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Il lunedì non esiste

Mia zia tra qualche tempo se ne va in India, presa dal misticismo: sessantaquattro anni e vederglieli tutti.
Il pensiero della conferenza stampa di lunedì mi agita. Suppongo che la palestra e i sei chilometri di corsa, le trazioni e tutto il resto potranno aiutarmi a far evaporare i pensieri, sempre che non intervenga Nara, che non saprò ascoltare con la pazienza di Ian con i suoi malati. La sala riunioni è a posto, ma lo so benissimo che organizzare le cose di fretta e senza che chi è dietro al cavaliere principale si sia preparato adeguatamente potrebbe consentire qualche scivolata, delle gaffe, come il tentativo di auto sabotaggio che stavo compiendo io ieri, inviando a mezzo mondo un invito alla conferenza stampa con il sottotitolo errato. Mezzo milione di euro: ma quello non l’ho scritto io, bensì l’addetto stampa, che sa come esaltare un concetto.

Winded is the sailor 

I giornalisti non mi piacciono: sono sempre sciatti, grossolani, e non ho mai l’impressione che ascoltino. Vorrei conoscerne qualcuno di cui aver veramente stima, eppure. Eppure ne ho anche uno in casa. Correggere la bozza di uno che si fa pagare seicento euro per riassumere tre cartelle in una, senza coglierne il senso, mi infastidisce un pochino. Così come mi infastidisce il pensiero che ieri ho dovuto dire ad uno che viene pagato cinquantamila euro per sei mesi di lavoro fuffa, che non avevo intenzione di fare io il suo lavoro, né tanto meno scrivere io nel testo del comunicato stampa una lode al suo inesistente operato. Lo so io poi come mi batteva il cuore, ché lavoro in un ambiente di uomini parecchio più vecchi di me e maschilisti, e per ogni virgola hanno il pregiudizio della mia femminile incompetenza.

bloodied on the shore

Un anno fa, al mare, il mio vicino di ombrellone è stato Gianluigi Nuzzi. Era molto carino mentre giocava con la sua creatura. Era anche un po’ snob, ma io reggo bene le occhiate. Mi sembrava incuriosito dal fatto che a differenza di tutti non fossi stata propensa a ritenerlo un VIP, forse perché in realtà non sapevo neanche chi fosse prima che me lo dicessero, non essendo interessata a certe questioni e ad alcuni modi di raccontarle e farne chiacchiere.

In definitiva esiste la possibilità che lunedì l’intervistato, interrogato su una questione che non conosce, mi passi la parola per le risposte “tecniche”.
Io già mi ci vedo, con la spalla sinistra appoggiata allo stipite della porta, che mi rimetto sull’attenti e rispondo. E come a scuola le domande sono sempre imprevedibili.

puts his faith in love and tremor Christ…

Soundtrack: Pearl Jam – Tremor Christ

14 Comments

  1. Scribacchina Scribacchina

    Spezzo un fuscello in favore dei giornalisti: credimi, non sono tutti così… 🙂 Sarà una questione inversamente proporzionale, ma meno guadagni in soldi e potere, più ci guadagni in umanità 🙂 Un abbraccio e in bocca al lupo per lunedì, ce la puoi fare 😉

    • rO rO

      Ti aspettavo 🙂
      Io dico solo che quelli che conosco non sono bella gente. Il mestiere in sé è lodevole, indubbiamente e forse è proprio per questo che noto le differenze tra la teoria e la pratica. Ho a che fare con giornalisti che tirano a campare, stravolgendo il senso delle cose, superficiali, mentre il mestiere presupporrebbe meticolosità. Ma, credimi, vorrei veramente conoscerne altri di giornalisti, di più e diversi, per potermi ricredere pienamente.
      Per lunedì, sì, non succederà in fondo poi nulla di che. Fossero queste le cose importanti. L’agitazione ora tanto la vado a smaltire in palestra.
      🙂

      • Scribacchina Scribacchina

        🙂 Purtroppo è vero che ci sono (e ce ne sono tanti!) di giornalisti superficiali e pessimi professionisti; la scusante che va per la maggiore è che avendo troppo lavoro non riescono a seguire bene tutto, ma francamente (anche se mi rendo conto che certe volte la mole di lavoro è immensa) non la accetto. Sarà che sono puntigliosa, ma o le cose che scrivi le sai e sei in grado di argomentare, oppure cedi il testimone a qualcun altro. Pensa che ci sono giornalisti piuttosto noti che non sanno nemmeno scrivere (giuro! dalla punteggiatura all’uso dei verbi), così qualcun altro deve prendersi la briga di ripassare da cima a fondo i testi e praticamente riscrivere il testo, restando sempre nell’ombra. Poi però ci sono situazioni e persone che ti fanno un po’ ricredere: capita di parlare con ragazzi (trentenni, mica tanto ragazzi…) che inseguono da una vita il sogno di scrivere e lavorano anche 14 ore al giorno senza stancarsi, senza lamentarsi, prendendo 100 euro al mese (!). E’ una cosa assurda e non la accetto, ma mi fa piacere sapere che esistono ancora persone determinate a realizzare un sogno, costi quel che costi 🙂 Buona palestra, un abbraccio 🙂

  2. Dopo la lettura del post sorgono spontanee diverse domande. Ma mi asterrò dal farle… 🙂
    Non si può mica sapere tutto!

    • rO rO

      Vuoi sapere se la foto è della nostra sala riunioni? No, ma l’ho scattata io in un’altra occasione 😉

      • Hehehe, peccato. Non era questa la domanda.
        Le risposte le cercherò leggendo i post futuri! 🙂

    • rO rO

      Crepi!!

  3. Pensavo alla zia, che fuggirà in India. Forse lunedì la invidierai. Ma il lavoro è il lavoro e quindi come un bravo soldatino risponderai alle domande insidiose che l’intervistato lascierà a te, come atto magnanimo per darti visibilità.
    PS Gianluigi Nuzzi. Chi era o è costui? Io lo ignora anche adesso.

    • rO rO

      E’ un giornalista televisivo.

      • Cambia qualcosa? Sei teleigienica? Allora ti vedo in tv

        • rO rO

          Teleigienica non me l’aveva mai detto nessuno.

  4. Facendo (più o meno) parte della categoria, sulla sciatteria e grossolanità, ti dico che dipende dallo status: se parliamo di giornalisti col ‘posto sicuro’, che sanno che per quante minchiate, errori ortografico-grammaticali, punteggiatura a cavolo e quant’altro scriveranno, continueranno ad avere il sedere al caldo, ti do ragione; diverso il discorso per precari, freelance e sottopagati vari… Mi aggiungo ai buoni auspici, comunque… 🙂

  5. ho cercato Gianluigi Nuzzi su google. non avere la tv è buono.

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