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5 modi per uccidere i tuoi sogni

Ho visto un video su youtube l’altra sera intitolato “5 Ways to kill your dreams” e mi ha ricordato un volo preso un paio di anni fa e l’incontro che avevo avuto.
Il video in sintesi dice che se vuoi uccidere i tuoi sogni devi:

1. Believe in overnight success
2. Believe someone else has the answers for you
3. Believe that when success is guaranteed you should settle all down
4. Believe in the thoughts of someone else
5. Believe that only the goals themselves matter

(*traduzioni ad estro dell’interprete:
1. sognarti che il successo cada dall’alto
2. credere che qualcuno abbia le risposte per te
3. credere che quando hai raggiunto il successo tu ti possa adagiare
4. credere nelle idee degli altri
5. credere che solo gli obiettivi in sè contino
nel video si danno chiare spiegazioni di come e perché)

Del video di TED apprezzo soprattutto il punto 2. “Believe someone else has the answer for you” e il punto 3 “Decide to settle” and … celebrate!!

Il che comunque mi ha riportata ai fatti un po’ di tempo fa. Riporto tale e quale da un vecchio post. Storiella.

Qualche anno fa in occasione di un mio compleanno passeggiavo sotto i portici dell’amena cittadina in cui vivo con un uomo di cui mi sentivo innamorata persa. Da una diversa angolazione oggi posso dire che ero persa, ma non esattamente innamorata, perché di uno stronzo non ci si può innamorare. ( Definisci stronzo uno che sta con te per il 20% di se stesso, che ti invita a frequentare altri uomini e che fa del sesso con tante altre donne, se capita anche insieme tra loro ). Camminavamo e siamo entrati in una libreria per comprare The Secret di Rhonda Byrne, un libro che Fantozzi definirebbe una cagata pazzesca. Il mio amico, chiaramente influenzato da qualche indio argentino o rito pagano, considerava questo testo qualcosa che dovevo assolutamente leggere. Il succo del libro, che riporta l’esperienza di numerosissime persone e che ha fatto fare i miliardi all’autrice, è che bisogna essere positivi per attrarre positività – e fino a qui il discorso regge – e che bisogna focalizzarsi sulla nostra meta e predisporre tutto affinché ciò si avveri.
Mi spiego meglio: se tu desideri un marito in casa tua, allora svuota gli armadi, fagli già posto e cambia quel letto ad una piazza e mezza, perché non ci starete mai comodi in due. “L’universo si riorganizzerà affinché possa succedere ciò che desideri”. Se tu desideri un marito e desideri comprare una casa più grande insieme, allora non è necessario che cambi il letto a cui sei molto affezionata.
I passi proposti dall’autrice sono i seguenti:
1. chiedi all’universo ciò che desideri;
2. credi che ciò che vuoi sia già tuo e abbi una fede incrollabile nell’invisibile;
3. ricevi: immagina come ti sentirai quanto arriverà ciò che desideri.

E quanto tempo ci vorrà? Non si può dire: dipende dal tuo essere allineato con l’universo.

Ma torniamo al tema: a suo tempo ammetto di aver avuto un periodo in cui m’ero messa di impegno all’idea di chiedere, desiderare e ricevere il mio amico argentino. Ma non ha funzionato. Il libro direbbe che la manza tedesca che l’ha accolto ha desiderato molto più forte di me il mio amico argentino. Pensavo però che sicuramente una parte di ragione ce l’ha il banalotto manuale: se continuo a girare per il mondo, l’unica possibilità di incontrare ragionevolmente qualcuno è incontrarlo su un aereo, cosa che magari potrebbe anche comportare un incontro con qualcuno che ha esperienze simili alle mie e con il quale intendermi meglio.

