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La fuga

E così in un battibaleno l’ho salutato e sono andata via.

L’altro ieri sera il Signor F. ( che speriamo non incappi mai in questo blog perché una volta gliene avevo parlato ) mi ha invitato a cena.
La cena era per ieri sera.
Non potevo dire di no per diverse ragioni:
– mi piace mangiare;
– non mi invita a cena mai nessuno;
– lui mi è anche mediamente simpatico, nonché stiamo portando avanti dei lavori insieme;
– è andato a vivere da solo da dieci giorni e forse ha bisogno di compagnia.

A me piace mangiare e mi piace mangiare con la luce che illumina il piatto. Comprendo il romanticismo, ma la penombra la riservo al divano, accoccolati, mentre ci imbocchiamo di cioccolata fondente amara.
Tutto questo a lui non l’ho detto. Sì, le donne mentono. Talvolta anche tacciono.
Il signor F. aveva previsto accese la luce della cappa sui fornelli e due candele profumate all’arancia. Certo, mangiando preferirei non sentire odore di candele all’arancia; se mangio indiano però degli incensini ci stanno; se sono innamorata invece va bene tutto.
La luna c’era, grande, bella, gialla, ma ho evitato di parlarne troppo per non dare adito a sospetti poi infondati.

Era agitato e io molto tranquilla, penzolante dallo sgabello vicino all’isola della cucina e con la mano a reggere un calice di buon prosecco, fresco.

L’idea di una cena a casa di un uomo mi fa pensare a situazioni che prevedono:
– musica in sottofondo;
– quando arrivo, con un po’ di ritardo, dell’acqua già bolle in una pentola e affianco una padella con dell’olio è lì pronta per saltare la pasta;
– l’acqua continuerà a bollire ancora per un po’ perché ci daremo del tempo;
– lui ha un grembiule nero intorno al jeans o uno strofinaccio piccato sulla cinta da un angolo;
– lui stappa una bottiglia, magari di vino rosso;
– della carne alla griglia ci attende;
– dolce peccaminoso ( che ho portato io ).

E devo dire che amo questi luoghi comuni, perché li trovo rassicuranti, piacevoli, divertenti. Un po’ come la situazione in cui è lei che ti invita a cena e, anche se è in casa sua e il pavimento di legno si graffierà sicuramente, si presenta con le scarpine decolté tacco 12. Ognuno recita la sua parte.

Nel fatto di specie, ieri sera la situazione è stata questa:
– niente musica;
– pesce spada scottato e servito al volo con un pesto (*non si fa mai in una cena che speri abbia un seguito romantico, perché chiunque continuerà a pensare per tutte le ore seguenti di poter avere forse dell’erbetta decorativa proprio tra un incisivo e l’altro ) di menta, olive taggiasche e due pomodorini intagliati a fiore. Pane a fette abbrustolito e condito. Rucola amara e pomodori;
– lui indossava un pantaloncino a ginocchio color crema e una polo rossa ben abbottonata. Niente grembiule. E si agitava.
– dessert a cucchiaio: bicchiere multistrato di yoghurt e frutti di bosco, top con cereali e due more. Io avevo comunque portato un dolce.

Poi è finita la cena.
Era relativamente presto.
La conversazione era stata formale: i tuoi genitori, la tua separazione da tua moglie, quando ci siamo conosciuti in Libia, il lato artistico e fragile di tuo padre, la palestra, la mia incapacità di bere molto, le mie mani che tremano, il fatto che sono ingrassata, dove passerai o passerò le vacanze.
Tutto ciò per dire che non c’è stato niente di personale, niente di intimo alla fine, niente che credo potesse dirsi di vera sintonia. Niente ironia, niente risate.

Gli piace il jazz, ho scoperto tempo fa. Io non reggo le trombe.

Così lì, a fine cena, c’è stato un nanosecondo in cui ho compreso che lui aveva pensato ad un finale per la serata che io non volevo. Ho guardato l’orologio, ho afferrato saldamente la borsetta e le chiavi dell’auto, bacetti e saluti e sono scappata via.
Non ce la potevo fare.
Credo che non l’abbia presa bene. Si presume che la prossima volta che ci vedremo farò finta di niente, complimentandomi per l’amabile serata.
Guardo troppi film e leggo troppi libri.

