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La subdolità di certi incubi

Mi chiedo se reagendo nel sonno ed affermando con enfasi:
– “Tu sei solo un sogno, la realtà è ben diversa!” – alla fine salirei su quell’aereo.

Da diversi mesi mi si ripropone, con degne varianti sul tema, la seguente scena: sono in un luogo di villeggiatura, mare, montagna, città, altro e faccio da guida ad un gruppo di persone non meglio identificate. Tutti loro si sollazzano in piscina, mangiano spettacolari gustosissime torte multistrato con crema e fragole, prendono il sole o visitano la città e io mi ritrovo a realizzare, con tanto di biglietti cartacei in mano, che non potrò prendere il volo delle ore X, perchè la mia prenotazione prevede un rientro diverso, con qualche ora di anticipo rispetto al loro.
Se essi possono tranquillamente godersela ancora per un po’, io invece devo correre, perché ho poco tempo e rischio di perdere l’aereo.

In un recente passato della vita reale ho perso due voli in un arco di tempo relativamente ravvicinato.
Alla fine non è mai nulla di grave,  c’è sempre una exit strategy: se ne prende un altro o ci si mette in auto, come avevo fatto io. E’ buona cosa che non succeda però nelle occasioni lavorative.

In tutta questa ripetitiva notturna vicenda quello che mi dà da pensare è che non è il classico incubo da perdita d’aereo e basta: il tema è che gli altri se la godono con in mano una piña colada con l’ombrellino e hanno pure un biglietto per un volo successivo e io, che lavoro evidentemente facendo da guida ed assistente, dovrei prendere un aereo prima e sono lì lì per perderlo.

Il mio inconscio sta prendendo atto di una colossale beffa nei suoi confronti?
Confermo.
Mi pare evidente: nella mia arroganza devo esprimere l’ingiustizia del destino burlone anche se il fulcro della questione è che io, io e nessun altro, sto per perdere il mezzo.

Il destino è quel che è non c’è scampo più per te (cit.)

Il finale non lo vedo mai, perché mi sveglio regolarmente presa dall’ansia, lì davanti alla reception dell’albergo, in un corridoio non ricordando dov’era la mia stanza, in un’affoltatissima metro londinese, davanti alle porte d’entrata dell’area check-in del volo in coincidenza o ancora accanto ad un armadietto in cui lasciare del bagaglio a mano (comprensivo di torta multistrato souvenir) che non avrei potuto portare a zonzo facilmente per la città.

Dicono che il primo passo sia la comprensione del problema.
Il secondo potrebbe essere farsi preparare un cocktail.
Amico barman, dove sei?

Soundtrack: Pink – Try

Chi riconosce l’aeroporto?

24 Comments

  1. dicevo una cosa simile qualche giorno fa! stesso problema nel capire il messaggio di fondo… questi inconsci devono darsi una regolata!

  2. Citazione: La risposta è dentro di te… Ma è sbagliata.

    Temo conseguenze per il nostro sistema nervoso

    • rO rO

      Potrebbe andare si. Magari digerirei meglio gli spghetti con le cozze mangiati a pranzo!

  3. Prima ancora dell’amico barman, c’è un’amico con quale sollazzarsi e magari provare a vedere come il problema potrebbe essere più leggero. Quell’amico se vuoi si chiama Dorotea – con qualche problema di identità di genere aggiungerei a questo punto della frase. Comunque: lo bevo volentieri un Mojito, fresco estate.

    • rO rO

      Gnam :)) anche un po’ di menta ( menta forte! ) ci starebbe divinamente!

      • Quello è il principio di tutto, forse anche del mondo! 🙂

  4. Qual’è il messaggio di fondo? Stai perdendo l’aereo e sei in ansia.
    Quale aereo? Quello della vita o del lavoro o entrambi?
    Tu lavori senz ainterruzione ma alla fine gli altri se la godono, ma tu resti con l’ansia.
    Forse l’aereo da prendere al volo è una nuova opportunità di lavoro.

    • rO rO

      Sì, un bel posto di lavoro a Monaco di Baviera. Questo mi ci vorrebbe.

      • Monaco di Baviera? Ricordi bellissimi, anche se datati.
        Perché non ci porovi?

  5. Io periodicamente sogno di vedere un fungo atomico fuori dalla finestra…

    • rO rO

      Belle cose, anche tu. Chapeau!

      • Il tutto accompagnato dai notiziari televisivi che commentano l’accaduto… il che sarebbe pure incoerente, perché in caso di esplosione nucleare qualsiasi meccanismo elettrico smetterebbe di funzionare….

        • rO rO

          È vero. Nutri però forse grande stima per i giornalisti ed attribuisci loro dei superpoteri?

          • …troverebbero il modo per commentare comunque l’accaduto in diretta…

            • rO rO

              Lo penso anche io. Non li ferma nessuno!

  6. rO rO

    Ma nessuno che intervenga a dirmi che sulla pina colada non ci va l’ombrellino??

  7. Scribacchina Scribacchina

    Ro cara, insomma, sulla Pina colada non ci va l’ombrellino… Quante volte te lo devo dire? 😛
    Seriamente: urge cambiare qualche addendo nel sogno – che è poi la realtà, solo un pochino distorta… ma credo che lo sai già 🙂

    • rO rO

      Scrib, grazie. Ti ho pensata scrivendo un commento un po’ più su. Spero di non averti offesa. È un mondo difficile 😉

      • Scribacchina Scribacchina

        … proprio perché conosco bene la categoria non mi offendo, anzi!!! 😉 abbraccione

  8. Bia Bia

    Cocktail. Forever and ever!

    • rO rO

      …. che è pure venerdì, qui fa caldo come stare ai Caraibi perché hanno acceso il riscaldamento e l’excel che ho davanti mi mette voglia.

      • Bia Bia

        A me mancano 15 minuti alla fine della settimana lavorativa. E penso alla bottiglia di prosecco che ho messo in frigo ieri sera, ed ora è là a casa che aspetta solo me. Il mio venerdì inizia spumeggiando!

        • rO rO

          Ottimo!! :))

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