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So far, so good

Mentre ancora fa eco nelle mia testa il commento dell’infermiere alto, magro e vecchio sui generali a due o tre botte ed i tempi andati in cui essi godevano di quindici giorni di cure termali in compagnia delle loro amichette per poi tornare uomini tutti d’un pezzo e tutto l’anno dalla loro famiglia, mentre giro nella testa l’informazione avuta ieri sera che probabilmente l’anno prossimo andrò a festeggiare il secondo matrimonio di una mia cara amica non vedova che desidera un abito bianco e con dei brillantini perché il primo era rosa e senza sbrilluccico, mentre, bevo il caffellatte.

Bevo il caffellatte e penso che per anni il mio compleanno è coinciso con il primo giorno di scuola e che era comunque una festa, perché io sono una di quelle persone che si diverte se ha qualcosa da fare e che la mattina fa un saltino per scendere dal letto, che è un po’ alto.Qualche giorno fa è stato anche il mio onomastico.
Non porto il nome di qualche santa donna e pertanto non esiste un giorno di festeggiamento ufficiale, tuttavia, per convenienza, i miei genitori da sempre hanno pensato di attribuirmi un onomastico nel giorno in cui ricorreva l’anniversario della santa di cui era omonima mia nonna, prima che la spostassero dal calendario. In definitiva sanno di questo mio intimo festeggiamento ben poche persone le quali, come capita, possono dimenticarsene. E’ come una casellina del calendario dell’avvento, una di quelle che non si vedono facilmente, una di quelle per cui quando scopri che hai ancora un cioccolatino sorridi anche di più.
Accade che anche quest’anno il primo a farmi gli auguri sia stato il mio ex fidanzato.
Così mentre bevo il caffellatte ormai tiepido, sto ripensando al fatto che il giorno prima di tale onomastico egli mi ha scritto un paio di messaggi, ricordando prima di me stessa e prima del calendario, questa mia intima festa. E mi chiama “Amore mio…”, nonostante il fatto che chi ufficialmente dovrebbe avere attualmente l’esclusiva su quell’appellativo non sono io, e mi dice da mesi che mi vuole tanto bene.
Sono tempi difficili, per lui e per me. Non tempi di guerra ovviamente, ché noi siamo fortunati, è chiaro, ma questo è un periodo di fanghi più che di massaggi, per entrambi.

Tuttavia stamattina, desiderosa di un secondo caffellatte, con quell’umore da giorno prima dell’inizio della scuola e di nuove avventure, con il tempo grigio e l’aria fresca, con un misto di rifiuto per la felpa nuova e la voglia di indossarla per lo stesso motivo, tra le tante cose a cui vorrei poter dare io un senso (e non che il senso dia a me qualcosa che non desidero), ripenso alla frase del mio ex fidanzato lontano lontanissimo, che forse tre settimane fa mi ha scritto che avrebbe dovuto chiedermi di sposarlo nel 2008.

Seh.
So far, so good: fin qui tutto bene
Sono a metà forse del mio tirar le linee sui desideri del 2014.
Per alcuni ormai non v’è speranza. Succederà qualcosa ancora? Intanto pare proprio che tra le impossibilità della lista, tornerò invece a Tokyo tra pochi giorni.

Soundtrack: Brain of J. – Live in Nagoya, Japan (03/06/2003)
The whole world will be different soon
The whole world will be relieved

21 Comments

  1. Io non so. Vorrei dire che non amo molto chi ritorna su rapporti conclusi, soprattutto quando ci sono nuove storie che dovrebbero colmarci, ma ammetto che il filo teso al passato, alle memorie migliorate dai filtri del tempo, hanno un fascino che non lasciano indifferente.
    Forse è nella nostra natura continuare a ripescare dai ricordi, migliorarli, ripulirli e pensare, nei momenti difficili, che quella fosse la giusta strada…
    E’ una situazione complessa, soprattutto in tempi difficili, dove ogni passo non deve essere solo pensato, ma anche ripensato e ripesato più volte…
    Buon viaggio a Tokyo, per quella città, lo ammetto, un pò ti invidio 😉

    • rO rO

      Grazie. Sono piuttosto felice anche io di questo viaggio. Ultimamente non ho più avuto voglia di andare via, ma Tokyo è stata un’eccezione molto piacevole l’anno scorso e spero di trovarne uguale diletto tra pochi giorni.
      Sul resto invece, non ho un’opinione precisa.

    • oppure, con meno poesia, io dico NO alla minestra riscaldata!

      • rO rO

        Anche se era senza pastina?

  2. Io sono un rimuginatore professionale, sempre a pensare agli errori, agli sbagli, alle cose dette o fatte, sbagliate perché sbagliate e basta, o perché fatte fuori tempo, e non è bello, perché alla fine è tutto un tarlo che impedisce di fare una reale piazza pulita e ricominciare…

    • rO rO

      Ahi, ahi, non si fa. Dai, tanto a ripensarci troppo sulle cose accadute, non è che esse cambiano. A meno che tu non abbia dei superpoteri, ovviamente.

  3. Strano sto per farmi un altro caffellatte e proprio in questi ultimi mesi un ex si e’ ripresentato al telefono.vuole rivedermi perché mi vuole tanto bene .. Seh ….. 🙂 non ci penso proprio.raccontaci di Tokyo quando torni.Campai! ( si fa anche con la tazza? Chi se ne frega) !

    • rO rO

      Vi racconterò sicuramente di Tokyo, magari a modo mio, che sai che scrivo con pochi dettagli turistici. Strane coincidenze, ma divertenti, vero?

    • rO rO

      Per ora tutto bene, ma ti potrò confermare che c’è di che provare invidia solo al mio ritorno. Ci andrò per lavoro e non è mai dato sapere se diventa anche piacere. 😉

      • ma andare a tokyo è tipo il sogno di una vita per me, fosse anche solo per lavoro!!

        • rO rO

          Vedrai che se ci tieni tanto troverai l’occasione e il modo di andarci!

            • rO rO

              Di quella ancora non ho prove. Per ora siamo in fase di sperimentazione.

  4. Riflessioni al gusto del caffèlatte (caffè con un goccio di latte oppure proprio quello di una volta?). Mi sa che il l’ex-fidanzato abbia perso qualcosa per strada visto che come ex è tanto premuroso.
    La novella sposa in bianco (arguisco che sia il secondo tentativo) ci prova. Non mi sembri molto appassionata al riguardo.
    Dunque una bilancia. Il primo ottobre è nel segno.
    Il bilancio a metà anno non sembra che ti entusiasmi molto. Speriamo che tu possa recuperare nei restanti mesi.
    Nel mentre goditi Tokio

  5. Hai un onomastico che assomiglia tanto alla ghost track di un album musicale.

    • rO rO

      Bubusettete!!!

  6. Non sono una ragazza dai mille pensieri o dalle mille filosofie… Ma ogni volta che leggo un tuo post viaggio con la mente e immagino… Immagino il tipo di persona che potresti essere, la ragazza fragile e quella forte che c’è in te. Grazie per le tue storie e i tuoi racconti, e buona fortuna per Tokyo! 😉

    • rO rO

      Ragazza è una bella parola. Mi mimetizzo bene, dai, specialmente quando mi accompagno a giovani e piacenti blogger.

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