75 Comments

  1. Fa Fa

    Hai scelto volontariamente l’immagine dal film più triste del secolo? 🙂

    • ro ro

      Il film non l’ho mai visto per intero. L’altra sera lo davano in tv e mentre giocavo con il cellulare ho visto Jeffrey con la chitarra e ho pensato che il genere di uomo mi piaceva parecchio.

      • Fa Fa

        Sì, capisco. Perché credi che io abbia iniziato a suonare la chitarra molto anni fa?

        • ro ro

          Non era perché volevi darti un’alternativa alla laurea?

          • Fa Fa

            Sarebbe stata una buona alternativa, in effetti. 🙂
            Ma il mio fu un ragionamento in termini di “amore per la musica” e “vantaggio competitivo”, più che altro.

  2. Fa Fa

    Scusa, ma il pantalone corto? Non puoi sperare in un finale diverso se indossi un pantalone corto. Non puoi.

    • ro ro

      Ntz, Fa, io sarò anche una femmina difficile, e qui le premesse sai che non c’erano ( troppi figli, troppe mogli tra l’altro ) ma … non ce la potevo proprio fare.

      • Fa Fa

        “Troppe mogli” mi piace. Che pare ce ne siano sette o otto. 🙂

        • ro ro

          Una, ma già mi pare troppo.

  3. Ma temo che anche con musica di sottofondo, jeans e grembiulino non ci sarebbe stato un finale diverso, vero? 🙂

    • ro ro

      Vero. Niente risate, niente divertimento.

  4. niente ironia e troppi sfondi di confusi drammi familiari…
    meglio film e libri e parole imprevedibili (come una passione potrebbe essere, cioè non prevedibile)

    • ro ro

      Ho una pila di libri che non vedo l’ora di leggere. E le mie ferie si avvicinano 🙂

  5. scusa ma all’immagine del pesto di menta tra i denti ho iniziato a ridere e non ho ancora smesso 😀

    • ro ro

      Mi fa piacere! Tornando a casa comunque ho controllato i miei denti: era tutto a posto, tutto bianco!

  6. Daniele Daniele

    Una volta un amico più vecchio e molto molto donnaiolo – io credo avessi 20 anni – mi disse una cosa: quando si esce per la prima volta con una che ti piace, mai pianificare che la serata finisca a letto; mai nemmeno pensarci all’eventualità. Devo dire che funziona.
    Per me l’errore base del signor F. è stato quello, e infatti era agitato.
    Oddio, è un errore istintivo, ma spesso è irreparabile.

    • ro ro

      Capita che l’agitato possa diventare tenero, ma non è stato questo il caso.

  7. Dal film alla realtà! Peccato, dalla realtà ad un bel film sarebbe stato più…appagante.
    Visto il look e la cena del Signor F., nonchè la conversazione, ti è andata di lusso così….

    • ro ro

      Il look alla fine, ti dirò, non era mica fondamentale e in definitiva m’è andata di lusso che anche per questo 2013 un invito a cena l’ho rimediato! 🙂

      • Eh, ma il 2013 mica è finito!!!

  8. Bene, ho preso appunti, così una sera ti inviterò alla cena meno spontanea mai imbastita! 😉

    • ro ro

      Attendo l’invito! 🙂

  9. Due particolari sui quali non sono d’accordo:
    – la padella dove saltare la pasta. hmmmmm ho dozzine di ricette che non lo richiedono, e spesso se salti la pasta rischi di farla scuocere o comunque di non arrivare al risultato voluto. Meglio qualcosa di sicuro, che lasci poco spazio agli imprevisti.
    – la bottiglia di vino rosso è già stappata, e già messa in un decanter a prender aria, perché si presume sia una bottiglia come si deve…

