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Isole Svalbard

A metà pomeriggio ho parlato con un commercialista.
Mi chiede: “Lei quanto guadagna?… Non so lei, ma io non guadagno poi molto. Forse se guadagnassi uno sproposito ragionerei diversamente, ma visto che così non è, al momento le dico che è bene che ognuno si prenda le sue responsabilità. Io una dichiarazione simile, con una schematizzazione come la vogliono loro, non gliela posso fare.
Non ce l’aveva con me e io ho goduto parecchio per quelle frasi: l’integrità suscita sempre in me grande ammirazione.

E’ stata la seconda telefonata divertente della giornata.

La precedente era di un professionista che ho messo in contatto con il mio ex capo. Ad inizio conversazione mi dice quasi timoroso: “… Sa, dovrei dirle una cosa, al limite del personale. Ma il signor X mi pare che mi tratti come un suo suddito…

Benvenuti nel mio mondo.

La conversazione di questi giorni tra me e Fa ha portato all’identificazione di alcune certezze che, come da sue frasi, possono essere ricondotte ai seguenti postulati:
– siamo circondati,
– sono troppi,
– vinceranno loro.

E data la situazione di fatto, un po’ come la certezza della presenza di bambini indemoniati nel palazzo in cui vivo, quali soluzioni possono essere adottate?

Soundtrack: The Zen Circus – Gente di merda

Isole Svalbard.
Dicono che da quelle parti c’è dell’alcolismo e c’è della depressione, che la gente si suicidi. Ops, la descrizione corrisponde…

9 Comments

  1. Lo dico da una vita.

    Però c’è qualcosa che non torna. Non riesco a capire come mai ci dichiariamo tutti minoranza perdente. Tutti. Il fatto è che temo la sindrome del voto segreto. Nessuno vota per Andreotti e Andreotti vince col cento percento.

    In ogni caso andiamo via. Ho letto un reportage sulle isole Ebridi. Poca gente è tante pecore senza alcun diritto di voto.

    • rO rO

      Io sono per la trasparenza. Non ho problemi a dire per chi voto. Hai ragione indubbiamente a dire che lamentarsi pare lo sport nazionale.
      Nella pratica comunque io non desidero andarmene da nessuna parte diversa dal divano su cui siedo. Non mi sento affatto perdente, per dirla tutta, e la frase era di Fa. Sono tuttavia concorde nel ritenere che sono troppi. Se non le Svalbard, almeno un mio piccolo mondo fatto di chi è simile a me.

      • Io! Io! Io sono simile a te!

        Però alle Ebridi fanno un pasticcio di cervo che è la fine del mondo. E in questi luoghi Orwell ha ultimato 1984. Quale ironia. Non per i cervi.

        • rO rO

          Sì, io e te abbiamo delle somiglianze. Ma i tuoi occhi verdi sono più verdi 🙂

        • rO rO

          Il pasticcio di cervo lo assaggerei volentieri…

  2. Non so come sia la realtà… A me, il nome Svalbard dà l’idea di gente che vive nelle capanne, caccia con arco e frecce e per svago di prende a mazzate…

    • rO rO

      Ah ah ah. Ho letto un po’ di un blog di un ricercatore da quelle parti. Pare che ci sia un cielo pazzo, qualche volta verde, altre viola, altre blu. Mi piceeebbe tantissimo vederlo.
      Niente capanne ma casette o cemento qui e li. Poi neve e freddo e un po’ di orsi.

  3. Problemi nel dichiarare chi voto e chi non voterò mai non ne ho.
    Però quando viinceva l’altro, tutti negavano di averlo votato come se avesse imbrogliato nei conteggi.
    Comunque la gente è stupida. Vota per X da una vita e si lamenta che X non fa niente per loro.

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