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Del mondo diverso e di quello uguale

Lo smalto fosforescente giallo si sta asciugando e non fa l’effetto coprente che ho visto sulle unghie della giovane bionda Ilenia, che probabilmente si scrive con due “Y”.

L’altro ieri pioveva. Ha piovuto tutto il giorno sufficientemente forte per lavare via un po’ di fango dalla mia zozza auto, ex dotazione di pregio, ora ridotta a possibile acquisto per rivendita in est Europa.

La giornata non era stata particolarmente positiva.

I miei colleghi e il mio capo hanno urlato tutto il giorno con una costanza tale da superare lo squillo dei telefoni che, per inciso, suonano tutti insieme (almeno sei nello stesso locale), compreso il mio, nonostante io non sia stata abilitata dal capo a rispondere. L’entropia era elevata.
Il podio della violenza verbale se lo sono conquistato il capo, allenato da una vita al triathlon del cambio tono-cambio urla, che ha inveito contro tutti e per la prima volta pure contro di me, che ho reagito come non avrei voluto, cioè scusandomi; il responsabile in seconda, grazie al suo lessico ricco di varianti volgari, presenti in percentuale maggiore al 60% in ogni sua frase; e i miei due colleghi amanti dell’omeopatia e contro i vaccini, che, da un lato con ammirevole tenacia e dall’altro a fondo sala senza ascoltare, hanno preso a urlarsi opinioni diverse circa la corretta impostazione di un’attività. Io ero in mezzo.

A fine lavoro sono salita in auto con l’idea di ricevere un po’ di calore da qualche telefonata.

Così, tra le altre, ho avuto modo di confrontarmi con il mio ex vicino di casa, anche lui di temperamento piuttosto acceso.
Non mi piacciono le discussioni, ma apprezzo il confronto, la dialettica, quella cosa in cui sicuramente non sono particolarmente brava perché mollo prima il più delle volte, e che al liceo ti insegnano essere dote di personaggi colti e illustri o di donne che hanno studiato con i migliori educatori.
E’ successo che il mio ex vicino di casa partisse da un argomento e ne aprisse un altro, cioè la serietà e fedeltà degli uomini e delle donne.
Con grande passione, riportandomi dettagli di situazioni accadute di recente e di cui forse avrei preferito non sapere i dettagli, mi cercava di spiegare che certi comportamenti relazionali non vanno bene, perché la carne è debole e l’occasione fa l’uomo ladro. In particolare insisteva sul fatto che non solo non esiste alcuna amicizia possibile tra uomo e donna, ma soprattutto l’essenza profonda degli esseri umani è quella di tradire.

Non so se posso essere d’accordo con il mio ex vicino di casa.
So però quello che è successo a me negli anni e come sono fatta io oggi.
La premessa è che mi sento una donna libera e mi voglio bene.
Ho un amore meraviglioso, che nutro come un figlio e che mi rende felice sopra ogni cosa. Il solo pensiero che possa non esserci mi scaraventa in una valle di dolore e desolazione. Prendo carica dai suoi abbracci e il modo in cui ragiona stuzzica la mia testa come un piacevole venticello d’estate.
Quello che cercavo di spiegare quindi al telefono è che, certo, io sono felice nel mio amore, ma sono anche, come tutti, in mezzo al mondo, che è pieno di persone.
Io ho fatto una scelta, non solo una promessa di fedeltà al mio amore, conseguente ad una valutazione profonda – che rendo più forte ogni giorno che passa – che riguarda me stessa: io sto bene con il mio amore e non ne desidero altri. Sto talmente bene con la mia piantina che voglio che diventi un albero con profonde radici, una quercia forse, solida e con la chioma folta. Il mio amore, anche senza anelli, è quello in cui investo ogni giorno, per cui ho preso una precisa strada e sarebbe folle da parte mia pensare di cambiarla per chissà quale luna.
(Suppongo che da un’analisi della mia grafia si possa constatare una precisa coerenza e costanza).

Questa posizione, che per me è facilmente comprensibile, pare che non sia altrettanto chiara nella testa del mio ex vicino di casa e la nostra conversazione è stata quella di due viaggiatori su binari paralleli, finita con un “Sai di papà?” “Sì.” “Ci sentiamo domani.” “Ok”.

Soundtrack: Kodaline – All I want

One Comment

  1. insomma non una grande giornata. Almeno c’è la consolazione del grande amore, piantina gracile che va curata con amore.

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