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Vento e olio

Nella tempesta di sabato sera, fuori dal ristorante, intorno a mezzanotte, Lucia si lamentava per il vento. Mentre gli si metteva contro per farle andare i capelli in direzione opposta e io le dicevo che a me il vento piace e molto, evocando nella mia testa il piacere di alcune spiagge del centro del mondo e pure forse di qualche discesa in montagna, lei se n’è uscita con: “Certo, perché tu sei Vata!

Una fotografia di anni fa mi ritrae con un gran sorriso e delle grandi occhiaie, a piedi nudi, polpacci scoperti, mani raccolte, affianco ad una statua di Ganesh, signore del buon auspicio, che dona prosperità e fortuna e ditruttore degli ostacoli.
La guida con cui mi ero messa a chiacchierare su una panchina fuori al museo di storia naturale a Mumbay ci aveva raccontato molto della mitologia indiana; stavamo lì a parlare perché entrambe non avevamo interesse ad entrare nelle sale con gli animali impagliati e io, arrogante, gioivo del fatto che fossi l’unica del nostro gruppo a potermi godere il suo sapere parlando in inglese.

Così secondo Lucia la mia energia vitale, il mio dosha, è Vata: aria, movimento, ruvido, senza limiti, penetrante, sottile, secco. Sul secco siamo tutti d’accordo visti gli anni passati con l’incubo della Sindrome di Sjogren  che mi ha insegnato ad ascoltarmi e capire quando devo ritirarmi.

Se così fosse, se fossi Vata, aria e acqua, il mio equilibrio sarebbe aggravato dai sapori che contengono l’elemento aria, ossia i sapori amaro, pungente e astringente, mentre sarei alleviata da quelli che non contengono l’elemento aria, ossia i sapori salato, aspro e dolce.

Ci pensavo stamani, perché ieri sono stata male con un chinotto, preso con un blogger che mi chiedeva perché Fa non scrive più, e sono giorni che in fondo cerco di digerire un libro amaro di racconti cinesi, consiglio di un altro blogger, certo che io avrei potuto comprenderne il significato.

Si ritiene che l’Ayurveda risalga a Brahma, il creatore dell’universo, eppure empio e per ciò poco venerato, e anche lui con quattro braccia, ma anche quattro gambe e quattro teste.
Secondo l’Ayurveda, l’universo e l’essere umano, che è immagine modello di esso, sono parti integranti costituiti da cinque elementi fondamentali: la Terra, stato solido della materia, l’Acqua, il cambiamento, il Fuoco, potere di trasformare i solidi in liquidi, in gas e viceversa, l’Aria, forma gassosa della materia, l’Etere, spazio in cui accade ogni cosa.

Cinque sono anche le azioni differenti volte a riequilibrare o rafforzare i dosha.
Tra queste i massaggi con olii, mio recente desiderio, per essere avvolta da morbidezza e profumo per un paio di ore almeno.

http://www.kenart.net

Ho trovato un test per confermare o meno l’inclinazione della mia energia vitale. E’ un test che, certo, è solo un’autoanalisi e forse imprecisa, visto l’ambiguo risultato.
In fondo ho l’impressione che la vista di Lucia sia migliore della mia, nonostante lei porti gli occhiali e io veda gli 11 decimi.

 Soundtrack: Mogwai – Take me somewhere nice

5 Comments

    • rO rO

      La domanda è difficile. Magari se legge, risponde lui.

  1. Il vento porta tempesta, anche se a volte sposta le nuvole. L’aria? Uhm! se fosse pura, aandrebbe bene ma è talmente pregna di cattivi odori, che forse è meglio turarsi il naso.
    Dunque sei Vata? Di mitologia indiana ne capisco poco, però se si senti così vuol dire che lo sei.

  2. rO rO

    L’ha ribloggato su FarOVale.

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