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Dalla fine: illustrazione digitale

L’italiano di Gabriel è estremamente basico, come dice lui. In realtà, descrivendosi, deve aver usato un altro aggettivo che sul momento avevo trovato comicamente appropriato.
Sono arrivata in ritardo di una buona mezz’ora all’appuntamento. Eravamo in tanti, va detto, e non sono abituata che degli estranei mi bacino, seppur sulle guance, seppur prima a sinistra e poi a destra. Noi italiani ci baciamo sempre prima a destra e poi a sinistra, così a me accade di raggelarmi e muovermi con la lentezza di una lumaca, un po’ a rallentatore, quando intuisco che qualcuno mi vuole salutare con un bacio.

Ti scrivo une email e ti dico come fare“. Dalla fine.

Gli stranieri una volta suscitavano in me un’enorme, indescrivibile, persino vibrante curiosità, solo per il fatto di abitare ed essere cresciuti in un mondo diverso dal mio. Ora non è più così: non rimango incantata e non salterello sulle punte dei piedi. Ci sono tuttavia delle personalità, indipendentemente dalla geografia, che riescono a smuovermi dal grigio disinteresse che sempre più spesso provo verso gli altri.

Gabriel ha un tatuaggio, anche lui, sull’avambraccio sinistro. L’ho notato oggi. E’ un rinoceronte. Animale con la R: ri-no-ce-ronte. Già. Così, mentre la snob che è in me notava i sandali da tedesco ai piedi, tutto il resto di me ha iniziato a pensare a quella luce diffusa nei laboratori attraverso le ampie vetrate e soprattutto alla mia enorme ignoranza, che andrebbe colmata, riguardo a WittgensteinIllustrare è un esercizio.

So solo, e lo ricordo pure male, quello che dice a riguardo Wikipedia. Sito con la W: Wi-ki-pe-dia.

dalla fine

Come se fossero stati il comitato di benvenuto del luogo, come in un film di Muccino degli anni ’90, come la storia di un libro, mi hanno organizzato un tour. Chiavi, piumino azzurro, case affrescate e mi hanno portato su per le colline di altre colline, tra un’illustrazione e l’altra.

Ma tu ad un workshop dovresti venire….

E io continuavo a cambiare discorso.
Pensavo: uno di quei workshop che ti invita a sognare?
Uno di quelli in cui ti spiegano come la bellezza salverà il mondo? Sognare, immaginare, interpretare la realtà, guardare il mondo. Concetti e possibilità? Non che mi importi molto dei sandali o del tatuaggio. Perché a me stessa, oggi che sono più vecchia e saggia, che so cosa voglio, certi discorsi li faccio. Mi importa di come riesce a far uscire quel blu dai suoi lavori con gli sfondi grigi.

“Ma lei è nato qui?”
….

Preferisci l’acquarello, l’acrilico, o il digitale?
E io continuavo a cambiare discorso.
“E la scuola elementare la chiudono allora?”
….

Mi hanno iscritta. Credo. Non so.
E preferisco il digitale. Sono sicura.
Mi piacerebbe tanto riuscire a illustrare una favola, una di quelle più conosciute o anche una nota solo a chi l’ha scritta.

Devi portare venti fotografie che ti piacciono, di paesaggi, persone, quello che ti piace di più“.

Soundtrack: Low – Words (Full Album)

Strange Fruit - Johann Fournier
Strange Fruit – Johann Fournier (l’immagine è tagliata rispetto all’originale)

 

L’uso di estratti della Digitalis purpurea per il trattamento dello scompenso cardiaco.

One Comment

  1. sembra quasi un sogno. Tra fantasie e realtà.

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