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Affezionarsi

Mentre ero in auto tornando in ufficio ho ripensato alla conversazione di sabato pomeriggio con il mio ex fidanzato: a fine discorsi lui cita il Piccolo Principe e la volpe.
Sul momento ho reagito male, invitandolo a chiudere lì la discussione, perchè ho ripensato alle pretese di certe volpi e pure atteggiamenti poco principeschi di altri.
Tuttavia poco fa tra una curva a sinistra e una a destra, mentre dalla radio usciva Somebody to Love, ho ricordato un altro aspetto della storia: l’affezionarsi.

Mi hanno chiesto come faccio ad affezionarmi così in fretta: non mi affeziono in fretta neanche io. Provo semmai un sentimento di trasporto felice quando riconosco tra molti qualcuno che potrebbe comprendermi, che io potrei comprendere, a cui sicuramente potrei volere bene.
E quanto tempo ci vuole per affezionarsi ad una persona? E’ variabile, ci vuole un po’: non ci si affeziona immediatamente. Affezionarsi vuol dire provare un sentimento costante verso persona, desiderarla, sentire un attaccamento a lei, volerle bene.
E come si fa ad affezionarsi?
Qui mi è tornata in mente la situazione del Piccolo Principe, storia che forse oggi comprendo molto di più e meglio che in altri momenti della mia vita.
Non è vero che corro sempre, alle volte sono lenta, ci arrivo con calma alle cose. Non è neanche detto che abbia senso e non sono affatto certa di averci visto bene e che lui sia un principe, anche se l’ho sognato.
Penso tuttavia che mi siederò in un punto e avrò pazienza e, se è vero che conosciamo solo le cose a cui ci affezioniamo, seguirò quello che dice il racconto, a piccoli passi, pur non sapendo esattamente come fare nel mio caso.

Soundtrack: Coldplay – Lovers

*** ***

Da ll Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry.

In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo… ”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, “sei molto carino… ”
“Sono una volpe”, disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono così triste… ”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire “addomesticare”?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
“Che cosa vuol dire “addomesticare”?”
“Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche  delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “addomesticare?”
“È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.
“Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’è un fiore… credo che mi abbia addomesticato… ”
“È possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra… ”
“Oh! non è sulla Terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
“Su un altro pianeta?” “Si”.
“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?” “No”.
“Questo mi interessa. E delle galline?”
“No”.
“Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea:
“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non …mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano… ”
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
“Per favore… addomesticami”, disse.
“Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”.
“Non ci conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
Che cosa bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
Bisogna essere molto pazienti“, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino… “
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, …dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.
“Che cos’è un rito?” disse il piccolo principe.
“Anche questa è una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “… piangerò”.
“La colpa è tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi… ”
“È vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“È certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore …del grano”.
Poi soggiunse: “Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto”.
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio.
“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa”.
E ritornò dalla volpe.
“Addio”, disse.
“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
“L’essenziale è invisibile agli occhi”, ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
“È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
“È il tempo che ho perduto per la mia rosa… ” sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa… ”
“Io sono responsabile della mia rosa… ” ripetè il piccolo principe per ricordarselo.

37 Comments

  1. ti lascio un grazie, perché questa riflessione arriva in un momento perfetto per me.

  2. Mi hai fatto leggere il piccolo principe e per questo ti odio

    • rO rO

      Hai ragione. Io pure mi odio per averlo avuto in testa poco fa.

      • vabbè dai, ti offro una cioccolata calda per far pace

    • concordo con Ckf, che ti odio per avermi fatto leggere il piccolo principe, che veramente non se ne può più. tra l’altro mi sa che ho letto che quest’anno va in pubblico dominio. dico, ma ci pensate a quante altre migliaia di edizioni ci beccheremo? già lo so che quest’anno sarà durissimo!
      dai rO adesso ci devi trovare qualcosa di meglio cui pensare. ce lo devi.

      • rO rO

        Intanto vedere il tuo rubinetto apparirmi davanti mi ha fatto pensare che ho una bottiglia di champagne in frigo che DEVO aprire. Stasera credo che sarà la giornata giusta.
        Ho una sfilza di bozze di post che non hai idea. Però vi devo qualcosa di meglio e hai ragione. Prendo te per tutti: hai una categoria, più di altre, che ti interessa?
        E sì, il PP c’ha un po’ rotto, è vero.

        • basta che non mi viri troppo sul melancolico che già mi sento demotivata da sola.
          e per lo champagne direi: perché aspettare stasera?

          • rO rO

            Di base perché non faccio in tempo a passare a casa e portarlo dall’estetista dove trascorrerò la pausa pranzo.

  3. ctrlshit ctrlshit

    Sono stata Volpe, sono stata Principe. Ho voluto fortemente essere addomesticata e ho voluto fortemente addomesticare. Ma nei miei percorsi si è sempre stortato qualcosa, ad un certo punto. Per cui mi sono guardata indietro e ho visto solo fatica sterile, oppure gioco, senza fondamento. Sono felice però di essere ancora qui a voler addomesticare, e a cercare chi mi addomesticherà prima o poi. Perdere la speranza è davvero morire. (cercherò di commentare più spesso, così non ti verrà la voglia di smettere)

    • rO rO

      Grazie Ele 🙂

      • ctrlshit ctrlshit

        Sei capitata anche per me in un giorno adattissimo a queste valutazioni…

        • rO rO

          Che ci sia un influsso astrale? Se sì, il mio ha a che fare probabilmente con le lune di Urano.

