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Elezioni e benessere condiviso

Mi trovo in Germania.
Qualche giorno fa aspettavo un corriere che non consegnava in tempo la merce che avevo ordinato mi fosse recapitata alle ore 14.00.
Era già trascorsa più di un’ora quando ho ritenuto opportuno chiedere al responsabile del trasporto a che punto erano le mie casse. Con un paio di telefonate, una controllata al computer e qualche tirata di sigaretta, mi ha risposto che avrebbero consegnato alle 16.00.
Alle 15.59 il pallet con la mia merce era davanti ai miei occhi e alla mia sinistra un omino secco e stanco, con la sua tuta fluorescente, mi porgeva un blocco rigido su cui apporre la mia firma per esteso.
E’ arrivato in ritardo ma non a sera inoltrata e nel limite della tollerabilità di un sabato pomeriggio che mira al benessere più che ai fastidi.

In Italia invece la creatività e la possibilità di trovare nuove soluzioni sono all’ordine del giorno: la parola data è sempre interpretabile, un progetto non presentato mai in bozza, nè mai discusso, viene approvato velocemente nella sua unica versione definitiva e c’è sempre spazio per inserire un interesse personale e giustificarlo.
Se per alcuni anni ho trovato la flessibilità italiana piacevole, evidenza di una voglia di cercare soluzioni e accomodare ogni cosa, oggi mi dico che l’apparente dialogo è malcostume e peso per ogni persona corretta che si scontra continuamente con questi soprusi.
Lo schifo è che la fetta è grande per tutti e questa connivenza rende quei pochi singoli corretti additati come mele marce, fastidiosi intralaciatori del benessere pubblico e generalmente persone da eliminare.

Un tedesco si indignerebbe di fronte ad escamotage di salto delle regole da parte di qualcuno. Un italiano chiede all’artefice come ci è riuscito e si complimenta per il risultato, invidioso di non esserne stato a sua volta il creatore.

Perchè le persone si sono dimenticate l’etica e la dignità?

Noto poi che l’età conta.
La percentuale dei giovani dediti all’intrigo è decisamente meno del numero delle persone over trenta con uguali interessi: forse non hanno maturato l’esperienza necessaria, forse non hanno i mezzi, tuttavia mi appare evidente che statisticamente la presenza di giovani uomini e giovani donne all’interno di sistemi di condivisione dei risultati emersi da operazioni fuori regola è nettamente inferiore. E’ per questo motivo che, non conoscendo personalmente o approfonditamente i candidati politici alle prossime elezioni, non fidandomi più assolutamente di nessuno e non potendo addurre poi molte altre motivazioni, sostengo fermamente l’idea di votare i candidati più giovani, secondo uno schema che, nella rosa del partito pappabile, consideri:
– età;
– formazione scolastica;
– espressione sveglia.

 

 

 

 

One Comment

  1. Che l’italiano non rispetti le regole o che cerchi di piegarle a suo favore si perde nei secoli. Basta leggere con attenzione la storia nostrana per rendersene conto. che poi negli ultimi venti o trent’anni il fenonmeno abbia preso una piega pericolosa. Beh! credo che la storia recente lo spieghi con chiarezza.

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