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Argomentare con uomini anarchici

S’era fissato che doveva mangiare manzo di Kobe. Certo, eravamo a Tokyo!
Duecento euro a piatto di carne tagliata fine, ma con un flute di champagne omaggio.
Poi siamo rimasti io, lui e Christian e siamo saliti al bar con la terrazza panoramica. Urca! I tavoli giravano, come quelli del ristorante di New York in cui non sono mai stata, ma dove avrei voluto cenare per un compleanno.

– Tequila per me! Grazie.

Ci siamo seduti davanti al bancone del lounge bar dell’hotel New Otani.
Sopra al bancone tante bottiglie.
Dietro al bancone un gran panorama di Tokyo di notte.

Ho sempre ammirato chi riesce ad argomentare, a sostenere una discussione senza alzare troppo la voce o abbandonare il campo. Era tra i miei propositi per il 2014 quello di riuscire a manifestare liberamente il mio pensiero senza incappare in eccessi o fughe. Normalmente sono, o forse dovrei dire “ero”, una che fugge.

Così una settimana fa, complice una buona tequila, mi sono messa a discutere con questo tipo, quello metà friulano e metà americano, che quando parla – e ne ne accorgi solo dopo un mese che lo conosci e mentre ci parli al telefono – balbetta un po’.
Lui è un anarchico.
Diciamolo francamente: gli anarchici mi attraggono come se mi stessero mettendo tra i denti un chitarrista rock o un bassista. Ovviamente nella cruda realtà sono fermamente convinta che l’anarchia sia una grandissima boiata, ma in linea teorica, un po’ come l’economia secondo Keynes, la ritengo uno spettacolare sogno.
E ‘sto tipo che mi dice che ha lavorato per una sorta di Greenpeace e poi l’ha abbandonato, perchè ha compreso che c’era troppo appicicaticcio anche lì! Insomma, ci siamo messi a parlare.
A parlare a lungo e di cose serie, di economia e politica, di metodi di valutazione di rimanenze di magazzino e contratti, mica di stelle e panorama, mica d’amore.
Due potenziali dittatori, lui anarchico, io per niente.
Dittatori convinti per altro che la dittatura possa andar bene, ma solo se il dittatore era lui, anzi, ero io.

Così mi racconta come vede il suo stato anarchico.
Con sufficiente boria e un gran sorriso, mi dice che certe decisioni politiche, come la sanità e l’istruzione, le vede bene se prese e dettate da un governo centrale e poi le altre, quelle culturali, fiscali, le vorrebbe gestite a livello locale, come ha visto fare negli Stati Uniti, dove con democrazia diretta e sedute a cui partecipano tutti i cittadini, vedi in faccia le persone che votano alzando il braccio.

Seh.
Argomenta bene…
Devono essere stati tutti quegli anni in politica…
Già me lo vedevo in un ufficio a tirare su fondi per un senatore… e penso alle balene e a Topper che si allenava a scalare forse una futura petroliera.

Gli chiedevo spiegazioni e dettagli e cercavo di capire dove voleva arrivare.
Perché poi non stava mica descrivendo un sistema anarchico! E mi infastidiva enormamente quell’aria di sufficienza che teneva con me, come quella frase “Ti dovrò mica insegnare come si va all’estero?” quando gli avevo appena detto che un giorno m’era scoppiata una bottiglia di vino in valigia.
A me?? Avevo dodici anni e andavo per la prima volta da sola ad Oxford!

Certo, in un post non posso annoiarvi ancora molto.
Volevo solo parlare del piacere di discutere con persone che possono avere anche idee diverse, ma che sono capaci di un confronto e di dialogo.
Perché al tipo poi, suonatore di chitarra, piaceva pure Bob Marley (pronuncia Meeerley, che me lo sono fatto ripetere tre volte e non capivo chi era) e altra roba che io non amo.
Apprezzo molto chi non si tiene le cose dentro, chi parla, chi dà qualcosa di sè. Se è vero che saper ascoltare è un gran pregio, trovo che lo sia anche parlare.
Parlare nella vita vera ad una persona che conosci e sta davanti a te, intendo, ché i blogger, quelli che a cascata scrivono dei loro problemi e delle loro ansie, quelli veramente non li apprezzo.