Lo scorso giovedì sera ho conosciuto Luca.
Ci sono cose decisamente divertenti ogni tanto: ero all’aeroporto di Francoforte, di sera, stanca al punto di dimostrare cinque anni in più dei miei soliti quattro in meno, quando, in attesa del volo, ho visto un uomo decisamente bello, seduto e affianco a lui c’erano dei posti liberi. Tra me e me mi sono detta di sedermi lì e stavo proprio per farlo quando una delle persone con cui ero mi ha chiesto di controllare le sue valigie mentre andava al bar. Quindi mi sono messa alle spalle di dove avrei desiderato e ho iniziato a mangiare  m&m’s da un gigante pacchetto, chiacchierando con Gianandrea che mi raccontava delle sue esperienze.
Sulla mia carta d’imbarco c’era scritto: 39A, ultima fila, finestrino.
Arrivo in fondo al corridoio e il caso vuole che Luca abbia il posto proprio affianco al mio. E questa cosa mi fa sorridere, perché anche la settimana scorsa, rientrando da Mosca, affianco a me era seduto chi avevo notato tra la folla.
Vedi te che Rhonda aveva ragione? Magari devo allinearmi un po’ meglio, ma siamo sulla via giusta.
Con Luca c’è anche Andrea, suo collega, che, prima di sprofondare nella lettura di un libro sulla vita di Einstein, inizia a propormi Luca come l’uomo perfetto. E ha apparentemente ragione: bello come il sole, un sorriso da modello, un metro e ottanta, spalle robuste, mani curate, capelli castani e folti, camicia bianca doppio ritorto e cravatta regimental, ingegnere, brillante, divertente.
Scambio di biglietti da visita: siamo della stessa città.
In volo parliamo: suonava la chitarra elettrica ( 10 punti! ), frequentavamo le stesse discoteche qualche anno fa, come me desidera lavorare molto di meno e avere più tempo per la famiglia, gli amici, arrivare a letto la sera riuscendo a leggere un po’.
Gli faccio ascoltare dalle mie cuffiette penzolanti intorno al collo una canzone dei Pavement che avevo nel lettore mp3 e la ascolta pure con interesse. In un momento di insana positività gli confesso anche che mi capita di scrivere su un blog talvolta.
Così caso vuole che io gli racconti proprio di Mendoza e dello stronzo argentino, lui invece mi racconta di Maria, spagnola, di cui era molto innamorato.

Il tempo è volato e l’aereo è atterrato e ci siamo salutati: Luca ha una bella fidanzata bionda e un bimbo di tre anni.

6 Comments

  1. A me pare che ad innamorarsi di stronz* siano invece in moltissimi.
    In passato ci sono cascato anche io. 🙂
    Ciao Ro!

  2. Non conoswco il libro in questione ma diffido per natura da manuali che promettono molto.
    Ma torniamo a Luca. Dicimao che fa parte anche lui degli stronzi. Se tieni famiglia, mi sembra sciocco fare il single durante un viaggio. Mi sembra molto somigliante a quello della storiella.
    Sicuramente viaggiare molto non aiuta ma d’altra parte se lo fai vuol dire che ti piace.

  3. Mah, questa cosa dell’essere positivi per attrarre positività, mi pare una rilettura del concetto vecchio quanto il mondo dell’aiutati che Dio ti aiuta… diffido comunque di ‘sti manuali, alla fine ognuno ha la sua ricetta particolare…il problema è trovarla…

  4. Vedila da questo punto di vista: non avere avuto lo stronzo argentino alla fine e’ stata una vittoria, perché veramente, chi lo vuole uno stronzo?
    (E’ quello che ripeto sempre a me stessa, avendo un amico che somiglia molto a questo argentino).
    Ho anche conosciuto un Luca, una volta. Quelli sono i peggiori tra gli stronzi.

    Più tardi mi guardo il video 🙂

  5. gynepraio gynepraio

    Gioia mia, andare a letto con altre donne è da stronzi, ma leggere The Secret è da poveri stronzi, il che è pure peggio.
    Detto tutto ciò, non sottovaluterei il potere dei desideri di forgiare la realtà. Al netto di tutta quella storiella dell’allineamento planetario, se diventi brava a volere farai accadere le cose.

  6. ctrlshit ctrlshit

    Il poli-amore che legge libriccini di self help è uno stronzetto, ma alla fine coerente. Il bellissimo, gentile, disponibile e affine a te che alla fine magicamente caccia moglie e figlio dal cilindro è della peggior tipologia di stronzi sulla faccia della terra. Da prendere a testate alla radice del naso, giuro.

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