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Entrare in un labirinto e uscirne

Qualche giorno fa sono andata a perdermi nel labirinto del giardino di Villa Pisani, a Stra, in provincia di Venezia. Questo labirinto è tra i più belli d’Italia ed è stato progettato dall’architetto e poeta padovano Gerolamo Frigimelica Roberti. E’ costruito attualmente da nove anelli concentrici di siepi di bosso, interrotti qua e là per rendere più difficile e divertente la ricerca dell’unica via che conduce alla torretta centrale, a cui si accede tramite due scale elicoidali. Sopra la torretta è collocata una statua di Minerva, la dea della Ragione, che sembra guidare dall’alto il visitatore, aiutandolo a raggiungere la meta finale.

Sono stata nel labirinto circa un’ora e mezza e, credetemi,  non è per niente un gioco da bambini: arrivare al centro è stato molto più complicato di quanto avessi potuto immaginare. Ho riso molto.

Per qualche minuto mi sono sentita persa e mi sono chiesta se ero meno capace di altri a seguire un percorso e arrivare alla meta per pura fortuna, caso o merito.

Dov’era il mio Bianconiglio da seguire? Poi ho trovato altre persone e tutte, per giungere al centro, si sono fatte aiutare da chi era già sulla torretta centrale o chiedendo indicazioni a chi incrociavano. Così ho pensato che non ero meno brava, capace o fortunata e ho apprezzato quel piccolo esempio di vita in cui tutti si aiutavano. Al centro del labirinto probabilmente sarei giunta anche da sola, impiegando molto più tempo, ma lo spirito di gruppo che dopo un po’ nasceva tra chi incrociavo aveva reso tutto più piacevole e divertente. Sarà stata sicuramente colpa o merito di mio padre che ci faceva addormentare con i racconti del Minotauro e del filo di Arianna e poi dei libri di Alice con conigli e siepi, sta di fatto che ho pensato che forse mi piacerebbe proprio poter godere di un labirinto fuori alla porta di casa.

Mi sono chiesta quindi quanto costa costruire un labirinto?

Secondo la Labyrint Society un labirinto di 100 metri si può costruire in due ore, con l’aiuto di qualche amico e di moltissimo nastro adesivo, con un costo di circa 100 euro. E questo va bene se il gioco temporaneo non prevede null’altro in altezza.

Se volessi costruirne uno in casa, magari sul pavimento del soggiorno, potrebbe costare dai 3000 ai 150000 euro, escludendo tuttavia il costo dei materiali: il costo infatti varia molto e dipende dalla grandezza, dalla complessità e dal processo di installazione. L’idea potrebbe essere quella di averne uno sul pavimento come quello della cattedrale di Reims, in Belgio.

Ma se volessi costruirne uno vero, con le siepi?

Ci vuole un po’ di matematica prima di tutto, perché per capire quanto può costare un labirinto bisogna calcolarne la dimensione precisa. Può aiutare indubbiamente i calcoli il fatto che il labirinto abbia una pianta regolare, con intersezioni squadrate o curve regolari.

In pratica, leggendo qui e lì ho avuto qualche informazione.

Se volessi costruire un labirinto lungo circa 300 metri piantando piccole piante di bosso, come quello di Villa Pisani, al costo di 5 o 6 euro a piantina, posizionate alla distanza di mezzo metro una dall’altra, allora potrei spendere circa 3000-3600 euro. Certo dovrei aspettare qualche anno, con relativa manutenzione, per avere un bel risultato.  Alternative potrebbero essere il Buxus o il Taxus ma crescono lentissimi o il Pitosforo, che però non è altrettanto bello perché ha spesso un colore cupo. Oppure ancora il Lauroceraso, 6 euro a piantina (30-40 cm) e due potature l’anno.

In attesa quindi di cambiare casa per togliermi qualche sfizio, potrei limitarmi alla progettazione oppure anche decidere di cambiare idea perché, come direbbe l’argentino Borges, la vita è già un labirinto.

Soundtrack: Subsonica – Discolabirinto

 

 

39 Comments

  1. Intanto sognare e progettare non è un problema, direi, anzi! 🙂 Mi ha molto divertito questo post, anche per la ricerca “seria” sui costi di realizzazione del “tuo” labirinto… ma a rileggere bene questi post, ammetto che il Vostro Blog è già abbastanza labirintico di suo… Un sorriso RiV

    • rO rO

      Farai mica l’architetto? 🙂

      • Ahahaah.. molto peggio, sono Agronomo 😉

        • rO rO

          Urca! Che professione interessante. Devo stare attenta allora 🙂

          • Assolutamente! Non hai scritto nulla di scorretto, anzi! Sono meravigliato dalla tua capacità di abbracciare molti temi e sempre con quel pizzico di “professionalità” in più. Non è da tutti, e posso solo farti i complimenti.

            • rO rO

              Cerco di distrarre i miei pensieri. Questo è il motivo di post come questo. Grazie 🙂

  2. Esiste un custode che prima che faccia buio sale sulla torre e controlla che nessuno si sia perso?

    • rO rO

      C’erano due tipe che chiacchieravano lì fuori. Suppongo che dovessero badare agli ospiti del labirinto. Forse.

