Il buon Cantone credo che non ne possa più degli appalti di Roma: da quand’è che ANAC li controlla? La Raggi sta affermando che ANAC non funziona quindi?

Ad ogni modo la questione con i pentastellati è questa, dal mio punto di vista: non ci si può proprio discutere. Ogni pentastellato che conosco ha l’atteggiamento aggressivo e sottuttoio del ragioniere di campagna: astioso contro il paròn, accusa di spese improprie i colleghi, senza alcun senso critico per se stesso.

Con questo non intendo dire che abbiano torto in certe battaglie e anzi, è chiaro che in Italia la melma c’è veramente ovunque. Vedrei tuttavia meglio un governo o un comune in mano ad un team misto piuttosto che a qualcuno che ha l’irruenza di Taz, il diavolo della Tasmania e la competenza di un giovane neolaureato.

Ho amici pentastellati che fanno una tale campagna denigratoria contro tutto e tutti, senza ricordarsi che la fatturazione in nero per i propri acquisti è autorizzata e che gradiscono persino abitare in case a canone fisso in pieno centro a Roma con affitti sotto ai 300 euro, da essere diventati insopportabili. Non esiste altro argomento, ma solo il ribaltamento del sistema e il movimento.
Discutere con loro significa essere aggrediti da una belva feroce.

Ho trovato recentemente un pensiero su che riporto e condivido:

Ogni tanto ho dei lampi di intelligenza profondissima sul mondo e vorrei condividerli su Facebook. Poi però penso che dovrei passare ore appresso ai commenti: e quello che si indigna; e quello che non capisce la sfumatura; e quello che gli sfugge il contesto; e quello che: sì però distinguiamo; e l’erudito che deve far capire che lui già sapeva (citando opere minori che nessuno ha mai sentito); e il troll che entra a gamba tesa; e l’analfabeta funzionale che attacca a urlare; e quello che capisce ogni sfumatura ma sente che comunque no (citando i fatti di Ungheria); così, stremato, non condivido mai i miei meravigliosi lampi di intelligenza sul mondo e parlo di” altro.

Virginia Raggi

Finisco con due link:
1) Articolo veramente di parte, piuttosto schifoso, contro la piccola Raggi e la sua carriera professionale; il testo tuttavia aiuta a comprendere che non è il partito a far la differenza, ma le persone e la  era onorato di lavorare con me – Raggi non è molto diversa da tanti altri.
2) Un video divertente Topo Gigio Virginia Raggi commenta i risultati del suo voto.

 

 

Una volta questo era un blog in cui si parlava di musica di amore… lo so.

 

19 Comments

    • rO rO

      Ah ah ah! Non l’avevo letta. Ha senso!

  1. Off topic.

    Secondo la maggior parte degli economisti e dei giuristi, soprattutto anglo-americani, il reddito di cittadinanza è possibile, però. Certo che imporrebbe una manovra di più ampio recupero fiscale. Ma, in un’ottica futura di inevitabile riduzione fino quasi alla scomparsa dei lavori a basso reddito, resi inutili dalla meccanizzazione e dalla robotica, l’aumento di produttività, sulla carta, consentirebbe di assicurare un cosiddetto reddito di cittadinanza, per l’appunto. La teoria è questa.

    • rO rO

      Io adoro gli economisti! Devono pur campare di qualcosa anche loro, no?

      • è vero. Se non inventassero qualcosa, sarebbero alla fame come molti altri.
        Comunque parlare di produttività ha poco senso, se poi il prodotto non lo vendi. Se poi si intende come efficienza nei servizi pubblici, allora ci sta tutta.

        • Infatti io parlavo della prospettiva sulla carta. Numericamente, è una prospettiva che può sussistere.La realtà della sua realizzazione è ben altra cosa, soprattutto per i controinteressi coinvolti (il recupero totale non una tantum del gettito evaso, l’applicazione effettiva del sistema proporzionale erariale che già la nostra costituzione prevede). Quindi forse non ci arriveremo mai. A meno che non siamo nati in Alaska, unico Stato al mondo con un reddito di cittadinanza, dove però i 2.500 dollari mensili che spettano loro derivano dalle rendite del petrolio.

          • rO rO

            Non lo sapevo dell’Alaska. Interessante.

          • Chiaro il concetto e chiaro come si possa parlare di utopia, perché ridurre elusione – sì l’elusione non implica evasione ma è la sua legalizzazione – e l’evasione a zero nessun politico vorrà farla. Perché? Non lo voterebbe nessuno o una piccola minoranza.

          • Sono assolutamente d’accordo con te, arriviamo alle stesse conclusioni. Purtroppo.

  2. Il discorso è semplice, tutti quelli che hanno governato Roma l’hanno devastata, si sono piegati o peggio sono stati conniventi.
    Tutti.
    Tu indica un’alternativa migliore, spiegala e poi si vede.

    • rO rO

      La tua premessa è assolutamente vera. La soluzione da me preferita per Roma è un ‘amministrazione mista, un consiglio comunale con una proporzione in cui i pentastellati che non sia di maggioranza. Apprezzo la loro azione di controllo ma non i modi né li stimo per capacità tecniche. Insomma, forse preferirei una lista civica.

      • Penso sia la prima volta avrei pensato la stessa cosa, politicamente parlando. Stiamo diventando vecchi e saggi.

        • rO rO

          Dai! Io non sono saggia!!

    • rO rO

      Ieri sera sono andata a mangiare fuori. Pesce. Antipasto di cappelunghe, mazzancolle e altre cose alla griglia, coda di rospo ai ferri e patate. Tutto molto molto gustoso :))

      • Questo già più attrattivo 🙂

  3. Sui pentastellati mi trovi perfettamente d’accordo. Circa la prossima amministrazione capitolina non saprei davvero cosa augurare ai romani, visti i candidati. Temo sarà sempre la solita minestra riscaldata, mista di inefficienza e clientelarismo.
    In ogni caso, fate bene a parlare anche di queste cose. Di musica e di amore non se ne ha mai abbastanza, ma di tanto in tanto è cosa buona e giusta confrontarsi anche sulla dura realtà pubblica.

    • rO rO

      Manca poco. Sono proprio curiosa.

      • Ora che il dado è tratto sono curioso anch’io, di quel che verrà.

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