Christian però non ne poteva più.
Non solo lui, forse.
Zitto, seduto sul trampolo alla mia destra, con davanti un cocktail analcolico alla frutta  che lo faceva sembrare Shirley Temple, guardava il panorama. Mentre stavamo lì ha scattato, senza che me ne accorgessi, questa foto:
Soundtrack: Billie Holiday – Good Morning Hearthache

30 Comments

  1. L’ultimo tonno che ho comprato arrivava dall’atlantico settentrionale, ed era anche decongelato. Meglio le scatolette, a questo punto.
    E no, grazie, il manzo di Kobe passo la mano, fassone e chianina non sono abbastanza buoni?

    PS Ma alla fine chi doveva essere il dittatore?

    • rO rO

      Fassona e chianina sono assolutamente altrettanto buone!
      Alla fine non ci siamo scontrati e quindi non s’è capito chi avrebbe fatto il dittatore. Secondo Christian lui era un po’ arrogante e io quasi remissiva, il che è tutto dire! 🙂

      • Io i tonni li trovo interi a 4 euro al chilo, viva Singapore! La carne di Kobe non mi attira per il semplice fatto che mi nutro per necessità e non per piacere. 😛

        • rO rO

          Non trovi piacere nel cibo?

          • Non sono troppo goloso, diciamo che mangio quello che trovo sulla strada (e ne trovo tanto visto l’appetito), so distinguere le cose gustose da quelle meno, ma diciamo che non sono di quelli che organizzano viaggi per il cibo o l’andiamo al ristorante xxx per forza.

            • rO rO

              Capisco…

              • Questo escludendo la bava colante quando ci sono dolci discreti, eh!

  2. ci vogliono secoli di isolamento per arrivare a questo livello di esotismo mentale. ci stiamo comunque allenando a diventare tutti giapponesi, manzo a parte. rido.

    • rO rO

      Magari ci avvicinassimo un po’ al Giappone per manutenzione e educazione civica! Non dico per altre cose, ma su queste credo che avremmo da imparare.

  3. Questo mi sa tanto che sull’anarchia ha le idee un tantino confuse (per ogni riferimento, basta leggere “Stato e anarchia” di Bakunin); e comunque se ha un lavoro che lo porta a Tokio, a mangiare manzo di Kobe a 200 euro la porzione, fidati, altro che anarchico…

    • rO rO

      Ah ah ah! Il manzo di Kobe è stato un premio che si è voluto concedere visto un ottimo lavoro che ha svolto di recente. Per il resto è un uomo che non guadagna molto, almeno credo.
      Capace che abbia letto Bakunin, ma non posso chiederglielo perché io non l’ho letto e già mi immagino una figuraccia su una possibile replica! 😉

      • Beh, è comunque una lettura consigliata… se non altro perché agli anarchici, anche qui da noi, è stata affibbiata la nomea di quelli che vogliono distruggere tutto sempre e comunque…e guarda caso, in occasione di tanti attentati, vai con la ‘pista anarchica’, un evergreen che non va mai fuori moda… In realtà l’anarchia parte da un dato poco contestabile: ossia che il potere corrompe e chi ne è in possesso, pur con le migliori intenzioni, finirà sempre per farsi gli affari propri…

    • Ho avuto qualche perplessità anch’io. Il governo anarchico deve essere un gran bell’affare degli ultimi tempi. Ma se l’ha saputo argomentare, signori, rispetto! 😀

      • rO rO

        🙂

  4. rO rO

    🙂
    E’ buono, morbido morbido. Ritengo tuttavia che il costo non valga che un assaggio.
    Certo è te la raccontano che li massaggiano a birra i vitelli. Non è proprio così. E’ che mangiano bene. Proprio oggi ho letto su internet che l’EU ha concesso l’importazione dal Giappone. Lo troveremo anche da noi. Non oso immaginare a che prezzi.
    Sarebbe bello se ci fosse stato uno scambio: noi ci compriamo un po’ di Kobe e voi comprate un po’ meno tonni mediterranei.