    Il resto è tutto in linea. Sul grembiule potremmo discutere, ma se l’idea è quella che devi ottenere un’immagine di persona che ha familiarità con i fornelli, allora il problema non è il grembiule… 😉

    E finalmente una donna che vuole guardare cosa ha nel piatto, santa pace! Il cibo è buono anche per quello che può dare in termini visuali!! Se non vedi cosa stai per mangiare, rischi di fare come quello delle patatine Fonzies che non si lecca le dita, godi solo a metà! 😀

    E c’è anche una possibile alternativa, e cioè che sia il signore che inviti a cena a offrirsi di venire a cucinare a casa tua. Portandosi la spesa, ovviamente. Chiedendo a te soltanto la disponibilità di pentole e attrezzature.

    Mi pare che il signor F non abbia chiari i fondamentali… Hai fatto bene a fuggire.

    • ro ro

      Oh, come hai ragione! Il vino rosso nel decanter. E’ che io esco con degli sprovveduti che non hanno il decanter ( nota che non l’ho neanche io, soprattutto perché non saprei trovargli un posto in casa ). Mi piaceva l’idea di aprire la bottiglia insieme e perder del tempo, per l’ambientazione insomma. Ma hai ragione. Hai proprio ragione 🙂

      • Ah ma l’una non esclude l’altra… basta prendere un buon bianco ghiacciato, da abbinare ad un antipasto già preparato e in attesa in frigo, e il modo di aprire la bottiglia insieme e perder tempo si trova… 😉

        Vengo a cucinare a casa tua.

        • Urca, non avevo considerato che non hanno ancora inventato gli aerei, e i treni vanno ancora a vapore… in effetti, madamigella, con la diligenza sarebbe invero complesso raggiungervi… 😀

          • ro ro

            :DD

        • ro ro

          …che come è noto è proprio fuori al grande raccordo…. 😀

  10. writergioiam writergioiam

    Non potevi chiudere gli occhi e vederlo sotto una luce diversa? O rovistare fra isuoi dischi con aria di non chalace? Insomma siamo nel 2013, è passata l’era dell’uomo cacciatore…

    • ro ro

      In casa non ho visto dischi. Non c’era musica.
      Da cosa è caratterizzata casa tua?
      Se io penso alla mia, quando entri vedi subito una libreriagrande e piuttosto piena, poi ce n’è un’altra, un grammofono, uno stereo, due radio antiche e una macchina da scrivere. Si capisce cosa mi interessa o come sono fatta?

      • writergioiam writergioiam

        A casa mia… tante tele dipinte senza cornice, pitturo ma son pigra a farli incorniciare, pc sempre a portata di mano, libri un po’ in ogni scaffale e in ogni stanza, non li metto in bagno per ovvi motivi…poi vediamo yonton e seghe seghetti ovunque… non può mancare carta e penna in un angolino, uncinetto… colla… e colori… potrei continuare, ma so già che ci si perde già con questo

        • ro ro

          😀 bella immagine! grazie di avermi raccontato un po’ di casa tua.

          • writergioiam writergioiam

            Ahahahha, be siamo pari 😉

  11. mi è piaciuta soprattutto la fuga… decisa come un bulldozer! XD

    • ro ro

      Ehm, e io che mi vedevo più come un furetto…

      • anche il bulldozer ha la sua eleganza e poi mi sembrava più appropriato xè non lo smuovi dalle sue convinzioni manco a morire 😛
        se avesse proposto la camera da letto, ti vedo già stile manga: lui ti prende per mano e ti si allunga il braccio fino alla stanza mentre ma tu resti col resto del corpo nell’ingresso XD

  12. M2 M2

    Che situazione imbarazzante, hai fatto bene ad andar via subito.
    La menta nel pesto diceva già tutto secondo me 🙂

    • ro ro

      …pensa che a fine cena lui è anche andato in bagno. La porta era aperta. Il dubbio m’è rimasto: si doveva solo lavare le mani??

      • M2 M2

        Spero vivamente di sì! Decisamente, la cena più romantica della storia…

        • ro ro

          O una controllatina ai denti? ah ah ah !!! Sai, in realtà era solo la scusa per un post. La cena è stata normale in definitiva. Molto tranquilla e normale.

