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Costruisci anche tu una bambolina voodoo

Qualche giorno fa io, Vale e M. ci trovavamo seduti ad un tavolino all’aperto dei 30 gradi delle otto di sera, bevendo birra e spriz e mangiando tramezzini e caprese.
La conversazione è stata varia e approfondita su molteplici aspetti della vita sessuale.
Stamattina, alzandomi dall’ennesimo sogno edipico, molto prima del lecito a causa del fatto che avevo lasciato stupidamente la sveglia impostata, ho pensato che forse avevo infuso inquietudine nella mia amica, raccontandole, tra le altre cose, di come avevo fatto anche io la mia bambolina voodoo.
La bambolina in questione è stata cestinata nel sacco del secco forse due anni fa. Alla signora delle pulizie rumena stranamente non dava fastidio e non si era sorpresa quanto trovare un cornetto rosso sopra un armadio. Chissà che strumento del diavolo si pensava che fosse, visto che mi aveva chiamata, quasi impaurita a vedere quella cosa.  Mio padre, di nascosto da me, un giorno era entrato a casa mia e me l’aveva lasciato. Il cornetto è ancora lì!Ad ogni modo la bambolina era alta circa 12cm., fatta rigorosamente a mano, di cotone bianco doppio ritorto ( era un rimasuglio di tessuto da camicia che avevo in casa ), filo nero e imbottita di cotone idrofilo. All’altezza del cuore avevo appuntato un quadratino di stoffa blu, tagliuzzato dall’interno da una delle magliette preferite per la notte lasciatami dal mio ex fidanzato. Qui e lì spilli.
Il mio intento non era cattivo, non gli auguravo niente di particolarmente brutto. Magari un po’ di infiammazione ai nervi dell’avambraccio per non poter fare kitesurf per un po’, ecco. Ma non voglio parlare della mia storia e comunque il tipo in questione, caduta di capelli a parte, mi pare abbia sempre goduto poi di ottima salute.
Il punto è che stamattina, ripensando a Vale colpita dall’informazione mentre ne parlavamo, mi è venuto in mente che c’è chi, entrando in casa mia, non si era mai stupito per l’oggetto messo là tra i libri e mi sono ricordata di una questione a cui per un pezzo non avevo più pensato: a casa mia, dei miei genitori intendo, da quando ero nata c’è sempre stata, nonostante i traslochi, una bambolina sulla piattaia in cucina.
Vedi come i bambini crescono poi?
C’era questa bambolina di filo di lana rosso acceso, che aveva del filo nero a stringere ginocchia, gomiti, vita e collo, così che si vedesse la figura. Anche questa aveva uno spillo. Nessuno la toccava. Era persino impolverata. Ricordo che da bambina più volte avevo chiesto spiegazione ai miei genitori, perché quando me n’ero accorta mi aveva inquietato. Successivamente no, faceva parte dell’arredo di casa e oggi, che non so dove sia finita, la sento con nostalgia. L’aveva fatta mio padre.
Mia madre stava molto male e mio padre, che non sapeva evidentemente dove sbattere la testa, si era ricordato della madre della sua storica ex fidanzata, che lui aveva lasciato per mia madre dopo molti anni di frequentazione: questa signora aveva augurato tanti mali a mio padre e lui, per sfogo in quel momento di difficoltà vista la grave malattia di mia madre, aveva costruito la bambolina contro la signora. Mi risulta che anche in questo caso la signora non sia fulmineamente morta e che sua figlia abbia trovato presto un marito e tutt’ora siano felicemente sposati.
Colei che attualmente fa le pulizie a casa mia è napoletana. Suppongo che il cornetto l’abbia visto ma non mi ha mai detto nulla.

Sountrack: Cracker – Low

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