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Metrica e moderni aedi

Quando qualche giorno fa Simone mi ha detto di essere stato bravo in metrica ho pensato che avesse studiato musica da ragazzino. Me lo sono immaginata con delle dita lunghe su un pianoforte e la schiena dritta e mi sono detta che avremmo avuto questa cosa in comune, seppur il mio scarso livello.
Poi, come dopo un esame, a distanza di diverse ore, ho capito e ricordato: da sciocca non avevo pensato a quella metrica, quella che ho studiato anche io, quella che trovavo facile: con un po’ di orecchio musicale leggere l’Iliade diventava piacevole.
La ripetizione regolare di alcune parole per esprimere un concetto aiutava la lettura, come un appiglio.

Link audio: http://youtu.be/ZrJCZS3GEPg
Nella tempesta qualunque approdo. 

Dicono che esistano ancora dei moderni aedi, che i serbo-croati siano ancora in grado di improvvisare canti eroici ricorrendo a storie tramandate mnemonicamente, e che, supponendo un pubblico omogeneo, siano capaci di ricostruire il contesto e gli avvenimenti per via di associazioni e allusioni.

L’esametro: una sillaba lunga e due brevi in fila per sei.

Non trovo piacere nella poesia moderna, non sono capace a comprenderne la bellezza, ma nel viaggio in contrade favolose, nella storia del ritorno dell’eroe, nella mitologia greca, che per altro ricordo scarsamente, mi perdo incantata.
Battaglie furiose, violenti colpi di lance e scudi, armi che erano robuste quanto la propria ricchezza poteva consentire, bellezza inaudita, giovani amanti, perseveranza e forza, dignità. Erano gli dei i pazzi e gli incostanti, non gli uomini, seppur mortali. I personaggi definiti in base all’aspetto saliente della loro indole, Achille intrepido e impetuoso, Paride bellissimo e pavido, Penelope paziente, Elena la donna più bella del mondo, agivano, agiscono, sempre coerentemente alle loro caratteristiche, rispettosi di una profonda moralità.

Riflettevo sul fatto che c’è chi sa raccontare storie e farlo nella forma corretta.
La forma è spesso sostanza e uno scrittore sa unirle, altri no.
Riflettevo sul fatto che un orecchio attento ed un occhio abituato a leggere notano una sillaba lunga dove non dovrebbe starci e delle parole inserite a forza per aumentare gli ascolti.

Soundtrack: Artic Monkeys – Riot Van

17 Comments

  1. Scorrendo il web, troverai diversi autori davvero capaci di scrivere seguendo la metrica. Ne cito due, senza far torto ad altri: intesomale e franz de boeuf ( sono entrambi su questa piattaforma)
    Concordo con te che la forma è spesso sinonimo di sostanza, che chi ha modo di curare i suoi versi con dedizione è perché ha parole da dire.
    Ciao

  2. qualcuno oserebbe dire che i personaggi delle liriche sono piatti, al contrario dei personaggi della prosa moderna. Un tempo si eccedeva nella coerenza ora si eccede nel colpo di scena e nella profondità del personaggio, chi rappresentava uno stereotipo immortale e chi rappresenta la complessità della vita. Epico contro comune, ci piace essere protagonisti e cerchiamo protagonisti simili a noi, di cui potremmo essere all’altezza.

  3. Cara Ro,

    anch’io avendo studiato al Liceo Classico amo l’Iliade. Però la traduzione che preferisco è quella fatta da Vincenzo Monti:

    « Cantami, o Diva, del Pelide Achille/ l’ira funesta che infiniti addusse/ lutti agli Achei, molte anzi tempo all’Orco/ generose travolse alme d’eroi, e di cani e d’augelli orrido pasto/ lor salme abbandonò (così di Giove/ l’alto consiglio s’adempìa), da quando/ primamente disgiunse aspra contesa/ il re de’ Prodi Atride e il divo Achille ».

    Qual mirabile stile avea codesto Poeta e drammaturgo 🙂

  4. Cantami o diva dei pellerossa americani, le gesta erotiche di squaw pelle di luna…forse non abbiamo più poeti. Per fortuna però abbiamo i cantautori!

  5. Oggi ascolto la canzone..stanchezza letteraria.

    • rO rO

      Le canzoni non le ascolta mai nessuno. Mi fai felice.

      • Cavolo mi prendi alla sprovvista, dovrei dire quelle cose dolcerrime che su un blog sanno di…oddio ce sta a provà… ma cazzo ops scusa il francesismo, la musica siamo noi in quel preciso momento… la mia va lenta oggi..

        • rO rO

          Fortunatamente anche la mia ora. È un anomalo lunedì di ferie, di palestra e musica, di divano e sonno, di tv e voi.
          Il “ce sta a provà” non dà fastidio finchè non dà fastidio.

  6. 1. La forma E’ sostanza, in molte più cose di quanto non si creda. Nella letteratura soprattutto.
    2. Sono d’accordo con chiara, intesomale è decisamente di rilievo.
    3. Ti invidio per aver fatto il classico. Io stupidamente mi sono messo di traverso e ho fatto lo scientifico. Ma mi piacerebbe il greco.
    5. La canzone l’ho ascoltata, solo perché dici che ti fa felice. Ma. Uhm.

    • rO rO

      Soprattutto l’uno 🙂
      Ti ho pensato mentre scrivevo, ricordando quanto per te sia importante la bellezza.

  7. Al Liceo ci fecero anche provare a leggere in metrica: un casino che non ti dico… oltre all’esametro, ricorderei il trimetro giambico e soprattutto lo scazonte… 😀

    • rO rO

      Ah ah ah!!

  8. Le poesie moderne? Stendiamo un penoso velo. Parole ammucchiate tra loro senza senso compiuto, immagini che non sono immagini. Diciamo che si spaccia per poesia qualcosa che in realtà non è.

    • Forse solo Benni e Pennac mi rendono felice, in questo senso…il resto mi inquieta…
      Sarà il solito conservatorismo?

  9. In italiano altrettanto musicali sono le terzine dantesche, in francese l’alessandrino e, con tutti gli handicap della lingua inglese, sono ammirevoli i sonetti di Shakespeare.
    Ma è vero, la nostra cultura è nata proprio con Iliade e Odissea, e peccato che gli altri nostoi, se davvero sono stati scritti, siano andati perduti

  10. Cristopher toph Caietti Cristopher toph Caietti

    Interessante questo articolo. A me piace la poesia anche se devo dire che per esempio quella definita slam (ovvero recitata) in lingua inglese io a volte nn la capisco.
    La forma è sostanza, verissimo ma io penso che dipenda anche dal mezzo che si utilizza.
    A me piacciono soprattutto i poeti francesi. E molto D’Arrigo di Horcynus Orca. So che qualcuno non sarà d’accordo ma Vinicio Capossela potrebbe essere definito un moderno aedo.

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