  13. Se la situazione fosse stata quella giusta (e presumo che anche con l’ausilio del coro di Santa Cecilia non lo sarebbe stata) avresti potuto avere anche una piantagione di broccoli sui denti e sarebbe stato comunque tutto fantastico. Mi è piaciuto molto leggerti!

    • ro ro

      Infatti è come hai scritto tu. Quanto al post, la cena era una scusa per parlare un po’ insieme di vita comune a tutti.

  14. Per la padella concordo con Wish: la pasta saltata si fa solo per riciclare un avanzo del giorno prima, altrimenti no, si sciupa, anche se pare abbastanza di moda. E poi la luce, sì: io quando preparo qualcosa curo soprattutto i colori, per esempio dico qui ci vuole assolutamente un giallo. Poi ovviamente, a seconda dei sapori con cui si deve combinare, decido se sarà un peperone, un tuorlo d’uovo sodo o del mais, ma sui colori non si può sgarrare, o ti si ammoscia l’appetito. E dunque serve luce (c’è sempre modo, se si mette bene, di dire dopo: non sarà un po’ troppa questa luce? Cosa dici se la spegniamo e mettiamo un paio di candele?)
    E la braga al ginocchio mai, meglio la morte (una volta al mare ho visto una coppia: lei gonna lunga in lamè violetto, top in lamè argento, sandali col tacco in lamè argento, pochette in lamè argento; lui braghette corte canottiera zoccoli. Io lo avrei buttato dalla tromba delle scale, prima di uscire dall’albergo).
    Io comunque, l’unica volta che sono stata invitata a cena da un uomo a casa sua con cena preparata da lui, dopo 12 anni ancora la ricordo come un incubo.

  15. che pena sto ragazzo.cenetta,candele e tremolizzi magari nascosti.credo che semplicemente per fare un’ottima serata con una donna basterebbe una cosa sola:farla ridere,ridere e poi ridere ancora.ciao.

    • ro ro

      Pena anche no. Cioè, lui non fa affatto pena, è un uomo brillante, che si sa muovere e consapevole delle sue scelte. In questo momento, come dice lui, è “atarassico”. Poi invece, per quanto riguarda il ridere, sono ovviamente d’accordo. Ci vuole sintonia.

      • a vabbe’ non conosco bene i particolari.pero’ sul ridere siamo in sintonia…ciao a presto.

  16. Peccato. Una storia così triste meritava un finale diverso. Tipo gettarsi dal balcone.
    Ma nonostante il finale un po’ scontato, molte cose di questo racconto – non so quanto veritiero – mi sono piaciute.
    Tipo: le donne mentono.
    Ho sempre pensato di no. Anzi, ho sempre chiesto: per favore, ditemi una bugia, non è assolutamente necessario che io sappia la verità. E invece, a quanto pare voi mentite. Sciocco io.

    • ro ro

      Tutti mentono. Qualcuno solo per le sciocchezze, altri sui sentimenti, sui soldi, sui diplomi universitari. Non ti resta che lavorare su te stesso e migliorare la tua capacità di credere a tutto. Forse.

      • Speravo in un suggerimento su come mentire, a dire il vero

        • ro ro

          Credo di non essere la persona adatta per quello. Ho un carattere incline a dire spesso quello che penso e mento con evidente falsità generalmente su sciocchezze. Se proprio non posso dire ciò che penso, taccio. O scrivo tweet anonimi. O mi sfogo con i coautori di questo blog.

        • ro ro

          Ah, la laurea l’ho presa veramente, con ampia fatica e viva e vibrante soddisfazione:D

          • Oggi una donna senza un pezzo di carta non va da nessuna parte, diciamocelo 😀

            • ro ro

              Anche un uomo. E con questo ho dato sfogo a tutta la mia sincerità classista! 😀

              • Lo sapevo. Il Signor F. non è laureato. Non ha mai avuto speranze.