          • ctrlshit ctrlshit

            Urano è il pianeta dell’Acquario, segno in cui siamo. La luna è il simbolo della ciclicità. Sarà un influsso astrale, oppure sarà che è ora di dire basta a certe cose, e cercarne altre 😀

  4. Io ho addomesticato mia moglie, lei ha addomesticato me: funziona nei due sensi, in genere

    • rO rO

      Devo dire che in questo caso la mia riflessione è di carattere generale. Pensavo a come e quando ci si affeziona, tra amici, tra persone e forse solo infine, seppur non di meno importanza, tra amanti.

  5. Letto tanto tempo fa. Non ricordavo questo brano. Grazie per aver eseguito un refresh della memoria.
    La differenza tra il piccolo principe e la volpe rispetto a due persone sta in un piccolo dettaglio. La volpe decide di farsi addomesticare senza che il piccolo principe provi lo stesso desiderio. Per me è il cosidetto amore a senso unico. Non può funzionare.
    Il tuo affezionarti (o addomesticarti) se è a senso unico non funzionerà.
    Però da quello che leggo non è esattamente così.

    • rO rO

      Bah, la metterei così: se uno/a mi dice che non riesce ad affezionarsi in poco tempo, io posso capire che a) non è interessato a creare legami e io mi allontanerò dimenticandomi di tutto; oppure b) si affeziona solo con il tempo e quindi potrei provare a sedermi affianco, prima più lontano, senza rompere, in silenzio magari, e poi forse più vicino.Oggi era una giornata da piano b)
      Non è affatto detto che abbia senso.

      • Vuoi fare come la volpe, insomma.
        Il piano a) in pratica significa no feeling e addio a tutto.
        Anch’io sono convinto che o scatta qualcosa subito oppure è tempo sprecato.

        • rO rO

          Sto pensando di rivolgere un qualche attenzione a qualcuno che mi ha chiaramente detto di essere contrario al manicheismo. Provo la b), la pillola rossa, resto nel paese delle meraviglie e vedo quant’è profonda la tana del Bianconiglio. Capace che non sia neanche profonda e magari anche accogliente.

  6. Quel pezzo del Piccolo Principe è penso ormai un fondamento dei sentimenti per molte generazioni

    • rO rO

      È così famoso che riportarne il testo forse non era necessario. Eppure a me oggi improvvisamente è apparso diverso e volevo rileggerlo. Come forse avrai capito, due anni fa avevo preso di traverso lo stesso racconto e non è che mi è del tutto passata. Credo però che sia veramente molto chiaro per spiegare cosa significa affezionarsi e come fare per crearne i presupposti.

      • Ma guarda anche a me da ragazzo piacque tantissimo e ci sono passaggi che mi ricordo ancora con affetto 🙂

  7. Mi incuriosisce come, nei momenti in cui meno uno se lo aspetta, il cervello faccia dei voli pindarici tali da farci rivivere e rivedere un evento da un’angolazione completamente diversa. Sto rileggendo il Piccolo Principe in questi giorni, si vede è che il suo momento. Vivo in campagna, eppure una volpe così non l’ho mai incontrata… non ho un fucile, ma neppure una gallina… probabilmente accanto al ciliegio dovrei piantare un albero di mele. Comunque leggerti è un piacere, sempre. Una linea discontinua nella banalità del Web. RiV.

    • rO rO

      Grazie. Adesso mi hai fatto venire in mente il bosso e il labirinto che mi piacerebbe costruire in giardino per poi giocarci. Intorno a febbraio, diciamo per una strana abitudine presa a Sanremo anni fa, compro dei giacinti che sbocciando riempiono di profumo la mia casetta. E’ arrivato il momento. Tu mele, io giacinti.

  8. Ian Saiin Ian Saiin

    È così famoso che non l’avevo mai letto. Né sentito. A volte sono fiero di certe mie indicibili ignoranze. A volte meno. Questa volta meno.

    • rO rO

      Effettivamente non si spiega 🙂

    • rO rO

      Può essere che nasca tutto dalla mia testa, più che da Oriente.

      • Il piccolo principe contiene una grande verità, anche se l’abuso ne inibisce l’uso. Una natura selvatica seppur addomesticata non deve essere soffocata, ma gestita. Difficile, ma come il sole, se ti avvicini troppo brucia, ma vuoi mettere?

        • rO rO

          Il Piccolo Principe mi sa che non fa per me. A qualche giorno da quel post già ne sono irritata.

            • rO rO

              No no. Tu non c’entri

  9. Cristopher toph Caietti Cristopher toph Caietti

    Anch’io mi affeziono in fretta alle persone che mi sembrano sulla mia stessa linea d’onda. E’ una bella metafora quella del Piccolo Principe a me però non so se piacerebbe addomesticare o essere addomesticato.
    Buona domenica rO.

    • rO rO

      Sì. Addomesticare poi è proprio un brutto verbo. Ero partita a ragionare dal fatto che c’è chi si affeziona subito e chi no e sono forse finita su un tema diverso.
      Buona domenica anche a te. Grazie del pensiero.

      • Cristopher toph Caietti Cristopher toph Caietti

        Ma la metafora è molto bella, come dicevo. Un incontro tra due persone è un avvicinamento. A volte è complesso, altre è più istintivo. Sicuramente conoscere e avvicinarsi a persone nuove arricchisce.
        Se posso permettermi, io vorrei dirti che, a mio parere, la citazione è assolutamente azzeccata a parte il verbo.
        Figurati rO, per me è un piacere.

        • rO rO

          🙂

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