  3. nonostante il dettagliato approfondimento che fa pensare a un desiderio concreto di realizzazione, io leggo il brano come una metafora, un desiderio di perdersi appena fuori casa, di appoggiarsi all’aiuto degli altri o a sperimentare la gratificante fatica a ritrovare la retta via di dantesca memoria.
    ml

    • rO rO

      Potrebbe essere. Fai mica lo psicologo? (Continua l’intervista ai lettori di questo blog)

      • Peggio, il pediatra, che detto cosi’ sembra ti dia della bambina 🙂

        • rO rO

          Urca (2)! Devo stare attenta anche con te allora! Che un uomo mi dia della bambina lo trovo tuttavia un tenero complimento.

  4. Io ne ho uno. È piccolo ma aumenta sempre. Lo porto dove voglio e mi segue quando non voglio. Ha tante uscite che sono anche entrate.
    😉
    Un bacio grande :*

    • rO rO

      Che donna ingegnosa! Mi piace molto sapere che il tuo labirinto ha molte uscite. Baci anche a te! Grazie.

  5. Anni fa, in Francia, ho trovato labirinti bellissimi, costruiti nei campi di grano. Venivano progettati prima della semina così da formarsi nella crescita e poi scomparire con il raccolto. Tali labirinti erano tematici, ne ricordo uno dedicato ad Alice nel paese delle meraviglie. Per procedervi occorreva, oltre che intuito, anche un po’ di cultura, visto che alle volte ci si trovava di fronte a porte serrate apribili solo con rebus risolti. Ogni tanto si giungeva a delle radure, ove venivano inscenati spettacoli e non era cosa strana trovare personaggi della storia comparire tra le spighe.
    Ora non so se ne fanno ancora, ma era un’idea travolgente!
    Ciao

    • rO rO

      Molto interessante. Grazie di avermi scritto di questi labirinti. Li cercherò su internet. Ciao!

      • ho provato anch’io, ma non ne ho trovati.
        Tieni presente che si tratta di 10 anni fa più o meno.
        Io l’ho trovata un’idea così bella che avevo anche pensato di trasportarla qui 🙂
        Ma mi occorre un campo da seminare a grano ….

  6. A te Randall Munroe (xkcd e what-if xkcd) ti fa un baffo 😛

    • rO rO

      E magari!! 🙂

  7. che bello perdersi come alice nel labirinto.. siete magici o magica? buon’estate alice

    • rO rO

      Se ne hai voglia e se ne hai la possibilità, ti consiglio vivamente la gita a Villa Pisani. È molto divertente e tra la visita alla villa, al parco, alle scuderie e all’orangerie, si può passare una giornata molto piacevole.

        • rO rO

          Ti ringrazio. Anche a te. (Per il momento sono indecisa se continuare con le letture o dedicarmi ai conigli di pane) ciao!

  8. Hanc mundum triplicem labirinthum: cominciamo col leggere o rileggere Il nome della rosa, e poi entriamo nel nostro labirinto personale e privato. Io ho anche la mia Arianna, sempre a disposizione, e a differenza di Teseo non sono così stupida da lasciarla al primo Dioniso che passa

  9. Il labirinto verde di Stra lo conosco e l’ho visitato, quando abitavo a padova. Le sensazioni che hai riportato sono le stesse che ho provato anch’io.
    Più curiosamente mi sono soffermato sui costi per costruirne uno. In particolare quello interno sul pavimento del soggiorno. Diamine 150000 euro mi sembra una cifra mostruosa. Forse di è scappato uno zero.
    Però per quello esterno del giardino, oltre alle piantine, le potature (i giardinieri costano) serve anche un bel appezzamento di terra. Però devo dire che mi sono divertito a immaginare tutte le tue soluzioni.

    • rO rO

      In realtà lo zero non mi è scappato. Ci sono artigiani ebanisti molto abili e i cui lavori sono assai costosi. A quelli mi riferivo.
      E lo spazio, be’, hai ragione: ne servirebbe moltissimo.

      • Allora oltre allo zero, sicuramente presente, serve un bel soggiorno ampio e luminoso.
        Comunque complimenti per il post.

        • rO rO

          E sì, ci vorrebbe una casa nuova! Grazie. Buona serata!

  10. A parte che ogni volta che vedo una cosa del genere, penso subito all’Overlook Hotel, e quindi fai tu… da qualche parte una volta lessi che per uscire da un labirinto ad ogni svolta si deve sempre girare dalla stessa parte, non so se sia vero…

    • rO rO

      L’avevo letto anche io. Trattasi di una mezza verità. Questo perché, come dice Wikipedia, puoi seguire sì sempre tutte le svolte a destra (o sinistra) ma quando arrivi nel vicolo cieco devi anche tornare indietro.

    • rO rO

      Overlook Hotel? ‘spetta che guardo.

      • Allora? T’è piaciuto il labirinto dell’Overlook? 😉

        • rO rO

          Non sapevo che si chiamava così quel l’hotel. Sono una schiappa in filmografia. Poi sono anche una fifona.

  11. Adoro i labirinti, quel senso di smarrimento, il perdere l’orientamento, il leggero senso di panico, la meraviglia di giungere al centro e la paura latente ei incontrare il fauno dietro ad ogni angolo.
    Ah, no, nel caso ti fosse venuto il dubbio, non sono un labirintista di mestiere.

    • rO rO

      Se non fosse che so che fai, ti penserei scultore!

      • Uhm, scultore eh?, mi ci vedrei bene a prendere a randellate dei blocchi di marmo spacciandoli per arte. Domani mi farò un giro dalle parti di Carrara.

        • rO rO

          🙂

  12. Bellissima metafora e bellissima canzone.
    E m’hai ricordato di rivedere Il Labirinto del Fauno..

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