                • ro ro

                  Vero: non è laureato. Ma diversamente da quanto possa ritenersi ( o forse si capiva molto bene ) mi è capitato spesso di non badare a ciò in amore. Proverò a considerare la laurea tra le dotazioni minime indispensabili.

  17. masticone masticone

    Gran bel post e gran bella storia raccontata in modo molto interessante.
    Ho dei dubbi sul merito di tutto però
    In realtà la verità (scimmiottando il titolo di un film) e’ che semplicemente non ti piaceva abbastanza
    Tutto il resto e’ per trovare una giustificazione a questo.
    Comunque considerati invitata senza secondi fini ma solo per ridere assieme

    • ro ro

      Masty, detto tra me, te e quei dieci che forse leggono i commenti: il post era scritto da culo e la storia banale. Se ci penso, lo vedo come il giornale per avvolgere il pesce. Il signor F. non mi piace abbastanza, come scrivi tu, ma anni fa invece mi piaceva molto. Ho scritto il post per riflettere (io) su come cambiano le cose e i punti di vista nel tempo, nonché per riordinare le idee (io) circa le mie attuali priorità e preferenze, anche quelle non ragionate, quelle istintive, quelle per cui (realmente successo) l’altra sera ho pure scavalcato il cancello arrampicandomi sopra, nella mia fuga verso l’auto, perchè lui non me l’aveva aperto e io non volevo risuonare.

      Grazie per l’invito, che coglierei volentieri se solo potessi portare anche i miei compagni di viaggio di questo piccolo blog condiviso.

      • masticone masticone

        Perché no
        Anche se quando mi pongono condizioni sono io che me la do a gambe in genere

        • ro ro

          Scherzavo. Non succederà mai, non temere.

  18. io solo Miles Davis, di trombe …

    • ro ro

      So’ gusti. Ognuno ha i suoi. A molti piace il jazz.

      • un si discutono
        🙂

  19. Dovesse capitarmi di invitarti a cena, prendo nota… 😉 Per il resto, mi chiedo fondamentalmente perché per impressionare una donna si debba per forza esibirsi col pesce… Il pesce è una ‘brutta bestia’, se non lo sai fare evita… Soprattutto evita di farti bello con le ‘olive taggiasche’ (ahò, sò taggiasche… mi ricorda la gag delle olive con Verdone e Mario Brega in borotalco); il pesce non ha vie di mezzo, credo (io non lo amo e dunque ci metto mano raramente): o lo sai fare bene, o evita… con la carne si va più sul sicuro, meno impegnativa…

    P.S. Sulla musica vado forte: spazio più o meno da Mozart ai Sepultura, quindi come casco, casco bene… a meno che non si parli di musichetta italiota da Top 10, ma quel punto meglio evitare pure l’invito a cena… 😉

    • ro ro

      E se trovi una signorina bella bella che ama Neffa?

      • Con Neffa potrei pure fare uno sforzo… anzi, volendo potrei pure fare il ‘saputello’ e buttare lì i Negazione… 😀

        • ro ro

          Come mi piacciono i saputelli!

          • Bene, un punto in più a mio favore… 🙂

    • ro ro

      Rileggendo il tuo commento, mi rendo conto ora che la domanda che hai posto inizialmente ha un che di ironico e di comico. Ah ah ah!!

      • Per il discorso del pesce, dici? In realtà, me n’ero accorto anche io… il bello, è che nonostante io sia uno che nei doppi sensi ci sguazza, stavolta non era voluta… Sarà stato un lapsus? 😀

        • ro ro

          Sì, dicevo riguardo a quello 😉

  20. Complimenti! Hai vinto un insulto a scelta. La prossima volta che vedi il tizio, digli che ne ha vinti due, a mia scelta.

    • ro ro

      C’è chi dell’arte di insultare ha fatto un’arte, chi no.

  21. se ci sarà una prossima volta, par di capire…

    • ro ro

      Chissà? La vita spesso è imprevedibile.
      ( adoro l’agente Kovalski! )

      • a proposito di imprevedibilità…. 🙂

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