Skip to content

Persone belle fanno cose belle

“Nice people make nice things” era scritto sulla maglietta nera del signore baffuto e grigio che stava davanti a me sulla macchina per i dorsali mentre io allenavo gli addominali superiori.

La foto è della sala d’attesa del chirurgo da cui sono stata stamattina. Sulla sinistra c’è un piccolo comò. Sembra di stare in casa, in una casa un po’ come la mia, a dirla tutta, anche se quadri alle pareti non ne ho nessuno.

Circa tre anni fa una mia parente più vecchia di me voleva cancellare un paio di rughe che vistosamente le segnavano le labbra. Stranamente aveva bisogno di una spalla, anche se lei è una donna forte e certamente può cavarsela in tante situazioni ben più difficili.
Quindi sul lettino bianco mi ero sdraiata prima di lei, un’infermiera mi aveva tamponato un po’ alcune zone del viso con del cotone imbevuto di anestetico e poi il medico aveva iniettato in paio di punti sotto la pelle dell’acido ialuronico. Il risultato è stato leggero, al punto che alla vista avevo solo un aspetto più rilassato, meno scavato o imbronciato, come quando una donna confronta il suo aspetto prima o dopo il trucco, prima o dopo una vacanza, senza o con amore. Il tempo è passato e ho pensato di tornare da lui.
E’ un uomo piccolo, un gattone, con tanti capelli neri e folti. Mi piace, lo trovo rassicurante. In generale provo una sensazione di gratitudine per chi mi fa star bene, per chi mi offre e fa godere di un buon pranzo, per chi ha delle attenzioni per me.
Abbiamo delle cose in comune.
Mi ha parlato, sorriso, guardato negli occhi, distratto, mentre mi pungeva.
Dice che dorme molto, che ultimamente ha voglia di dormire e lo fa dappertutto, in posizioni strane, come sul grande divano che ha nella veranda, con il camino acceso magari e il rumore del fuoco in sottofondo.
Mentre parlava pensavo che anche io amo dormire e ricordavo la tensione che ho provato ogni volta che ho avuto dei compagni che non comprendevano questo mio bisogno, facendomelo pesare e costringendomi ad un impegno fisico che non era per me.
Ha un figlio adolescente e la moglie non vive più con lui.
Poi abbiamo parlato del menu della cena della mia vigilia di Natale, di cosa cucinerò. E siamo arrivati alle bottiglie di champagne che entrambi finiamo per conservare, per non aprire, non avendo occasioni per farlo. Quando mi ha detto che quest’anno se l’è portate persino in barca senza aver avuto l’occasione di stapparne una, l’ho compreso bene.

In palestra poi c’era Nara che mi chiedeva cos’è la femminilità. Io pensavo a quella donna giapponese che ho visto portare alla bocca la tazza con due mani, una a reggere e l’altra a sorreggere.

Soundtrack: Pearl Jam – Nothing as it seems

Don´t feel like home
Ease a little out
And all these words alone
Is nothing like your poem
Putting in and putting in
Don´t feel like methadone
A scratching voice all alone
Is nothing like your baritone

22 Comments

  1. Ma solo a me la parola “femminilità” fa venire l’orticaria?
    … stavo per scrivere … l’orchite …

    Alcuni giorni fa sono andata dal ginecologo, mi hai fatto venire voglia di scrivere di lui.

    • rO rO

      Aspetto il post allora! Sarà sicuramente interessante.
      Non ti piace veramente la parola “femminilità”?

        • rO rO

          E mascolinità ti fa lo stessi effetto?

  2. Io pure dormo molto, I odia la mia pigrizia ed è spesso motivo di litigio, mi fa sentire un egoista

    • rO rO

      Ma se il tuo fisico ne ha bisogno non è egoismo. Lo è se scegli di passare il tuo tempo davanti alla Ps4 invece che magari aiurare tua moglie a tagliare l’erba del giardino.

      • è fortissimo quando sto morendo di sonno e lotto per restare sveglio, mi succede che m’addormento con gli occhi aperti… Iuno mi vorrebbe uccidere, poi le faccio uno sguardo dei miei e capisce che non è il caso di fare la stronza… Ci sopportiamo a vicenda <3

    • rO rO

      Chissà da dove arriva.

  3. Il nostro medico di base ha cambiato studio. Per noi è andata bene, adesso è addirittura al portone accanto al nostro, ed è una cosa faraonica, ci sono entrata solo una volta per ritirare una ricetta e mi sono detta: vorrei abitare in una casa così

  4. Delle foto io amo i contrasti. I colori devono bruciare, e il bianco e il nero non devono mai fondersi.Così come i solchi servono a delimitare , le rughe servono a spezzare un volto immobile, facendolo interagire con le emozioni.

    • Tuttavia, perchè no, qualche volta serve aiuto: una virgola fuori posto è come un ruga di stanchezza.

      🙂

    • rO rO

      Di certi visi appesi non amo le rughe, che rendono cani le donne in giorni di agitato e deprimente lavoro.
      Non ho la capacità di vedere bellezza in certe rughe e soprattutto non sono nata bella come una modella da risultare graziosa senza trucco.
      Fortunata la donna che ti ama e che ami.

  5. Una volta mi persi in una ruga.
    Vi inciampai per caso,
    volando di sotto.

    Ma non feci alcun piano di fuga
    Mi riconobbi dal viso
    ridendo di brutto.

  6. Io dormo relativamente poco. Diciamo quattro o cinque ore per notte, purché sia un sono rilassato. Poi per le altre venti ore sono vispo e sveglio.
    Capisco chi ha necessità di ore maggiori. Non tutti hanno le medesime necessità.
    Le rughe sono andate via?

    • rO rO

      Posso chiederti quanti anni hai?

      • Molti. Troppi. Ma questo mi bastava anche quando avevo vent’anni.

  7. Mo’ mi scrivo da qualche parte l’inizio del tuo post. E ci con-sidero sopra.

    • rO rO

      Sull’anatra? La cospargi di miele mescolato con la senape e lo schiaffi in forno. La mia sra cuocendo ora ora. Le paratine tagliate a cubetti sono a tre quarti di cottura 🙂

    • rO rO

      Scusa. Ho letto il commento dal cellulare e pensavo si riferisse al post successivo.

  8. Viole (5/5) | FarOVale Viole (5/5) | FarOVale

    […] ad avere il desiderio che mi prendesse per mano, ma non l’ha fatto. – “Ho ancora quella bottiglia di champagne…” – “Ok, allora la berremo insieme. … con le […]

Rispondi

Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: