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Chi pecora si fa il lupo se la mangia

Moltissimi anni fa, in un momento di anomala creatività di mio padre, ricordo che nel suo grande ufficio, alla destra in alto della porta d’entrata, aveva appeso un foglio con la scritta:

Chi pecora si fa il lupo se la mangia

Era il periodo in cui un suo superiore gli metteva di continuo i bastoni tra le ruote e in cui per poco non vennero alle mani. Mi dice oggi mio padre che con la vecchiaia la relazione con quel collega è diventata molto diversa, persino pacifica e amichevole. E comunque si trattava di un superiore.
Tutto questo mi è tornato in mente perché con molta probabilità mi sto avvicinando al comportamento di una pecora, cosa piuttosto lontana dal mio innato temperamento. In un momento in cui seguire coerenza e regole mette a rischio una questione a cui tengo veramente molto, incasso e non replico, nonostante abbia il ruolo per farlo.
Credo che questo comportamento, che non mi era affatto proprio, sia maturato a seguito di diverse esperienze amorose negative, in cui avrei avuto il “diritto”, – se di diritto si può parlare – ad essere contraccambiata, ma ogni mia azione era una possibile scusa per un mancato gesto amoroso: di conseguenza non facevo niente che potesse urtare l’altro, un tale niente per cui mi manifestavo come una me a metà, eppure capace di allungare i tempi del brodo, in direzione comunque di infelici conclusioni.
Nel rimanere impassibile è accaduto tuttavia che ho anche imparato ad essere meno irruenta, meno estremista.
La via di mezzo, la virtus, starebbe nel compromesso, nel non strisciare mentre belo e nel cercare di stare sufficientemente lontana dal lupo.
(Per inciso, l’intelligenza dell’altro nel cogliere che lo sto coglionando dicendo sempre di sì, credo che non possa essere considerata un dato ascrivibile.)
Da qui il proverbio:

Seguire il branco

La pecora segue il branco, non si allontana troppo.
Il comportamento della pecora è quello della ruminatrice.
Io bevo acqua.
Durante le ore di lavoro, i colleghi, il branco, vanno al caffè e io… bevo acqua.

Dovrebbe essere debole una pecora.
E in questa fase della mia vita vorrei essere saggia, forse come nell’Arte della Guerra di Tzu Sun, ma vorrei anche essere me stessa, la me che non si fa trattare male.
Invece ci sono prove che attestano che non sono capace a togliermi i sassolini dalle scarpe.

 

…. Nel 2013 un vecchio giornalista mi mandò un bigliettino d’auguri su cui aveva scritto “Un guerriero non può abbassare la testa, altrimenti rischia di perdere di vista l’orizzonte dei suoi sogni”.

Soundtrack: Levante – Pezzo di me

 

One Comment

  1. bello il pensiero finale ma è un’arma a doppio taglio. Stare sempre con la testa in alto si rischia di essere impallinati dal fuoco nemico ma anche da quello amico.
    Non è detto che il tuo atteggiamento sia sbagliato dipende dal contesto.

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