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What have I done?

La signora in questione ha quasi quarant’anni, ma ne dimostra qualcuno in meno. E’ una bella donna. Porta i capelli lunghi, castani, con una frangetta scomposta, tranne quando si impegna nella piega e i suoi capelli sono dritti come il manico di scopa che vorrebbe farle reggere la schiena. Invece, nonostante cammini con evidente rigidità, le sue spalle sono ricurve e fanno intuire che lavori in un ufficio. Frequenta la stessa palestra dove mi alleno anche io e la guardo spesso attraverso gli specchi della sala: arriva già vestita in tenuta sportiva, infila gli auricolari nelle orecchie, aggancia il suo IPod nano sul bordo del pantalone e, atteggiandosi a divina, inizia a correre.

I’ve been running Monday Tuesday Wednesday
Thursday Friday Saturday Sunday
Running Monday Tuesday Wednesday Thursday Friday
Saturday Sunday
What have I done?
What have I done?

L’altro giorno l’ho incontrata in spiaggia. Erano circa le 18.30 quando l’ho incrociata mentre camminava mano nella mano con un ragazzo che avrà avuto quindici anni meno di lei: ridendo, attraversavano una fontana che spruzzava getti d’acqua e vapore dal pavimento. Li ho visti baciarsi e prendere un gelato.
Poco dopo l’ho ritrovata seduta su un fazzolettino di asciugamano blu con dei pesci gialli. Abbracciava forte il suo giovane amico e stavano lì immobili. Erano seduti come certe sedie di design: lei guardava gli ombrelloni e lui il mare e si stringevano in un otto.
Sembrava l’inquadratura di un film, quello in cui lui, giovane, legge dei libri a lei, che fa un bagno nella vasca.
Poi si è avvicinato loro un ragazzino chiedendo di spostarsi di dieci metri perché con degli amici volevano maggiore spazio per giocare a calcio sulla sabbia. La signora ha detto qualcosa e i due si sono alzati per andarsene. Io ho sentito solo la risposta del ragazzino che diceva “Pregherò per voi”.

Soundtrack: The Clash – Police on my back

20 Comments

  1. La risposta del ragazzino è qualcosa che più singolare di così non ho mai sentito (ti ho mandato un’email qualche giorno fa)

    • rO rO

      Buongiorno. Si. L’ho vista e letta e avevo iniziato a risponderti. Grazie per avermi scritto. Ho avuto una settimana in apnea. Lavoro, ragazzini, dentista, rimbambimento. Ma non ho scuse.

      • Volevo solo informarti, non fare così che mi imbarazzi (e mi fai sentire in colpa per avertelo chiesto)

        • rO rO

          Vabbè. Meglio così. Comunque la foto è bellissima :))

    • rO rO

      Grazie. Suona però comico visto che oggi ci sono quindici gradi. Buona estate anche a te!

      • 25 da me…però, odiando il caldo, son felice…a presto.

  2. What have u done?

    Dieci anni fa correvo lungo i fianchi dello Stivale con una frequenza assai sospetta. Meditavo se traferirmi o meno a Roma. Ma erano tempi di follia e incoscienza, che per fortuna e purtroppo sono destinati a consumarsi nella misura in cui non servono al presente.

    Dell’estate del duemilaquattro ho un ricordo preciso, non certo la sabbia di Ostia, che pare Jesolo o Rimini o Riccione o qualsiasi altra spiaggia turistica che si replica senza identità sulla linea dell’orizzonte tra terra e mare.

    Ero seduto con amici nel dehors di una vecchia pizzeria a San Lorenzo, quando il rumore di un motorino distolse l’attenzione dal piatto. Davanti al locale si era fermata una coppia di giovani alquanto bizzarra.Lei indossava un vestitino aderentissimo e scollato al punto da lasciare all’immaginazione giusto qualche interrogativo di prassi. Lui, invece, infradito e braghettine,pareva un disincantato apologeta dell’adolescenza ritrovata, uno di quei tipi che a trent’anni ancora non hanno deciso cosa indossare da grandi.

    Una coppia stramba, bella ma assai audace nell’accostamento.

    Seduti al tavolo di fronte parlavano silenziosamente, incuranti del chiacchiericcio di borgata. Ogni tanto una mano sfiorava l’altra o si appoggiava sulla guancia. E ne nasceva un sorriso. Sempre.

    Ordinarono due pietanze diversissime tra loro: lui la solita pizza, probabilmente una classica, e lei prese altro. Un enorme vassoio di cozze accompagnate da una salsa e del limone a stemperare il sapore del mare. Quel piatto fu al centro della mia immaginazione per tutta la serata. Non osai parlarne con i commensali, forse per pudore, ma non potevo non pensare a quanta roba fosse quella montagna di cozze. Era logico supporre che , escluso il guscio, rimaneva il nulla o quasi.

    Eppure ne fui impressionato.

    Non raccolsi alcuna lezione dall’incontro…A parte una stilla di consapevolezza: L’essenziale non appare mai, forse traspare, ma i contorni sono sempre impercettibili. E chi guarda solitamente si sofferma sulle informazioni che servono ad alimentare prima di ogni altra cosa il rassicurante pregiudizio.

    🙂

    . .

    • rO rO

      Grazie per questo racconto. Grazie 🙂 sai quanto mi piacciano storie come questa.

  3. La risposta del ragazzino è davvero singolare. O ha capito tutto (prega perché la bella pantera quasi grigia conservi il suo giovane accompagnatore) oppure … non lo so.

    • rO rO

      Chissà?!

  4. Ma cazzo, i Clash cosi’ a tradimento mi fanno interrompere la lettura del post per andare a mettere “Sandinista” nel lettore!

    • rO rO

      Evvai!! 🙂

  5. Bia Bia

    La invidio, la invidio e la invidio! E’ chiaro il concetto!??!
    p.s. un mese e mezzo ai 40 🙁

    • rO rO

      Urca! E hai già pensato a come festeggerai?

      • Bia Bia

        NO! Voglio andarmene via da sola qualche giorno in un centro benessere. Possibilmente con massaggiatori di colore dal fisico prorompente. Ho reso l’idea?! 😀

        • rO rO

          Ah ah ah! So gusti, ma capisco bene il senso.

          • Bia Bia

            Ma non ho ancora deciso 🙂

  6. Anche a me piacerebbe una ragazza 10 anni più giovane, solo che mi metterebbero le manette…

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