Skip to content

Vestiti per un matrimonio: le commesse

Ieri mi sono fatta accompagnare da un’amica a scegliere un vestito per un matrimonio a cui andrò tra qualche giorno. Dopo la cerimonia tutti i parenti e amici sono invitati a festeggiare qui e io, in omaggio alla sposa, non mi posso presentare con un vestito già usato al matrimonio della cugina o di suo fratello. Non sta bene.
E’ la seconda volta che mi capita di avere a che fare con delle signore proprietarie di un negozio di abiti da sposa: nella prima occasione la conoscenza era stata più approfondita e ricordo tutti i dettagli su ciò che le gentili venditrici psicologhe pensano delle clienti e quanto non ti dicono.
Insomma, io e Vale bussiamo al campanello ed entriamo: abiti davanti e di lato così come te li aspetti e come da trasmissione televisiva, ma non arriva nessuno per qualche minuto.
Poi scende dal piano superiore una signora taglia 44, altezza 1.66, leggera cifosi, capello castano rosso corto, pantalone a sigaretta di tafetà e camicetta smanicata di altro colore. Ho l’impressione che alle mie prime parole “sono interessata ad un abito da cerimonia” la signora mi abbia già fatto il quadro. Come avrebbe detto un certo blogger di me con abbondante arroganza: ho già i pezzi del tuo puzzle e non ho bisogno di altro.

Sopra la testa della signora un fumetto:”Donna Taglia 38, non vuole spendere molto, mi farà perdere tempo, ci guadagnerò poco, poi ha un’amica con sé e quindi vorrà provare chissà quanti vestiti e li sciuperà e magari lascerà il segno del fondotinta“.
Non sono Blake Lively, ma mettimi su un vestitino che lasci scoperto il mio corpo sufficientemente e ne andrà bene uno come un altro.
La signora mi inizia a trattare con sufficienza e non è molto gentile.
Soprattutto mi chiede quanto voglio spendere. Io speravo di uscirne con duecento euro, ma pare proprio che sotto ai duecentoquaranta non ci siano proposte. Così ne individuo uno verde acqua e decido di provarlo.

Questa è la parte bella. La signora ha una paura incredibile che io le sciupi irrimediabilmente l’abito e me lo passa dentro al camerino come se fosse un’ostia in chiesa. Lo provo. Ops, guarda caso sta piuttosto bene. Così scatta in me la professionista lavorativa e in altri cinque minuti siamo fuori dall’atelier. Entrata alle 18.20, uscita alle 18.40 e non per colpa mia. Pago duecentocinquanta euro, compreso un micro lavoro di sartoria per stringere sotto all’ascella destra.
Esco con Vale e andiamo a farci un aperitivo.
La domanda è: voi l’aperitivo lo preferite con l’oliva o senza?

Soundtrack: ci penso mentre bevo

31 Comments

  1. Senza.

    La scena dell’ostia l’ho vista anche nei negozi maschili, quando ti passano una giacca

    • rO rO

      Usi il fondotinta??

      • No, ma evidentemente il mio aspetto ordinario dà all’Enzo Miccio del negozio unì’idea di sudiciume

        • rO rO

          Io non ti immagino sudicio. Semmai peloso.

  2. senza, ma lo prendo anche analcolico (di solito vado ad AperTass).

    Un abito vuoto è come una cornice senza tela.

  3. Mi è piaciuto il tuo esser così decisa nell’acquisto, non è proprio tipico di noi donnine… Ma d’altra parte quell’abito è veramente splendido!

    • rO rO

      Devo dire che a vederlo appeso non mi aveva convinto molto. Non era la mi a prima scelta perché ne cercavo uno verde e quelli presenti nel negozio costavano molto. Quando l’ho provato mi stava bene e così non ci ho pensato oltre.
      Mi fa piacere che ti piaccia.

  4. Devo dirti che quando vado a fare shopping non metto niente sul volto solo un po’ di mascara sugl occhi e copri occhiaie .niente fondotinta eo rossetto neanche profumo..così mi metto tutto ciò che voglio e nessuno mi rompe!

  5. Scribacchina Scribacchina

    Senza, of course 🙂
    Bellissimo l’abito: un po’ ti invidio, la location è bellissima e ho l’impressione che il party sarà qualcosa di molto raffinato 🙂

    • rO rO

      Io ci conto. Penso soprattutto all’abbuffata di pesce e mozzarella. Ho appena chiamato la sposina e mi ha raccontato che si prevede tutto fantastico. Peccato per gli uomini perché lei dice che non ci sarà nessuno idoneo a me, nonostante i centodieci invitati.