  5. Credo sia tipico della nostra cultura. Amiamo un sacco le etichette. Ci soddisfano quanto ammirare un significante al netto del significato che nasconde. E così sbagliamo le parole e confondiamo i sinonimi, tinteggiamo la facciata e trascuriamo gli interni. Allora Roberto Baggio è buddista, Gerard Depardieu è russo, Silvio Berlusconi è uno statista E Matteo Renzi un rottamatore, Christian un anarchico e Io uno scrittore*.

    Ma sotto sotto tutti vorremo essere soltanto noi stessi. Se solo ne sopportassimo la nudità.

    Belle foto. Mia sorella ancora non ha imparato…

    * Se avessi scritto “uno di sinistra”, avrei perso la rima. Perdonami, in fondo sono solo etichette. 🙂

    • rO rO

      Grazie. Mi fa piacere.

      • lol … ma tu non sei Bachelorette! O sì? Boh …

  6. A Bbbjork (accetterai la trionfante entrata),
    sarebbe fantastico riuscire ad accettare il pensiero altrui e fonderlo in noi quantomeno per una valutazione. E invece no. Tralascio volutamente e distintamente il contorno del friulano anarcoide, non è il focus della questione.
    Il problema di noi umani è che non riusciamo mai a chiederci “perché il mio interlocutore mi sta dicendo dette cose”. Eh. No. Ci dimentichiamo che il giudizio illuminato non ci deve appartenere (Cit. Banco del mutuo soccorso “le stazioni dei luoghi comuni / sono troppo affollate di mediocrità”). Restiamo ancorati a noi sputando fuoco come draghi incazzati se qualcuno tende a toccarci determinate corde. È così difficile, dico io, far vincere l’onestà intellettuale senza doversi imporre o lasciarsi sopraffare? Evidentemente, siamo tutti dittatori. Abbiamo tutti il culto della personalità. Però. Quando ci conviene, scendiamo a compromessi e clamorosamente tiriamo fuori la proverbiale bandiera bianca, spacciando (mascherando è preferibile) il fatidico “sono d’accordo con te” quando in noi aleggia “No. Dico. Mavaffan…”. Acrobazie sociali, dai.
    Siamo tutti eterni insicuri. Tutti.

  7. è una questione di livelli, ciò che dice chi, secondo noi, sta sotto, ci interessa poco, ciò che dice chi, sempre secondo noi, sta sopra, ci interessa di più ma, per le stesse ragioni, a lui interessa poco ciò che diciamo noi. Inutile dirti che quando ci si trova sullo stesso livello si litiga.

    TADS

    • rO rO

      Grazie, ma non penso di essere la persona adatta.

  8. Bachelorette Bachelorette

    L’ha ribloggato su FarOValee ha commentato:

    S’era fissato che doveva mangiare manzo di Kobe. Certo, eravamo a Tokyo!
    Duecento euro a piatto di carne tagliata fine, ma con un flute di champagne omaggio.
    Poi siamo rimasti io, lui e Christian e siamo saliti al bar con la terrazza panoramica. Urca! I tavoli giravano, come quelli del ristorante di New York in cui non sono mai stata, ma dove avrei voluto cenare per un compleanno.

    – Tequila per me! Grazie.

  9. Sono le discussioni più belle da intraprendere.. peccato che il terzo partecipante si annoiasse

    • rO rO

      Sì, infatti. Perché se fosse stato per me avrei ordinato un’altra tequila e sarei rimasta li ancora un po’. Vabbè. Pazienza.

  10. Insomma, ho capito che di anarchico aveva solo la facciata. Il resto era convenzionale.
    Ha fatto bene Christian a scattare quella bellissima foto.

  11. Essere anarchici nel 2015 è faticoso. Forse troppo.
    Uno che va in Giappone a mangiare manzo di Kobe non so fino a che punto possiamo definirlo tale.
    Non mi sono mai stati antipatici gli anarchici, anzi… Quelli che non sopporto davvero sono altri.

    Mi chiedo: perché in Giappone a mangiare il manzo?
    Non si sa bene come facciano a fare zootecnia su quelle isole. Se già prima di Fukushima gli standard qualitativi erano bassi, adesso saranno semplicemente sotto terra. Facciamolo mangiare a loro il manzo di Kobe…

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