    • rO rO

      Pare di sì 😉

  6. rO rO

    È che ho in telefono senza autoscatto!

  7. Il colore del vestito mi piace moltissimo! *___*
    Per me aperitivo con olive, anzi io fare olive senza aperitivo =P

  8. rO rO

    Per le scarpe amicami su Facebook.
    Non suono spesso ai campanelli ma solo perché non ho amici, diciamocelo.
    Non taglia, ma calibro. Hai ragione, Giuda Ballerino!

  9. oliva ovviamente!
    taglia 38 … credo di non averla mai avuta.

    • rO rO

      È tutto in proporzione all’altezza, ovviamente!

  10. rO rO

    Applausi. Come sai non ti perdi molto.

  11. adoro il verdeacqua e anche il taglio del vestito ha il suo perchè. anch’io in genere sono abbastanza rapida nel fare acquisti. sarà che sono tendenzialmente pigra, e quindi l’istinto decide per me nel giro di pochi secondi 😀

  12. Bello il vestito, e per l’ape dipende. Sai, magari è una serata da martini molto secco e non da Aperolspritz

  13. Sempre più di frequente, le commesse* sono scommesse e trovarne una cortese è una questione di fortuna. D’altra parte anche loro hanno a che fare con una clientela sempre peggiore…

    * Niente parità dei sessi, perché commessi/scommessi non funziona. ^_*

  14. L’ultima volta che sono uscito contento da un negozio con qualcosa da vestire che non fosse un regalo avevo comprato una bellissima maglietta a maniche lunghe di paperino a 12 euro a milano 🙂

  15. Aperitivo senza. Hai già il vestito verde.
    Immagino la faccia di disgusto della venditrice che al primo colpo ti ha comunicato con l’ostia benedetta (siamo in veneto, presumo e ostrega lo dicono tutti).
    Si tratta bene la tua amica sposa.

  16. Anche tra maschi si va per camerini.

    Accompagnai A in centro, per una potenziale pazzia: un cappotto da ottocento euro che fasciava stretto l’intero busto, mettendo in trazione permanente i pettorali. Uno di quei modelli sartoriali che “fanno la differenza”, quando gli altri fanno della sussistenza un punto di forza

    L’ultimo capo vestiva un manichino senza carattere e ne mascherava l’anonimato consegnando al pubblico una figura di rara virilità. Un maschio qualunque, attratto dalla trasformazione, sarebbe venuto a patti con il peggiore degli strozzini, pur di acquisire pari dignità.

    Così entrammo in negozio e la commessa, persona altera e professionale, ritirando il busto dalla vetrina cominciò a sfilare gli spilli che trattenevano in piega il cappotto, posandoli sul comodo ripiano di un tavolo anticato. A mano a mano che l’operazione di sfilatura procedeva, riempiendo di spilli un barattolino di latta, il cappotto cominciò a riprendere la forma originaria. i pettorali collassarono e la vita esplose, presentando il capo come il sarto l’aveva fatto.

    Io e A ci guardammo perplessi. Possibile che un centinaio di spilli avessero trasformato in un capolavoro d’alta moda un saio francescano?

    La commessa, forse all’oscuro, eppure un po’ complice, mise il cappotto in mano al mio amico che, indossandolo, scomparve tra le pieghe della fodera.
    Stavolta a guardarci fummo in tre: io, l’impettita venditrice e il batacchio della campana di lana misto cashmere. Finimmo così per concordare una onorevole uscita di scena acquistando una paio di scarpe da duecentoquaranta euro, che fecero comunque la differenza, quella più banale tra minuendo (il cappotto) e sottraendo (le scarpe).

    (Non penserai mica che io abbia intenzione di farmi un blog tra i tuoi post, vero? 🙂

    • rO rO

      Non l’avevo ancora pensato, ma solo perché ancora mi gustavo la scena con l’impettita commessa e tutti quegli spilli. Sarebbe divertente però. Ma ce la faresti a non parlare molto di politica ? Temo che ti sentiresti in gabbia.
      Grazie. Come sempre.

      • In questo periodo sono un compulsivo della scrittura. Scrivo a tutto ciò che si muove.

        Ti sei mossa? T’ho visto!!!

  17. Non sono proprio un tipo da aperitivi… meglio un bel supplì mangiato per strada… 🙂

  18. Taglia 38?! Caspita… cmq quando un abito sta bene addosso è più semplice essere decisi. Per lo meno io devo trovarmici dentro proprio bene x prenderlo!

  19. roba da follie…… ma tu stai bene anche con uno straccetto!

Rispondi

Scroll Up
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: